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Messaggio 1 di 1188 di questo argomento |
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| Da: Enzo Claudio (Messaggio originale) |
Inviato: 28/11/2009 15:48 |
Sabato 28 Novembre 2009
Sabato della XXXIV settimana delle ferie del Tempo Ordinario
Santo(i) del giorno : S. CATERINA LABOURè , Vergine e veggenteMeditazione del giorno : Cardinal John Henry Newman « Vegliate e pregate in ogni momento »
Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Luca 21,34-36. State bene attenti che i vostri cuori non si appesantiscano in dissipazioni, ubriachezze e affanni della vita e che quel giorno non vi piombi addosso improvviso; come un laccio esso si abbatterà sopra tutti coloro che abitano sulla faccia di tutta la terra. Vegliate e pregate in ogni momento, perché abbiate la forza di sfuggire a tutto ciò che deve accadere, e di comparire davanti al Figlio dell'uomo».
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Messaggio 319 di 1188 di questo argomento |
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Leggo sempre i tuoi post lore luc, ma non sono brava a rispondere con parole mie.
Sto imparando da poco a leggere il vangelo attraverso incontri di esegesi.
Spero di saper un giorno rispondere con parole mie.
Grazie comunque per quello che ci comunichi.
In riferimento allla pagina del vangelo di oggi, deso dire che mi spaventa un po'
la severita' del Signore.......
* Domenico Sigalini * (da “Vangeli sotto l’ombrellone”, Ed. AVE)
*** Ancora Gesù ci parla di vigilanza. E questa volta con parole dure, durissime, che ci sconcertano.
Perché le vergini sagge rispondono così duramente alle loro compagne? Sembra quasi che vengano meno alla carità! Perché non vogliono condividere un poco del loro olio con le vergini che stanno per rimanerne senza?
Perché la porta viene chiusa e più non si apre alle invocazioni delle ritardatarie? Perché lo sposo è così duro e risponde con parole durissime?
Che cosa ci vuoi insegnare, Gesù, con questa parabola?
Forse, per riuscire a comprendere, dobbiamo prima dare un nome a quest’olio, che alimenta la lampada della nostra vita e che ci dà il privilegio di entrare con lo sposo alla festa delle eterne nozze.
Se le vergini sagge dicono alle vergini stolte che non possono condividere con loro il proprio olio, forse è perché ognuno se lo deve procurare, non è possibile acquistarlo da altri, lo si deve avere in proprio, ognuno se lo deve procurare.
L’olio simboleggia l’atteggiamento che rende possibile l’incontro con Te, Gesù. È la disponibilità del cuore, è lo sforzo di progredire nella Tua conoscenza, per incontrarTi ogni giorno nella preghiera, nell’ascolto della Parola, nell’amore verso di Te e verso i fratelli. È l’abbandono fiducioso alla Tua Volontà.
Se non ci impegniamo ad acquistare tale atteggiamento, siamo noi stessi che ci chiudiamo fuori e rendiamo impossibile l’incontro.
“Non vi conosco”… Parole dure… “Conoscere”, nel linguaggio biblico, significa fare esperienza dell’altro, entrare profondamente nel suo intimo, avere con l’altro un forte legame personale.
Questa risposta dello sposo è semplicemente un prendere atto che tra lui e le vergini stolte non c’è mai stata comunione, c’è una distanza incolmabile che impedisce l’incontro.
Fa’, o Signore, che la nostra vita sia un’attesa viva, illuminata dal sincero forte desiderio di conoscerTi sempre di più, di vigilare costantemente, di chiederci ogni giorno se la nostra lampada è rifornita di olio, cioè di quell’atteggiamento profondo di disponibilità che ci avvicina e ci rende sempre più intimamente uniti.
Grazie, Sposo dell’anima nostra! Con questa parabola ci doni la “chiave” che ci apre la porta del Tuo Cuore, e Tu ci riconoscerai, e l’incontro sarà pieno di gioia senza fine.
