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General: la responsabilità dei magistrati
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Réponse  Message 1 de 1 de ce thème 
De: Piero Gotta  (message original) Envoyé: 12/02/2011 11:15
non esiste oggi nessuna responsabilità civile dei magistrati , mentre occorrerebbe
anche quella penale , quando sopratutto decisioni totalmente errate portino alla
morte dell'indagato ( vedi il caso Tortora  e i suicidi in carcere di personalità
rinchiuse solo per farli confessare , come accaduto al tempo di mani pulite
 
Eppure gli italiani avevano votato a larghissima maggioranza nel 1987 un referendum
per approvare tale attribuzione . Ma subito dopo per iniziativa del pci fu approvata
la legge vassalli che spostava dai giudici allo Stato ( cioè a noi tutti ) il pagamento delle spese , e nulla fu poi deliberato successivamente nonostante le pressioni
della UE . Ogni commento è superfluo!ArrabbiatoArrabbiatoArrabbiato
 

Il Referendum Radicale [modifica]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Referendum abrogativo.

Il Partito Radicale, il Partito liberale italiano e il Partito socialista italiano, presentavano nel 1987 la richiesta di tre referendum per ottenere la responsabilità civile dei magistrati, l'abrogazione della Commissione inquirente e del sistema elettorale del Consiglio superiore della magistratura, come risposta ai sempre più frequenti problemi della giustizia.

Tra i protagonisti che in quegli anni si battevano per la riforma della giustizia vi era Enzo Tortora, conduttore televisivo accusato sulla base di alcune dichiarazioni di pentiti di essere colluso con la camorra e il traffico di stupefacenti, rivelatesi successivamente false. La lunga detenzione del conduttore, e la successiva elezione nelle liste Radicali che sosteneva le sue battaglie politiche, contribuiva ad alimentare la discussione pubblica nel paese e nei mezzi di comunicazione circa la situazione della giustizia italiana.

L'appello radicale per la riforma della giustizia veniva sottoscritto anche da molti magistrati: «L’otto novembre gli italiani sono chiamati ad esprimersi su due aspetti particolarmente rilevanti della crisi della giustizia. Di fronte a insensibilità politiche e a resistenza corporative, i referendum sulla giustizia rappresentano un’occasione unica offerta ai cittadini per riaffermare fondamentali principi dello stato di diritto, abolire anacronistici privilegi e irresponsabilità e rivendicare improrogabili riforme. Lo strumento referendario restituisce così la parola ai cittadini. Non è più accettabile, infatti, che i ministri responsabili di gravi reati non vengano perseguiti. Non è più accettabile che i magistrati che, per colpa grave, abbiano danneggiato un cittadino non siano chiamati a risponderne dinnanzi ad un loro collega. Introducendo la responsabilità civile dei magistrati per colpa grave (grave negligenza, grave imperizia, gravi omissioni) non si intacca ma si riafferma la loro autonomia ed indipendenza. Abrogando i poteri istruttori della commissione inquirente per i reati dei ministri si eliminano inammissibili impunità. Noi voteremo SI ed invitiamo a votare SI perché anche politici e magistrati rispondano, come ogni cittadino, di fronte alla legge». [1]

In quegli anni vi era inoltre una domanda sempre maggiore di una più efficace e consapevole tutela dell'ambiente in particolare dopo il disastro di Černobyl'. La difesa dell'ambiente e la lotta al nucleare già dal Congresso del 1977 furono di centrale importanza per la politica del Partito Radicale: in continuità con i referendum del 1981, furono riproposti tre quesiti diretti ad abolire le norme sulla realizzazione e gestione delle centrali nucleari, i contributi a Comuni e Regioni sedi di centrali nucleari, le procedure di localizzazione delle centrali nucleari e due quesiti tendenti ad abrogare l’insieme di norme, contenute nella legge n. 968 del 1977, che disciplinavano i limiti dell’attività venatoria, in termini di specie cacciabili, tempi consentiti, modalità della caccia e altri aspetti particolari che contrastavano con le stesse proclamazioni della legge sulla priorità dell’esigenza di tutela della fauna selvatica.

La prima strategia adottata contro i referendum fu quella dello scioglimento anticipato delle camere per lo stallo che si era prodotto nei rapporti tra Dc e Psi: protagonista fu Ciriaco De Mita, che decise le elezioni anticipate per rompere la convergenza di quei mesi tra i partiti laici e in particolare tra Craxi e Pannella.

Dopo le elezioni anticipate, di fronte all’appuntamento referendario, Dc e Pci, inizialmente ostili ai quesiti, si schieravano a favore del «sì». Questo repentino cambio di rotta dei due maggiori partiti derivava dalle implicazioni politiche che poteva provocare una eventuale sconfitta dello schieramento del «no» imperniato sull’asse Dc e Pci in contrapposizione ad uno schieramento laico-progressista formato da Radicali e Socialisti.

Vennero dichiarati inammissibili dalla giurisprudenza della Corte Costituzionale i quesiti sulla caccia e sul sistema elettorale del CSM.

I referendum abrogativi dell'8 novembre 1987 si conclusero con una netta affermazione dei «sì», che di media nei 5 quesiti raggiunsero circa l' 80% delle preferenze.

Dopo la scelta degli italiani circa la responsabilità civile dei giudici, il Parlamento approvava la cosiddetta «legge Vassalli» (votata da Pci, Psi, Dc), che, secondo i Radicali, si allontanava decisamente dalla decisione presa dagli italiani nel referendum, facendo ricadere la responsabilità di eventuali errori non sul magistrato ma sullo Stato, che successivamente poteva rivalersi sullo stesso, ma solo entro il limite di un terzo di annualità dello stipendio.

Responsabilità Giudici [modifica]

Abrogazione delle norme, per stabilire una responsabilità civile anche per i giudici.

Quesito: «Volete voi l’abrogazione degli articoli 55, 56 e 74 del Codice di procedura Civile approvato con regio decreto 28 ottobre 1940, n. 1143 ?»

totale percentuale (%)
Iscritti alle liste 45 870 931  
Votanti 29 866 249 65,10 (su n. elettori) Quorum raggiunto
Voti validi 25 896 355 86,70 (su n. votanti)
Voti nulli o schede bianche 3 969 894 13,30 (su n. votanti)
Astenuti 16 004 682 34,90 (su n. iscritti)

Risultati [modifica]

Voti  %
RISPOSTA AFFERMATIVA 20 770 334 80,20%
RISPOSTA NEGATIVA NO 5 126 021 19,00%
bianche/nulle 3 969 894
Totale voti validi 25 896 355 100%




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