Pàgina principal  |  Contacte  

Correu electrònic:

Contrasenya:

Inscriviu-vos ara!

Heu oblidat la vostra contrasenya?

Amico Web di Francesca
 
Novetats
  Afegeix-te ara
  Plafó de missatges 
  Galeria d’imatges 
 Arxius i documents 
 Enquestes i Tests 
  Llistat de Participants
  
 ღ-TUTTI I POST-ღ 
 ♥LA ♥ NOSTRA ♥ CHAT♥ 
 ♥ AMICO ♥ WEB ♥ 
 ღ COMUNICAZIONIღ 
 ✿.。GENERALE.。✿ 
  
 ✿AFORISMI ✿ 
 ✿AMICI✿ANIMALI✿ 
 ✿AMICIZIA✿ 
 ✿ARTE✿ 
 ✿ASTROLOGIA ✿ 
 ✿ATTUALITA✿ 
 ✿BIBLIOTECA✿ 
 ✿BUTTERFLY✿ 
 CARA✿ALDA✿ 
 ✿CUCINO IO✿ 
 ✿CURIOSITA✿ 
 FAVOLE✿STORIE 
 ✿FRANCESCA ✿ 
 ✿GABBIANO✿ 
 ✿ GIF✿ 
 ✿GIOCHI ✿ 
 ✿GRANDI MITI ✿ 
 ✿HAIKU✿ 
 ✿IMMAGINI✿ 
 ✿INDIANI...✿ 
 ✿LINK AMICI✿ 
 MEDICINA✿SCIENZE 
 ✿.·:*MISTERI*:·.✿ 
 ✿MOTHERSIXTEN✿ 
 ✿MUSICA E VIDEO✿ 
 ✿PIANTE E FIORI ✿ 
 ✿POESIE✿ 
 ✿PROVERBI ✿ 
 ✿PROVE✿ 
 ✿QUIZ E TEST✿ 
 ✿RELIGIONE✿ 
 ✿ RIFLESSIONI✿ 
 S.GIOVANNI ROTONDO 
 SERVIZI ✿UTILI 
 ✿SFONDI ✿ 
 ✿UMORISMO✿ 
 ✿UN ADDIO A..✿ 
  
 .·:*DONNA*:·. 
 ♥♥♥MAMMA♥♥♥ 
 ┊┊★┊┊N@t@le┊┊★┊┊ 
 ♥PASQUA♥ 
 ♥S@n♥V@lentino♥ 
  
  
 
 
  Eines
 
Religione: Da meditare
Triar un altre plafó de missatges
Tema anterior  Tema següent
Resposta  Missatge 1 de 1110 del tema 
De: Enzo Claudio  (Missatge original) Enviat: 30/11/2009 17:03

Un brano di Raoul Follereau definito l'Apostolo dei lebbrosi:

Che strano traffico con il buon Dio! Signore, dammi questo! Signore, concedimi questo! Signore, guariscimi!

Come se Dio non conoscesse, molto più di noi, quello che ci abbisogna.

Un piccino suggerisce forse alla mamma: "Preparami quella pappa" ?

Un malato al suo dottore: "Mi prescriva quella medicina" ?

Chi può assicurarci se quel che ci manca non sia peggiore di quel che abbiamo ?

Allora, tentiamo soltanto questa preghiera:

"Signore, non cessare di amarci, mai"



Primer  Anterior  961 a 975 de 1110  Següent   Darrer 
Resposta  Missatge 961 de 1110 del tema 
De: lore luc Enviat: 03/08/2012 03:34

Venerdì  3 Agosto  2012

Venerdì della XVII settimana delle ferie del Tempo Ordinario
Meditazione del giorno
San Bernardo (1091-1153), monaco cistercense e dottore della Chiesa
Seconda omelia sulle parole del Vangelo “L'angelo Gabriele fu inviato”, §16

“Non è egli forse il figlio del carpentiere?”

        Fratelli, ricordatevi del patriarca Giuseppe..., da cui Giuseppe, lo sposo di Maria, non ha solo ereditato il nome, ma la purezza, l'innocenza e le grazie... Il primo ricevette dal cielo l'intelligenza dei sogni (Gen 40; 41); il secondo ebbe non solo la conoscenza dei segreti del cielo ma l'onore di esserne partecipe. Il primo ha provveduto alla sussistenza di un intero popolo fornendogli grano in abbondanza (Gen 41,55); il secondo è stato designato custode del pane vivo che deve dare la vita al mondo intero come a lui stesso (Gv 6,51). Non c'è dubbio che Giuseppe, che è stato fidanzato alla madre del Salvatore, sia stato un uomo buono e fedele, o piuttosto il “servo sicuro e avveduto” (Mt 25,21) che il Signore ha stabilito sulla sua famiglia per essere la consolazione di sua madre, il padre tutore della sua umanità, il collaboratore fedele del suo disegno sul mondo.