Amen! Alleluia! |
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Messaggio 320 di 1188 di questo argomento |
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Martedì 10 Agosto 2010
San Lorenzo, Diacono e Martire, festa
Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Giovanni 12,24-26. In verità, in verità vi dico: se il chicco di grano caduto in terra non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto. Chi ama la sua vita la perde e chi odia la sua vita in questo mondo la conserverà per la vita eterna. Se uno mi vuol servire mi segua, e dove sono io, là sarà anche il mio servo. Se uno mi serve, il Padre lo onorerà.
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Messaggio 321 di 1188 di questo argomento |
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Da studente amavo particolarmente Matematica e Storia e da sempre
ho collocato il Verbo fuori dall'umana logica e dagli eventi.
Dio parla a chi legge nel momento in cui legge. La frase che leggo oggi
non mi appare la stessa letta in altro tempo ed in altra circostanza perchè
sono io a non essere lo stesso. Solo la Fede ci da il senso del Verbo
e la Fede è un dono di Dio che noi possiamo invocare ma non pretendere.
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Messaggio 322 di 1188 di questo argomento |
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Vuoi fare qualcosa per migliorare la situazione in cui si trova il mondo? Guarda allora dentro di te, e non dimenticare mai che tutto ha origine nell'individualità. Se trasformi la tua coscienza in amore, pace, armonia e unità, la coscienza del mondo intero cambierà. Ma, all'inizio, non è sempre molto piacevole: troverai dentro di te angoli oscuri che hanno bisogno di essere rischiarati, scoprirai che non sempre le tue motivazioni sono le più elevate e che le tue simpatie e antipatie sono assai più pronunciate di quanto non avessi immaginato; ti accorgerai di essere molto più incline alla discriminazione, quando in realtà essa non dovrebbe nemmeno esistere, poichè ai Miei occhi tutti sono uno solo. Scoprirai anche che il tuo amore per gli altri non è come dovrebbe essere. Comincia a mettere tutte le tue carte in tavola, e sii deciso a fare qualcosa in proposito, fin d'ora. Non c'è momento più adatto. IO SONO qui per aiutarti. ChiamaMi e lascia che sia io a guidare i tuoi passi.
[da: "Eileen Caddy - Le porte interiori - Amrita]
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Messaggio 323 di 1188 di questo argomento |
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Mercoledì 11 Agosto 2010
Mercoledì della XIX settimana delle ferie del Tempo Ordinario
Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 18,15-20. Se il tuo fratello commette una colpa, và e ammoniscilo fra te e lui solo; se ti ascolterà, avrai guadagnato il tuo fratello; se non ti ascolterà, prendi con te una o due persone, perché ogni cosa sia risolta sulla parola di due o tre testimoni. Se poi non ascolterà neppure costoro, dillo all'assemblea; e se non ascolterà neanche l'assemblea, sia per te come un pagano e un pubblicano. In verità vi dico: tutto quello che legherete sopra la terra sarà legato anche in cielo e tutto quello che scioglierete sopra la terra sarà sciolto anche in cielo. In verità vi dico ancora: se due di voi sopra la terra si accorderanno per domandare qualunque cosa, il Padre mio che è nei cieli ve la concederà. Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro».
