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MONDO DONNA: Liala
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Reply  Message 1 of 5 on the subject 
From: lucy46  (Original message) Sent: 31/03/2014 12:31
Liala
Amalia Liana Negretti Odescalchi Cambiasi
(Carate Lario, 31 marzo 1897 – Varese, 15 aprile 1995),
è stata una scrittrice italiana,
fra le più amate autrici di romanzi d'appendice del XX secolo.
Fu Gabriele D'Annunzio a coniare per lei il nome Liala con cui la scrittrice firmò tutte le sue opere: " Ti chiamerò Liala perché ci sia sempre un'ala nel tuo nome ".

Di famiglia nobile, Liala si sposò molto giovane. Suo marito, il marchese Pompeo Cambiasi, ufficiale di marina, aveva 17 anni più di lei e da questa relazione nacquero le due amatissime figlie della scrittrice: Primavera e Serenella. L'intesa matrimoniale con il marchese Cambiasi però non durò a lungo e i due si separarono. Liala incontrò il marchese Vittorio Centurione Scotto, un ufficiale della Regia Aeronautica, che fu il grande amore della sua vita. La loro storia d'amore finì inaspettatamente e tragicamente nel 1926, quando Centurione Scotto, al comando del suo idrovolante durante un allenamento per la coppa Schneider, morì precipitando nel Lago di Varese, venne poi sepolto a Sestri Ponente nella Chiesa di San Giacomo Apostolo, in via Pillea, già sede della Parrocchia gentilizia della famiglia Centurione Scotto. Per superare il dolore della morte del marchese Centurione Scotto, Liala cominciò a scrivere e nel 1931 pubblicò il suo primo romanzo Signorsì. Quasi tutti i primi libri di Liala si svolgono nell'ambiente militare, che lei conosceva ed amava tanto. I protagonisti maschili sono spesso audaci e valorosi, come Vittorio Centurione Scotto o Pietro Sordi. Quest'ultimo era un tenente colonnello al quale Liala fu legata sentimentalmente dal 1930 al 1948 (Sordi, nonostante le sue umili origini, aveva fatto carriera nella Regia Aeronautica, grazie alle sue doti morali e alle eccezionali capacità aviatorie). La conoscenza di questi risvolti biografici (non noti al grande pubblico) può spiegare molti aspetti della sua prima produzione artistica. Dopo la separazione da Pietro Sordi (avvenuta nel 1948) subentra una fase che si può definire di lutto letterario (1949-1950), con la quale la scrittrice supera i problemi affettivi contingenti e inizia a scrivere il romanzo della sua vita, scolpendo a tutto tondo il ritratto del personaggio Liala, per il quale realtà e fantasia sfumano insensibilmente l’una nell’altra. Scompaiono in questo periodo dalle sue opere i riferimenti all’ascesa sociale compiuta dal giovane pilota figlio del popolo e ufficiale dell’Arma azzurra grazie ai corsi integrativi dell’Accademia Aeronautica. In Ombre di fiori sul mio cammino, opera pubblicata nel 1950, per la prima volta si accredita l'opinione che l'ispiratore di Liala sia stato il marchese Vittorio Centurione Scotto. Questa versione dei fatti era stata anticipata in forma meno compiuta nella raccolta di conversazioni e ricordi intitolata Voci dal mio passato, che aveva fatto la sua comparsa nel luglio del 1949. Successivamente, a partire dagli anni sessanta, la sua opera si rivolge al mondo della pura fantasia narrativa e non fa più riferimento a luoghi, fatti o personaggi di realtà, salvo qualche ritorno alle pagine autobiografiche proprie del personaggio Liala, come in Diario vagabondo. Analizzando la produzione artistica di Liala, la critica letteraria ha spesso sottolineato le minuziose descrizioni estetizzanti di ambienti altoborghesi e aristocratici, ignorando i riferimenti alle classi sociali inferiori (Dizionario Bompiani, 1987), riferimenti che nel periodo più precoce della sua attività letteraria appaiono in maggiore evidenza, mentre nei primi due romanzi (e più tardi nel Pianoro delle ginestre) compare il tema della promozione sociale di cui si rende protagonista un pilota di umili origini, notevole prestanza fisica, grande dirittura morale ed eccezionali capacità aviatorie. Nel Pianoro delle ginestre, Liala tratteggia inoltre per la prima volta il povero ambiente provinciale in cui si svolge il romanzo con le stesse minuziose descrizioni e lo stesso compiacimento che in altre occasioni aveva riservato agli altolocati ambienti aristocratici: messa a confronto con il bel mondo, questa umile realtà provinciale e contadina non sembra affatto demeritare, piuttosto l'opera di Liala suggerisce che accanto (e prima) della nobiltà derivante dalla stirpe e dal censo, esiste la nobiltà d'animo (Cappuccio, 1998). Liala è morta a Varese, il 15 aprile del 1995, all'età di 98 anni, assistita dalle figlie e dalla fedelissima governante Tilla. I suoi libri hanno venduto più di dieci milioni di copie solo in Italia e l'hanno resa una delle scrittrici di romanzi d'appendice più famose del Novecento a livello internazionale

