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◄ POESIE TONY KOSPAN: EPIFANIA E RE MAGI IN POESIA... CANZONI... E NON SOLO
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Reply  Message 1 of 4 on the subject 
From: Orso Tony  (Original message) Sent: 06/01/2015 20:45

 

 

 

Cari amici la poesia, come ben sapete, affronta ogni aspetto della nostra vita.

L'Epifania è classicamente la festa che… tutte le feste porta via e conclude il lungo periodo delle feste Natalizie dopo il quale riprenderà per tutti, nel bene e/o nel male, la cd “vita normale”.

Proprio questa festa, insieme ai Re Magi, è il tema stavolta delle poesie e delle canzoni.

 

 

 

 

 

 

LA BEFANA EPIFANIA ED I RE MAGI

IN POESIA... MUSICA E NON SOLO

(2015) a cura di Tony Kospan

 

 

 

 

Ma… che vuol dire Epifania?

L'Epifania è una festa religiosa che deriva il suo nome da un termine greco – ἐπιφάνεια, epifaneia -che significa rivelazione.

 

 

 

E la Befana?

La Befana è invece un'antichissima festa connessa a tradizioni agrarie pagane relative al momento di passaggio tra la fine dell'anno e la nascita del nuovo… che narravano di divinità femminili che volavano per i campi per favorire i raccolti futuri.

Nel Medio Evo prende le sembianze di simpatica stregaccia dispensatrice di carbone o doni ai bambini a seconda che si siano comportati bene o male.

 

 

 

 befana_scopa_00006_zps44c0c76b.gif

 

 

 

In quest'era di globalizzazione però la nostra italianissima "vecchiaccia" soffre molto la concorrenza dei regali di… Babbo Natale mentre fino a pochi decenni fa era attesissima ed amatissima dai bambini perché poi, alla fine, si rivelava sempre buonissima e generosissima di regali… e quindi questa festa era davvero molto sentita da grandi e piccoli...

 

 

 

 

L'Epifania, quindi con i Re Magi e La Befana… non poteva non interessare anche i poeti… ma per la sua grande popolarità anche tantissime filastrocche... come questa... per me simpaticissima...

 

 

ZITTI ZITTI PRESTO A LETTO
Filastrocca


Zitti, zitti, presto a letto
la Befana è qui sul tetto,
sta guardando dal camino
se già dorme ogni bambino,
se la calza è ben appesa,
se la luce è ancora accesa!
Quando scende , sola, sola,
svelti sotto alle lenzuola!
Li chiudete o no quegli occhi?
Se non siete stati buoni
niente dolci, né balocchi,
solo cenere e carbone!

 

 

 

 

 


Anche le canzoni che parlano della Befana  sono ovviamente tutte di carattere popolare e dedicate ai bambini, (mitica quella di Gianni  Morandi) tranne l'ultima, che comunque è molto divertente.


Come sempre mi piacerebbe leggere, su questo tema, poesie vostre o di altri che piacciono a voi… e segnalo tra le poesie di quest'anno quella di Edmond Rostand (l'autore del Cyrano) che ci parla in modo sublime della Stella dei Re Magi... e quella che è la più nota e la più classica di tutte e che non può mai mancare... La befana del Pascoli.

 

 

 

 

 

 

QUANTO MANCA A BETLEMME?

Frances Chesterton


Quanto manca a Betlemme?
Siete quasi alla meta.
Troveremo una stalla
sotto una stella cometa?
Il bimbo appena nato
potremo visitare?
Levando il chiavistello
ci lasceranno entrare?
L'asino, il bue,
le pecore potremo accarezzare?
Gesù Bambino che dorme
potremo contemplare?
Se lo accarezzeremo si sveglierà?
Saprà che siam venuti
apposta fino qua?
I Re ricchi doni
e noi invece nulla,
solo sorrisi e lacrime
offriamo alla tua culla.
Per tutti i bimbi stanchi
pianger Maria dovrà.
Disteso sulla paglia
il bimbo dorme già.
Dio in braccio alla madre,
bambini nel capanno
dormono come dorme
chi ha il cuore senza affanno!