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Messaggio 324 di 1188 di questo argomento |
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Giovedì 12 Agosto 2010
Giovedì della XIX settimana delle ferie del Tempo Ordinario
Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 18,21-35.19,1. Allora Pietro gli si avvicinò e gli disse: «Signore, quante volte dovrò perdonare al mio fratello, se pecca contro di me? Fino a sette volte?». E Gesù gli rispose: «Non ti dico fino a sette, ma fino a settanta volte sette. A proposito, il regno dei cieli è simile a un re che volle fare i conti con i suoi servi. Incominciati i conti, gli fu presentato uno che gli era debitore di diecimila talenti. Non avendo però costui il denaro da restituire, il padrone ordinò che fosse venduto lui con la moglie, con i figli e con quanto possedeva, e saldasse così il debito. Allora quel servo, gettatosi a terra, lo supplicava: Signore, abbi pazienza con me e ti restituirò ogni cosa. Impietositosi del servo, il padrone lo lasciò andare e gli condonò il debito. Appena uscito, quel servo trovò un altro servo come lui che gli doveva cento denari e, afferratolo, lo soffocava e diceva: Paga quel che devi! Il suo compagno, gettatosi a terra, lo supplicava dicendo: Abbi pazienza con me e ti rifonderò il debito. Ma egli non volle esaudirlo, andò e lo fece gettare in carcere, fino a che non avesse pagato il debito. Visto quel che accadeva, gli altri servi furono addolorati e andarono a riferire al loro padrone tutto l'accaduto. Allora il padrone fece chiamare quell'uomo e gli disse: Servo malvagio, io ti ho condonato tutto il debito perché mi hai pregato. Non dovevi forse anche tu aver pietà del tuo compagno, così come io ho avuto pietà di te? E, sdegnato, il padrone lo diede in mano agli aguzzini, finché non gli avesse restituito tutto il dovuto. Così anche il mio Padre celeste farà a ciascuno di voi, se non perdonerete di cuore al vostro fratello». Terminati questi discorsi, Gesù partì dalla Galilea e andò nel territorio della Giudea, al di là del Giordano.
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Messaggio 325 di 1188 di questo argomento |
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Venerdì 13 Agosto 2010
Venerdì della XIX settimana delle ferie del Tempo Ordinario
Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 19,3-12. Allora gli si avvicinarono alcuni farisei per metterlo alla prova e gli chiesero: «E' lecito ad un uomo ripudiare la propria moglie per qualsiasi motivo?». Ed egli rispose: «Non avete letto che il Creatore da principio li creò maschio e femmina e disse: Per questo l'uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due saranno una carne sola? Così che non sono più due, ma una carne sola. Quello dunque che Dio ha congiunto, l'uomo non lo separi». Gli obiettarono: «Perché allora Mosè ha ordinato di darle l'atto di ripudio e mandarla via?». Rispose loro Gesù: «Per la durezza del vostro cuore Mosè vi ha permesso di ripudiare le vostre mogli, ma da principio non fu così. Perciò io vi dico: Chiunque ripudia la propria moglie, se non in caso di concubinato, e ne sposa un'altra commette adulterio». Gli dissero i discepoli: «Se questa è la condizione dell'uomo rispetto alla donna, non conviene sposarsi». Egli rispose loro: «Non tutti possono capirlo, ma solo coloro ai quali è stato concesso. Vi sono infatti eunuchi che sono nati così dal ventre della madre; ve ne sono alcuni che sono stati resi eunuchi dagli uomini, e vi sono altri che si sono fatti eunuchi per il regno dei cieli. Chi può capire, capisca».
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Messaggio 326 di 1188 di questo argomento |
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Sabato 14 Agosto 2010
Sabato della XIX settimana delle ferie del Tempo Ordinario
Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 19,13-15. Allora gli furono portati dei bambini perché imponesse loro le mani e pregasse; ma i discepoli li sgridavano. Gesù però disse loro: «Lasciate che i bambini vengano a me, perché di questi è il regno dei cieli». E dopo avere imposto loro le mani, se ne partì.
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Messaggio 327 di 1188 di questo argomento |
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Così come tu contribuisci al tutto con le tue doti ed i tuoi talenti specifici, così ciascun elemento del mosaico della vita viene unito agli altri fino a formare il tutto perfetto. Quali sono le tue doti ed i tuoi talenti specifici? Perchè non condividerli con gli altri e smettere di nasconderli, visto che sono tutti necessari? Puoi ritenere di possedere molte doti, oppure di avere poco da dare, o magari addirittura niente. Quest'ultima possibilità non esiste. Tu hai qualcosa di unico da dare, qualcosa che nessun altro può dare, qualcosa di cui c'è bisogno: sta a te scoprire di che si tratta e donarlo agli altri. Tante piccole cose formano il tutto, così come ogni più piccola vite, ogni ingranaggio o molla sono necessari per costruire un orologio, ed ogni organo del corpo, ogni minuscola cella o atomo sono necessari per completare perfettamente il corpo. Quando sarai in grado di considerare te stesso come parte del tutto, non vorrai più tenere per te ciò che hai da dare.
