La Luna non è solo il satellite che influenza la natura terrestre (sono ben noti i suoi effetti nella creazione del moto delle maree e per la migrazione degli uccelli) ma è stata anche, nei millenni, uno storico e poetico simbolo per l'Umanità.
Ma iniziamo questo piccolo viaggio storico e poetico sulle relazioni tra noi umani ed il "Bianco Lume" secondo le parole di Carducci nella poesia Virgilio
(Mormora al bianco lume il rio
tra via riscintillando tra le brevi sponde)
partendo però dai mitici e sublimi versi di Leopardi dal "Canto notturno di un pastore errante dell'Asia"
Che fai tu, luna, in ciel? dimmi, che fai,
Silenziosa luna?
OMISSIS
Dimmi, o luna: a che vale
Al pastor la sua vita,
La vostra vita a voi? dimmi: ove tende
Questo vagar mio breve,
Il tuo corso immortale?
Questi sublimi versi pongono alla Luna, ma anche a noi tutti, la domanda delle domande:
Dimmi, o luna: a che vale
Al pastor la sua vita.
Riprendiamo questo viaggio dell'Umanità, nel corso dei secoli, intorno al nostro bianco satellite.
La Luna nella storia dell'Umanità è sempre molto presente fin dalla preistoria, come figura di rilevo nelle religioni, come simbolo del potere da parte di vari popoli antichi, ma fu anche utilizzata per misurare il tempo da parte dell'Antico Egitto (calendario lunare di 12 mesi).
Ma non solo, sia gli Egizi che i Greci (che assegnarono alle varie fasi lunari nominazioni e dee diverse) Luna Nuova (invisibile), Luna Crescente (che aumenta), Luna Piena (tutta illuminata) e Luna Calante (che diminuisce fino a scomparire) diedero enorme importanza alla Luna ed alle sue fasi.
Infatti rappresentava nascita, crescita, maturità, vecchiaia, morte e poi ripetizione del ciclo e questo faceva scaturire l'idea di una vita che rinasce in un altrove.
Ma la Luna era anche tanto altro se, come ad es., la mitica poetessa Saffo con i suoi versi si confidava:
Tramontata è la luna,
il tempo passa ed io dormo sola.
Anche la Cristianità l'ha simbolicamente utilizzata affermando che la Chiesa, come la Luna, pur non avendo una luce propria la riceveva però dall'Alto, ovvero da Cristo.
Tutta l'umanità nei millenni ha sempre desiderato di vedere la Luna da vicino ma fu solo nel 1609, col cannocchiale da lui perfezionato, Galileo vide e consentì di vederla molto meglio notando le sue macchie ed i suoi rilievi.
La Luna disegnata da Galileo
Donato Creti
La Luna però continuò comunque ad essere amica e testimone sia nella poesia che nell'arte romantica fino a qualche decennio fa quando avvenne l'allunaggio da parte dell'Uomo.
Caspar David Friedrich
Edward Moran
In verità penso che, anche se in modo più limitato il Bianco lume delle notti terrestri non ha perso del tutto il suo fascino anche se temo che oggi la Luna venga più vista sugli schermi di telefonini e pc piuttosto che dal vero.
E nel futuro, alla luce delle missioni spaziali?
Penso che potrà diventare la base per missioni verso pianeti lontani ed un'ambita meta turistica super lusso, tutto ciò però solo se l'Umanità non deciderà prima di autoeliminarsi.
Tony Kospan
F I N E