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MUSICHE DI UN TEMPO: SIGNORINELLA PALLIDA
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Respuesta  Mensaje 1 de 1 en el tema 
De: Tony Kospan  (Mensaje original) Enviado: 29/12/2020 15:14
 
 
 
Danielle Darrieux
 
 
 
In verità il titolo esatto è solo
SIGNORINELLA
ma è universalmente conosciuta come
SIGNORINELLA PALLIDA
 
 
 
 
 
 
 
 
 
ATMOSFERE E NOTE… D’UN TEMPO
a cura di Tony Kospan
 
 
 
 

 
 
Il testo della canzone è poesia pura,
 poesia vera, del grande poeta e paroliere Libero Bovio.
 
 
Essa, a dire degli esperti, è sì scritta in lingua italiana,
ma è pensata in lingua Napoletana, 
per sintassi e costruzione delle strofe.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
LA POESIA DELLA CANZONE
 
 
 
E’ una canzone davvero struggente che colpì, appena uscì
tantissimi cuori e da allora non ha mai smesso di colpire 
soprattutto quelli di coloro che sono lontani dalla terra d’origine. 
 
 
Personalmente non riesco a non commuovermi  
ogni volta che l’ascolto.
 
 
 
 
 
 
 
LA STORIA DELLA CANZONE 
 
Si racconta che la musica fu scritta in una nottata e musicata da un Valente arrabbiatissimo perché aveva perduto molto giocando a carte.
 
 
 
Vincenzo Irolli 
 
 
 
 
 
L'ATMOSFERA DELL'EPOCA
 
 
Vediamo, prima di passare alla canzone,
qualche immagine che ci riporta all'atmosfera del 1931.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Il mitico Tazio Nuvolari il 2 agosto del 1931 prima della partenza della gara
 
 
 
 
In un primo momento i discografici l’avevano bocciata
perché per loro era "un romanzo… e non una canzone…"
ma mai smentita fu più clamorosa…
e dal suo successo nacque anche un film.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Ma veniamo alla canzone e, per meglio gustarla,
leggiamo prima il testo.
 
 
 
SIGNORINELLA
Libero Bovio – Nicola Valente (1931) 
 
Signorinella pallida, dolce dirimpettaia del quinto piano, non v’è una notte ch’io non sogni Napoli, e son vent’anni che ne sto’ lontano!
Al mio paese nevica, e il campanile della chiesa è bianco, tutta la legna è diventata cenere, io ho sempre freddo e sono triste e stanco!
Lenta e lontana, mentre ti penso suona la campana della piccola chiesa del Gesù e nevica, vedessi come nevica …. ma tu, dove sei tu?
Bei tempi di baldoria, dolce felicità fatta di niente: Brindisi coi bicchieri colmi d’acqua al nostro amore povero e innocente.
Negli occhi tuoi passavano una speranza, un sogno, una carezza …. avevi un nome che non si dimentica, un nome lungo e breve: giovinezza!
Amore mio! Non ti ricordi che, nel dirmi addio, mi mettesti all’occhiello una pansè e mi dicesti, con la voce tremula: "Non ti scordar di me!"
E gli anni e i giorni passano, uguali e grigi, con monotonia, le nostre foglie più non rinverdiscono, signorinella, che malinconia!
Tu innamorata e pallida più non ricami innanzi al tuo telaio, io qui son diventato il buon don Cesare, porto il mantello a ruota e fo’ il notaio.
Il mio piccino, sfogliando un vecchio libro di latino, ha trovato, indovina, una pansè …. perchè negli occhi mi spuntò una lacrima? Chissà, chissà perchè!
Lenta e lontana, mentre ti penso, suona la campana della piccola chiesa del Gesù …. e nevica, vedessi come nevica …. ma tu …. dove sei tu?
 
 
 
 
 
 
 
 
IL VIDEO DELLA CANZONE
 
 
e poi ascoltiamola in questo video… in cui è
interpretata da Achille Togliani.
 
 
 
 
 
 
 
 
CIAO DA TONY KOSPAN
 
 
 
 
 
 
 
PSICHE E SOGNO
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CULTURALE MA CON LEGGEREZZA
APRI LO SCRIGNO
.
.
 


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