[da: "Eileen Caddy - Le porte interiori - Amrita] |
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Messaggio 328 di 1188 di questo argomento |
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Domenica 15 Agosto 2010
Assunzione della B.V. Maria, solennità
Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Luca 1,39-56. In quei giorni Maria si mise in viaggio verso la montagna e raggiunse in fretta una città di Giuda. Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino le sussultò nel grembo. Elisabetta fu piena di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che debbo che la madre del mio Signore venga a me? Ecco, appena la voce del tuo saluto è giunta ai miei orecchi, il bambino ha esultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell'adempimento delle parole del Signore». Allora Maria disse: «L'anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore, perché ha guardato l'umiltà della sua serva. D'ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata. Grandi cose ha fatto in me l'Onnipotente e Santo è il suo nome: di generazione in generazione la sua misericordia si stende su quelli che lo temono. Ha spiegato la potenza del suo braccio, ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore; ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili; ha ricolmato di beni gli affamati, ha rimandato a mani vuote i ricchi. Ha soccorso Israele, suo servo, ricordandosi della sua misericordia, come aveva promesso ai nostri padri, ad Abramo e alla sua discendenza, per sempre». Maria rimase con lei circa tre mesi, poi tornò a casa sua.
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Messaggio 329 di 1188 di questo argomento |
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Lunedì 16 Agosto 2010
Lunedì della XX settimana delle ferie del Tempo Ordinario
Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 19,16-22. Ed ecco un tale gli si avvicinò e gli disse: «Maestro, che cosa devo fare di buono per ottenere la vita eterna?». Egli rispose: «Perché mi interroghi su ciò che è buono? Uno solo è buono. Se vuoi entrare nella vita, osserva i comandamenti». Ed egli chiese: «Quali?». Gesù rispose: «Non uccidere, non commettere adulterio, non rubare, non testimoniare il falso, onora il padre e la madre, ama il prossimo tuo come te stesso». Il giovane gli disse: «Ho sempre osservato tutte queste cose; che mi manca ancora?». Gli disse Gesù: «Se vuoi essere perfetto, và, vendi quello che possiedi, dallo ai poveri e avrai un tesoro nel cielo; poi vieni e seguimi». Udito questo, il giovane se ne andò triste; poiché aveva molte ricchezze.
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Messaggio 330 di 1188 di questo argomento |
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Martedì 17 Agosto 2010
Martedì della XX settimana delle ferie del Tempo Ordinario
Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 19,23-30. Gesù allora disse ai suoi discepoli: «In verità vi dico: difficilmente un ricco entrerà nel regno dei cieli. Ve lo ripeto: è più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno dei cieli». A queste parole i discepoli rimasero costernati e chiesero: «Chi si potrà dunque salvare?». E Gesù, fissando su di loro lo sguardo, disse: «Questo è impossibile agli uomini, ma a Dio tutto è possibile». Allora Pietro prendendo la parola disse: «Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito; che cosa dunque ne otterremo?». E Gesù disse loro: «In verità vi dico: voi che mi avete seguito, nella nuova creazione, quando il Figlio dell'uomo sarà seduto sul trono della sua gloria, siederete anche voi su dodici troni a giudicare le dodici tribù di Israele. Chiunque avrà lasciato case, o fratelli, o sorelle, o padre, o madre, o figli, o campi per il mio nome, riceverà cento volte tanto e avrà in eredità la vita eterna. Molti dei primi saranno ultimi e gli ultimi i primi».
