
Cè un grillo!". Lamico lo guarda stralunato: comè possibile sentire il cri-cri di un grillo in quel mondo di rumori? "Ma cosa dice, professore? Un grillo?!". E il signore, che si è fermato, come guidato da un radar, si accosta lentamente a un minuscolo ciuffo derba ai piedi di un albero. Con delicatezza sposta steli e dice: "Eccolo!". Lamico si curva. E davvero un piccolo grillo. Stupore per il fatto del grillo a Londra. Ma doppio stupore per averlo sentito. Daccordo. Per avvertire certe "voci", occorre grande capacità dascolto. E quel signore ce laveva.
Era il grande etmologo francese Jean Henry Fabre. E la sua grande capacità di ascolto era rivolta in modo specifico al mondo degli insetti.
"Ma come ha fatto a sentire il grillo in tutto questo chiasso?" domanda lamico al signor Fabre, mentre riprendono il cammino.
"Perché voglio bene a quelle piccole creature. Tutti sentono le voci che amano, anche se sono debolissime. Vuoi che proviamo?".
Il signor Fabre si ferma. Estrae dal borsellino una sterlina doro e la lascia cadere a terra. E un piccolo din, ma una decina di persone che camminano sul marciapiede si voltano di scatto a fissare la moneta.
"Hai visto" dice il signor Fabre, "Queste persone amano il denaro e ne percepiscono il suono, anche tra lo strepito più chiassoso".
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(Bruno Ferrero)