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From: Lelina  (Original message) Sent: 09/12/2009 22:14
Il miracolo della neve - racconto
Fecha: 04.03.2009 - 9.39    Autor: Prediletta

Il miracolo della neve

foto Prediletta - dalla finestra di casa mia

Era una mattina di inverno, il paesaggio imbiancato dalla neve scesa durante la notte aveva colmato di gioia i cuori di numerosi bambini, felici di non andare a scuola. La città era silenziosa, i lampioni ancora accesi, numerosi i volti attaccati alla finestra godevano di quello spettacolo. Finalmente mamma e papà a casa, anche se la neve aveva causato qualche disagio, per una volta tanto il lavoro poteva attendere; non esistevano pratiche da portare avanti, né lavori nei campi da terminare, gli autobus erano impossibilitati a muoversi. Solo una persona era triste e non si lasciava ammaliare da quell’incanto… Lisa. Lisa era una ragazza con molti problemi, aveva perso i genitori alla tenera età di otto anni ed era cresciuta insieme con i nonni materni, i quali cercavano di non farle mancare nulla,  ciononostante  Lisa aveva in cuore una profonda tristezza, si sentiva abbandonata, non riusciva a cogliere l’amore che i nonni le donavano, sembrava che non le importasse di nulla, vani erano i tentativi per cercare di farla sorridere. Ore ed ore stava chiusa nella sua stanza con sopra un cartello grosso dove c’era scritto: “vietato l’accesso”.

I nonni quando volevano interagire con lei erano obbligati a bussare alla porta perché se così non facevano suscitavano le sue ire. Nonna Adelina amava la musica classica, spesso ascoltava la primavera di Vivaldi, le metteva allegria i ricordi affioravano dal passato come se fossero stati presenti in quell’istante; rivedeva sua figlia seduta davanti al pianoforte che suonava le sinfonie che più amava, avrebbe potuto essere una grande pianista, un futuro radioso l’attendeva ma rimase incinta giovane e così tutti i sogni svanirono ma l’amore per il pianoforte rimase fino al giorno in cui purtroppo perse la vita in un incidente, insieme con il marito. Tornavano da una festa che era stata organizzata in onore del marito che aveva avuto una premiazione sul lavoro, purtroppo una macchina a folle velocità invase la loro corsia, lo schianto fu tremendo e nessuno si salvò, compreso il conducente della macchina che era uscita dalla carreggiata opposta.

Grosse lacrime scendevano sul volto di Adelina, in silenzio piangeva, in più aveva il rammarico di non riuscire a capire la nipote, spesso si domandava dove sbagliava, perché la nipote nutriva quell’odio feroce nei suoi confronti e del marito.

La neve riprese a scendere, Lisa raggiunse i nonni in salotto, si sedette sul divano e come era solita fare accese la televisione, costringendoli così a spegnere la musica. Nonno Mario sbuffò, Adelina gli diede una brutta occhiata, si alzarono e andarono in cucina.

“Io non ce la faccio più” disse Mario a gran voce.

“Mario ti prego, porta pazienza, siamo stati giovani anche noi, lasciala tranquilla, vedrai che cambierà prima o poi…”

Nonna Adelina tendeva sempre a proteggerla.

“Tu la difendi sempre, e a me non ci pensi? Non posso fare nulla, combinazione nevica e non posso nemmeno andare al circolo dai miei amici”

“Pensa alla bambina….povera piccola, soffre tanto, le mancano i genitori”…rispose Adelina.

“Credi che anche a me non manchi nostra figlia? Non c’è giorno che non pensi a lei, non c’è giorno in cui spero di svegliarmi e di avere fatto solo un terribile incubo!”.

“Dai su….vai in salotto e guarda la televisione con lei, dalle tempo… cambierà”, continuava a ripetere Adelina sempre speranzosa che davvero potessero cambiare le cose.