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Messaggio 331 di 1188 di questo argomento |
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Mercoledì 18 Agosto 2010
Mercoledì della XX settimana delle ferie del Tempo Ordinario
Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 20,1-16. «Il regno dei cieli è simile a un padrone di casa che uscì all'alba per prendere a giornata lavoratori per la sua vigna. Accordatosi con loro per un denaro al giorno, li mandò nella sua vigna. Uscito poi verso le nove del mattino, ne vide altri che stavano sulla piazza disoccupati e disse loro: Andate anche voi nella mia vigna; quello che è giusto ve lo darò. Ed essi andarono. Uscì di nuovo verso mezzogiorno e verso le tre e fece altrettanto. Uscito ancora verso le cinque, ne vide altri che se ne stavano là e disse loro: Perché ve ne state qui tutto il giorno oziosi? Gli risposero: Perché nessuno ci ha presi a giornata. Ed egli disse loro: Andate anche voi nella mia vigna. Quando fu sera, il padrone della vigna disse al suo fattore: Chiama gli operai e dà loro la paga, incominciando dagli ultimi fino ai primi. Venuti quelli delle cinque del pomeriggio, ricevettero ciascuno un denaro. Quando arrivarono i primi, pensavano che avrebbero ricevuto di più. Ma anch'essi ricevettero un denaro per ciascuno. Nel ritirarlo però, mormoravano contro il padrone dicendo: Questi ultimi hanno lavorato un'ora soltanto e li hai trattati come noi, che abbiamo sopportato il peso della giornata e il caldo. Ma il padrone, rispondendo a uno di loro, disse: Amico, io non ti faccio torto. Non hai forse convenuto con me per un denaro? Prendi il tuo e vattene; ma io voglio dare anche a quest'ultimo quanto a te. Non posso fare delle mie cose quello che voglio? Oppure tu sei invidioso perché io sono buono? Così gli ultimi saranno primi, e i primi ultimi».
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Messaggio 332 di 1188 di questo argomento |
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Giovedì 19 Agosto 2010
Giovedì della XX settimana delle ferie del Tempo Ordinario
Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 22,1-14. Gesù riprese a parlar loro in parabole e disse: «Il regno dei cieli è simile a un re che fece un banchetto di nozze per suo figlio. Egli mandò i suoi servi a chiamare gli invitati alle nozze, ma questi non vollero venire. Di nuovo mandò altri servi a dire: Ecco ho preparato il mio pranzo; i miei buoi e i miei animali ingrassati sono gia macellati e tutto è pronto; venite alle nozze. Ma costoro non se ne curarono e andarono chi al proprio campo, chi ai propri affari; altri poi presero i suoi servi, li insultarono e li uccisero. Allora il re si indignò e, mandate le sue truppe, uccise quegli assassini e diede alle fiamme la loro città. Poi disse ai suoi servi: Il banchetto nuziale è pronto, ma gli invitati non ne erano degni; andate ora ai crocicchi delle strade e tutti quelli che troverete, chiamateli alle nozze. Usciti nelle strade, quei servi raccolsero quanti ne trovarono, buoni e cattivi, e la sala si riempì di commensali. Il re entrò per vedere i commensali e, scorto un tale che non indossava l'abito nuziale, gli disse: Amico, come hai potuto entrare qui senz'abito nuziale? Ed egli ammutolì. Allora il re ordinò ai servi: Legatelo mani e piedi e gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti. Perché molti sono chiamati, ma pochi eletti».
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Messaggio 333 di 1188 di questo argomento |
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Venerdì 20 Agosto 2010
Venerdì della XX settimana delle ferie del Tempo Ordinario
Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 22,34-40. Allora i farisei, udito che egli aveva chiuso la bocca ai sadducei, si riunirono insieme e uno di loro, un dottore della legge, lo interrogò per metterlo alla prova: «Maestro, qual è il più grande comandamento della legge?». Gli rispose: «Amerai il Signore Dio tuo con tutto il cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente. Questo è il più grande e il primo dei comandamenti. E il secondo è simile al primo: Amerai il prossimo tuo come te stesso. Da questi due comandamenti dipendono tutta la Legge e i Profeti».
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