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Rispondi  Messaggio 1 di 3 di questo argomento 
Da: MOTHERSIXTEN  (Messaggio originale) Inviato: 26/11/2012 10:33

Si puo' vivere per anni con  persone
senza conoscerle veramente e senza che loro conoscano veramente noi. Puo' capitare
sul posto di lavoro,come pure fra i familiari
e addirittura col proprio partner.......
A pensarci bene:quante persone che conosciamo fanno parte davvero di noi?
Quante, di queste persone, sanno cosa proviamo dentro? Sanno quello che accade davvero. Io credo che a tutti capiti di dover essere qualcosa di diverso da ciò che sentiamo.
Se siamo tristi, affranti, impauriti... di certo non lo mostriamo a tutti. Di certo non lo sbanderiamo ai quattro venti. Di certo non lasciamo a tutti di conoscerci per ciò che siamo davvero. In questo modo si vivono due realtà. C'è quella esteriore, quella che tutti vedono, ed è anche quella che tutti vogliono. Poi c'è quella interiore, quella che solo noi sappiamo, e quella che noi vorremmo.
E allora sarebbe bello correre incontro
a tutti, e dire:questa sono io....



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Rispondi  Messaggio 2 di 3 di questo argomento 
Da: Marika Inviato: 26/11/2012 16:07
La condizione peggiore che può vivere un essere è non stare bene con se stesso. Anche se ha un lavoro che gli dà di che vivere; anche se ha un figlio meraviglioso; anche se ha amici intorno.

E amorevolmente "invidia" coloro i quali consapevolmente sanno amare se stessi o ancora coloro che invece non si accorgono di amarsi tanto.

E guarda, con occhi sorpresi, chi invece non sa di non amarsi e continua a vivere come una comparsa, ma in fondo pensandosi felice. Iniziare questo percorso di donarsi amore, comprensione e accettazione di sé, vuol dire andare a scavare nella parte più recondita di noi.

Significa, cominciare ad osservare e a perdonare anche quella parte di noi che meno ci piace. Significa che ci sono delle cose che si possono tenere e altre, invece, che semplicemente vanno "messe via". Andare dentro noi stessi è doloroso, perché ci si rende conto che spesso siamo attaccati all'alcool, al tabacco, alle droghe, come se fossero salvagente. Non riconoscendole di certo come zavorre che ci allontanano dal nostro vero io.

Si può essere drogati e dunque assenti da sé anche quando ci si attacca morbosamente ad un'altra persona, con l'illusione che sia amore. Nessun errore è più grande di questo e quando l'effetto di questa droga ci viene negato la crisi è violenta.

Rialzarsi da soli dopo una caduta come questa significa prendere davvero coscienza delle proprie capacità ed iniziare a conoscersi davvero.


Rispondi  Messaggio 3 di 3 di questo argomento 
Da: Lelina Inviato: 26/11/2012 19:12


 
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