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Reply  Message 2 of 5 on the subject 
From: Orso Tony Sent: 01/04/2014 10:58

Reply  Message 3 of 5 on the subject 
From: haiku04 Sent: 02/04/2014 14:11
 
Dopo Salgari ho scoperto Liala trovando in un vecchio baule in soffitta alcuni suoi libri, quelli scritti negli anni '40, sicuramente i più belli. Avendo circa 10 anni mi sono innamorata di tutti i suoi aviatori e delle storie meravigliose che ruotavano intorno ad essi, dove il lieto fine era assicurato, ma non senza aver versato anche tante lacrime sulla morte sempre eroica di chi si immolava nei cieli italiani in guerra.
Posso dire che ha contribuito molto ad alimentare il mio amore per i libri.... anche se ovviamente col passare degli anni ho cambiato tipo di letture, mi rimane il ricordo di quelle prime emozioni, di quei sogni infantili che riversavo sulle sue pagine.
 
Ho avuto il privilegio, perchè lo ritengo tale, di averla conosciuta tramite un amico comune, nei primi anni '70, nella sua villa La Cucciola alla periferia di Varese. Lei aveva già problemi alla vista, un aspetto fragile e comunque elegantissima in tutti i sensi. Un incontro di un'oretta gradevolissimo.... avrei voluto chiederle tante cose, ma la discrezione mi era parsa la cosa migliore, trattandosi di una persona anziana, ma è comunque stata una chiacchierata indimenticabile. Nell'andarmene mi aveva regalato una boccetta di sciroppo preparato con le rose del suo giardino....
Grazie Liala, per tutto....
 

Reply  Message 4 of 5 on the subject 
From: Orso Tony Sent: 03/04/2014 12:26
Capperi... Haiku...  
 
Sarà stata certo una bellissima esperienza...
 
Oggi è poco nota ma a lungo è stata un vero mito...
 
Ciaoooo

Reply  Message 5 of 5 on the subject 
From: haiku04 Sent: 03/04/2014 13:03
E' poco nota ma è giusto che sia così, la letteratura si è evoluta, ma le ragazze semplici che hanno sognato sui suoi libri, anni '30  '40 e '50 hanno imparato l'italiano in zone in cui si usava solo il dialetto, hanno imparato a vestirsi, persino l'igiene personale.... libri delicati in cui le cose si intuivano, come amava dire lei, non era necessario entrare nei particolari, lei accompagnava i suoi personaggi sulla porta della camera da letto.... quello che avveniva dopo, lo sapevano tutti.  Insomma, è stata anche una maestra di vita in anni difficili....

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