 

 

 

IL MISTERO DELLA BEFANA

Massimo Grillandi
 
 Vecchia, dev'esser vecchia per davvero.
sono duemila anni che cammina.
Proprio non so come faccia la vecchina
a portare con sé un negozio intero.
Dentro quel sacco ce ne son di cose:
trombe. trenini. bambole e pistole,
palle e fucili. quanti se ne vuole.
Son faccende. a dir poco, misteriose.
Come scenda. ad esempio. negli oscuri
e stretti fori dei camini e vada
per monti e valli, lungo la sua strada
e nessuno dimentichi o trascuri.

 

 

 

 


LA STELLA

Edmond Rostand 

Persero un giorno la stella.
Com'è possibile perdere la stella?
Per averla fissata troppo a lungo...
I due re bianchi,
ch’erano due sapienti di Caldea,
col bastone tracciarono sul suolo grandi cerchi.
Si misero a far calcoli, si grattarono il mento...
Ma la stella era scomparsa
come scompare un’idea,
e quegli uomini, l'anima dei quali
aveva sete di essere guidata,
piansero drizzando le tende di cotone.
Ma il povero re nero, disprezzato dagli altri,
disse a se stesso: "Pensiamo alla sete
che non è la nostra.
Occorre dar da bere, lo stesso, agli animali".
E mentre reggeva il suo secchio,
nello spicchio di cielo
in cui si abbeveravano i cammelli
egli scorse la stella d’oro che danzava silente.

 

 

 

 


LETTERA ALLA BEFANA

Gianni Rodari

Mi hanno detto, cara Befana,
che tu riempi la calza di lana,
che tutti i bimbi, se stanno buoni,
da te ricevono ricchi doni.
Io buono sempre sono stato
ma un dono mai me lo hai portato.
Anche quest'anno nel calendario
tu passi proprio in perfetto orario,
ma ho paura, poveretto,
che tu viaggi in treno diretto;
un treno che salta tante stazioni
dove ci sono bimbi buoni.
Io questa lettera ti ho mandato
per farti prendere l'accelerato!
Oh cara Befana, prendi un trenino
che fermi a casa di ogni bambino,
che fermi alle case dei poveretti
con tanti doni e tanti confetti..

 

 

 

 


LA BEFANA

Giovanni Pascoli

Viene viene la Befana
vien dai monti a notte fonda.
Come è stanca! La circonda
neve, gelo e tramontana.
Viene viene la Befana.
Ha le mani al petto in croce,
e la neve è il suo mantello
ed il gelo il suo pannello
ed il vento la sua voce.
Ha le mani al petto in croce.
E s’accosta piano piano
alla villa, al casolare,
a guardare, ad ascoltare
or più presso or più lontano.
Piano piano, piano piano.
Che c’è dentro questa villa?
Uno stropiccìo leggero.
Tutto è cheto, tutto è nero.
Un lumino passa e brilla.
Che c’è dentro questa villa?
Guarda e guarda…tre lettini
con tre bimbi a nanna, buoni.
guarda e guarda…ai capitoni
c’è tre calze lunghe e fini.
Oh! tre calze e tre lettini.
Il lumino brilla e scende,
e ne scricchiolan le scale;
il lumino brilla e sale,
e ne palpitan le tende.
Chi mai sale? Chi mai scende?
Co’ suoi doni mamma è scesa,
sale con il suo sorriso.
Il lumino le arde in viso
come lampada di chiesa.
Co’ suoi doni mamma è scesa.
La Befana alla finestra
sente e vede, e s’allontana.
Passa con la tramontana,
passa per la via maestra,
trema ogni uscio, ogni finestra.
E che c’è nel casolare?
Un sospiro lungo e fioco.
Qualche lucciola di fuoco
brilla ancor nel focolare.
Ma che c’è nel casolare?
Guarda e guarda… tre strapunti
con tre bimbi a nanna, buoni.
Tra la cenere e i carboni
c’è tre zoccoli consunti.
Oh! tre scarpe e tre strapunti…
E la mamma veglia e fila
sospirando e singhiozzando,
e rimira a quando a quando
oh! quei tre zoccoli in fila…
Veglia e piange, piange e fila.
La Befana vede e sente;
fugge al monte, ch’è l’aurora.
Quella mamma piange ancora
su quei bimbi senza niente.
La Befana vede e sente.
La Befana sta sul monte.
Ciò che vede è ciò che vide:
c’è chi piange e c’è chi ride;
essa ha nuvoli alla fronte,
mentre sta sul bianco monte
.