Il paesaggio era davvero incantevole,  la casa calda e accogliente profumava dal buon minestrone che lentamente cuoceva sulla stufa. Tanto piaceva a Lisa, anche se non l’aveva mai detto alla nonna, ma lei lo sapeva, se ne accorgeva dal fatto che ogni volta finito di mangiare non mancava mai di prendersene un altro piatto e sempre bello colmo.

Sorrideva Adelina in cuor suo ripensando alla scena che si sarebbe ripetuta quella stessa sera. Seduta su una vecchia seggiola ormai sbiadita dal tempo, ma a lei tanto cara, cuciva lentamente di tanto in tanto pungendosi, perché la vista cominciava a darle dei problemi, i jeans che la nipote voleva moderni. Nonna Adelina le aveva comprato delle tasche grosse di colore più chiaro con disegnati dei cuori che sorridevano. Sapeva bene che quando la nipote stava davanti alla televisione, per nessun motivo si sarebbe alzata e così ne approfittava per continuare il lavoro indisturbata. Era una sorpresa, il regalo per la festa della befana, ormai quasi alle porte.

Uno strano calore nel petto però continuava a tormentarla. Erano diversi giorni che si sentiva poco bene, come al solito però, non lo dava a vedere fintanto che la vista si annebbiò e si accasciò cadendo dalla seggiola.

Circondata da una luce forte, Adelina incuriosita continuava a camminare su una strada a lei sconosciuta, le voci la chiamavano ma lei non capiva da dove provenissero finché vide sul fondo sua figlia con il marito. Sorridevano e stavano bene…

“Nonna, nonna ti prego rispondi, sono Lisa. Ti prego nonna perdonami per tutto il male che ti ho fatto, nonna ti voglio bene, te ne voglio tanto. Non te l’ho mai detto è vero, prometto di cambiare, non voglio che te ne vada anche tu. Nonna… ti prego, torna indietro” .

Erano passate diverse ore, Lisa stringeva le mani della nonna, pentita per essere sempre stata così dura nei confronti dei nonni, piangeva ininterrottamente, si addormentò in ginocchio con la testa appoggiata sul letto.

Nel corridoio dell’ospedale il nonno era solo, anche lui si pentiva per avere sempre rimproverato la povera moglie. Un’attesa lunga e snervante.

Il cuore della donna batteva molto lentamente, Lisa si svegliò, stringendo forte le mani della nonna disse:

“Non te ne andare, il nonno ed io abbiamo bisogno di te, nonna…”.

Il prato su cui passeggiava Adelina era pieno di fiori profumati, i colori accesi le scaldavano il cuore, parlava con la figlia raccontandole di Lisa… Lisa… Sentiva la voce della piccola che la chiamava – “nonna non te ne andare” – voltandosi verso la figlia e il genero, vide che ancora sorridevano, la salutarono e lei capì che doveva tornare indietro, stava bene, non aveva più dolori, ma doveva tornare per la nipote, il suo compito ancora non era finito.

Adelina aprì gli occhi e vide la nipote con il marito che la guardavano ansiosi con il viso coperti di lacrime… “Sono qui” – rispose.

Lisa per la prima volta in vita sua abbracciò la nonna – “non te ne pentirai” disse con la voce strozzata in gola.

Dopo due giorni di ospedale Adelina poté tornare a casa.

La casa era ordinata e sulla stufa cuoceva il minestrone preparato dalla nipote, “con tanta cura e tanto amore” – aggiunse il nonno. L’albero di natale era acceso e la televisione spenta. Si sedettero in salotto e Adelina notò che sulla porta della stanza della nipote c’era scritto: “Bentornata nonna, TI VOGLIO BENE”.

“Anche io bambina mia, anche io, tanto”, rispose commossa la nonna.

La neve riprese a scendere e dai vetri di una casa un tempo cupa e priva di dolcezza, si sentivano le note di un pianoforte che suonava Vivaldi….

 

 28 novembre 2008




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