 

 

 

 

 

Non mi resta che augurare a tutti...

 

 

 

 

Tony Kospan

 

 

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Reply  Message 2 of 4 on the subject 
From: Acquario Sent: 07/01/2015 05:48

 

Dialogo tra i Magi e Maria

 

I magi: "Una stella ci ha annunciato
che Colui che è nato è il re dei cieli.

Tuo figlio comanda gli astri, 
che sorgono solo al suo ordine". 

Maria: "E io vi rivelerò un altro segreto,
perché ne siate persuasi: 
da vergine,  ho dato la luce a mio figlio. 
Egli è figlio di Dio.

Andate, e annunciatelo alle genti!"

I magi: "Pure la stella ce l'aveva fatto conoscere,
che tuo figlio è figlio di Dio e Signore". 

Maria: "Mari e monti lo testimoniano;
tutti gli angeli e tutte le stelle: 
Egli è il figlio di Dio e il Signore. 
Datene l'annuncio nelle vostre terre, 
che la pace si diffonda nel vostro paese". 

I magi: "Che la pace del tuo figlio
ci riporti nel nostro paese, 
senza pericoli come siamo venuti, 
e quando Egli dominerà il mondo,
che visiti e benedica la nostra terra".

Maria: "Esulti la Chiesa e intoni gloria,
per la venuta del figlio dell'Altissimo, 
la cui luce ha illuminato cielo e terra,
benedetto Colui la cui nascita

allieta il mondo!"

Efrem Siro (306-373)

 


I tre Santi

 

I tre santi Re Magi d'Oriente
chiedevano fermandosi in ogni città:
"O donne, o fanciulle, sapreste dirci
la strada per Betlemme dove va?" 

Né  giovani né  vecchi lo sapevano
e essi riprendevano il tragitto,
ma una cometa dalla chioma d'oro
or li guidava come una lanterna.


La stella sulla capanna di Giuseppe 
alfine si fermò e i santi tre re Magi

alla soglia si poterono affacciar; 
muggiva il bue, piangeva il bambinello,
e i Re Magi cominciarono a cantar.

Heinrich Heine (1797-1856)

 


La stella

 

Persero un giorno la stella.
Com'è possibile perdere la stella?
Per averla fissata troppo a lungo...
I due re bianchi,

ch’erano due sapienti di Caldea,
col bastone tracciarono sul suolo grandi cerchi.

Si misero a far calcoli, si grattarono il mento...
Ma la stella era scomparsa

come sscompare un’idea,
e quegli uomini, l'anima dei quali
aveva sete di essere guidata,
piansero drizzando le tende di cotone.

Ma il povero re nero, disprezzato dagli altri,

disse a se stesso: "Pensiamo alla sete

che non è la nostra.
Occorre dar da bere, lo stesso, agli animali".

E mentre reggeva il suo secchio,

nello spicchio di cielo
in cui si abbeveravano i cammelli

egli scorse la stella d’oro che danzava silente.

Edmond Rostand (1868-1918)
 


 

Reply  Message 3 of 4 on the subject 
From: Acquario Sent: 07/01/2015 05:51

Il presepio della mia infanzia

 

Alla nostra impazienza

mamma, ogni anno, interrompeva:

"per quest'anno", e sorrideva,

"non potreste farne senza?"

 

Farne senza? Oh idea funesta!

Ed allora tutti quanti,

pazienti come santi,

preparavano la festa.

 

Mamma e zii con cartapesta

 con colori e con pennelli

rifacean grotte, castelli,

un deserto, una foresta.

 

Da una vitrea fontana

un ruscel di filigrana

discendea placido e muto

fra due sponde di velluto.

 

E, nel fondo, era la stalla.

Il baglior d'un limicino

difondea una luce gialla

su Maria e sul Bambino.

 

San Giuseppe era tra il bue

e il somaro, che guardavano

ed il capo dondolavano

gravemente, tutti e due.

 

I pastori erano di cera,

che gli zii gli avevano costruiti

di gran belli e di gran brutti,

d'ogni età, d'ogni maniera.

 

I Re Magi avean lor scorta

ed un'elefante immenso,

che portava mirre, incenso

e ricchiezze d'ogni sorta.

 

discendeva anche papà

verso sera, con quell'aria

un pò arguta e un pò bonaria:

"bello! Ah! Bello! In verità!"

 

"Ma perchè il Moro non stà ritto?"

"Eh! vedi... è un pò sconnesso,

ma...si aggiusta..." "E se è permesso,

come mai Gianduia è quà?"

 

"Per fare numero!" "Aaah! stupende

quelle rocce! e, se vi indendo,

il brigante ed il reverendo,

per far numero?" "Eh...s'intende..."

 

Certo misto era il corteo:

con pastori veniam tre o quattro

burattini del teatro,

fra un arcangelo ed un ebreo.

 

Sorrideva ora papà:

"per Natale, a me bambino,

non presepi! E, in su mattino,

non balocchi in quantità..."

Carlo Chiaves (1882-1919)

 


I re Magi

 

Una luce vermiglia

risplende nella pia

notte e si spande via

per miglia miglia e miglia.

Oh nova meraviglia!

Oh fiore di Maria!

Passa la melodia

e la terra si ingiglia.

Cantano tra il fischiare

del vento per le forre,

i biondi angeli in coro;

ed ecco Baldassarre,

Gaspare e Melchiorre

con mirra, incenso e oro.

Gabriele D'Annunzio (1863-1938)

 



Reply  Message 4 of 4 on the subject 
From: Acquario Sent: 07/01/2015 05:52

Epifania

 

"Non ho come i Magi

che sono ritratti nelle immagini

dell'oro da donarti."

 

"Dammi la tua povertà."

 

"Non ho nemmeno, Signore,

la mirra dal buon profumo

e neppure l'incenso in tuo onore."

 

"Figlio mio. dammi il tuo cuore."

Francis Jammes (1868-1938)

 


La stella di Natale


Era pieno inverno.
Soffiava il vento della steppa.
E tremava il neonato nella grotta
sul crinale della collina.


Il fiato del bue lo riscaldava.
Animali domestici stavano nella grotta,
sulla mangiatoia aleggiava un tiepido vapore.

 

E lì accanto, mai scorta fino allora,

più discreta d'un lucignolo

alla finestra d'un capanno,

riluceva una stella sulla via di Betlemme.

 

Una gran folla si assiepava presso la collina.

Albeggiava. Comparivano i tronchi dei cedri.

E a loro: "Chi siete?" chiese Maria.

Noi, stirpe pastori e messaggeri del cielo,

siamo qui per cantare lodi a voi due.

"Non si può, tutti insieme.

attendete sulla soglia"

 

Albeggia. Dalla volta celeste l'alba scacciava,

come granelli di polvere, le ultime stelle.

E dalla gran folla solo i Magi

Maria lasciò entrare nella grotta.

 

I Magi, nell'ombra, in quella stalla buia

bisbigliavano, trovando a fatica le parole.

A un tratto qualcuno, nell'oscurità,

con la mano trasse un po' a sinistra

dalla mangiatoia uno dei tre Magi;

e quello si volse: dalla soglia, come fosse in visita,

alla Vergine guardava la stella di Natale.

Boris Pasternak (1890-1960)



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