        Ed era della casa di Davide..., discendente da stirpe regale, nobile di nascita, ma più nobile ancora di cuore. Sì, era veramente figlio di Davide, non solo per il sangue, ma per la fede, la santità, il fervore al servizio di Dio. In Giuseppe, il Signore ha trovato veramente, come in Davide, “un uomo secondo il suo cuore” (1Sam 13,14), a cui ha potuto affidare in tutta sicurezza il più grande segreto del suo cuore. Gli ha rivelato “le intenzioni più nascoste della Sapienza” (cf Sal 51,8), gli ha fatto conoscere una meraviglia che nessuno dei principi di questo mondo ha conosciuta; gli ha accordato infine di vedere “ciò che molti profeti e re hanno desiderato vedere, ma non lo videro” e di udire colui che molti hanno desiderato “udire, ma non l'udirono” (Lc 10,24). E non solo vederlo e udirlo, ma portarlo fra le braccia, condurlo per mano, stringerlo al cuore, abbracciarlo, nutrirlo e custodirlo.




Resposta  Missatge 962 de 1110 del tema 
De: lore luc Enviat: 04/08/2012 03:26

Sabato  4 Agosto  2012

Sabato della XVII settimana delle ferie del Tempo Ordinario
Meditazione del giorno
Catechismo della Chiesa Cattolica - © Libreria Editrice Vaticana
§ 2471-2474

Il martirio di Giovanni Battista, testimonianza alla verità

        Davanti a Pilato, Cristo proclama di essere « venuto nel mondo per rendere testimonianza alla verità » (Gv 18, 37). Il cristiano non deve vergognarsi « della testimonianza da rendere al Signore » (2 Tm 1, 8). Nelle situazioni in cui si richiede che si testimoni la fede, il cristiano ha il dovere di professarla senza equivoci, come ha fatto san Paolo davanti ai suoi giudici. Il credente deve « conservare una coscienza irreprensibile davanti a Dio e davanti agli uomini » (At 24, 16).

        Il dovere dei cristiani di prendere parte alla vita della Chiesa li spinge ad agire come testimoni del Vangelo e degli obblighi che ne derivano. Tale testimonianza è trasmissione della fede in parole e opere. La testimonianza è un atto di giustizia che comprova o fa conoscere la verità. Tutti i cristiani, dovunque vivono, sono tenuti a manifestare con l'esempio della vita e con la testimonianza della parola l'uomo nuovo, che hanno rivestito col Battesimo, e la forza dello Spirito Santo, dal quale sono stati rinvigoriti con la Confermazione (Vaticano II).

        Il martirio è la suprema testimonianza resa alla verità della fede ; il martire è un testimone che arriva fino alla morte. Egli rende testimonianza a Cristo, morto e risorto, al quale è unito dalla carità. Rende testimonianza alla verità della fede e della dottrina cristiana. Affronta la morte con un atto di fortezza ...

        Con la più grande cura la Chiesa ha raccolto i ricordi di coloro che, per testimoniare la fede, sono giunti sino alla fine. Si tratta degli Atti dei Martiri. Costituiscono gli archivi della Verità scritti a lettere di sangue :... « Ti benedico per avermi giudicato degno di questo giorno e di quest'ora, degno di essere annoverato tra i tuoi martiri... Tu hai mantenuto la tua promessa, o Dio della fedeltà e della verità. Per questa grazia e per tutte le cose, ti lodo, ti benedico, ti rendo gloria per mezzo di Gesù Cristo, sacerdote eterno e onnipotente, Figlio tuo diletto. Per lui, che vive e regna con te e con lo Spirito, sia gloria a te, ora e nei secoli dei secoli. Amen » (San Policarpo).



Resposta  Missatge 963 de 1110 del tema 
De: lore luc Enviat: 05/08/2012 03:09
Domenica  5 Agosto  2012


XVIII Domenica del Tempo Ordinario - Anno B
Meditazione del giorno
Beata Teresa di Calcutta (1910-1997), fondatrice delle Suore Missionarie della Carità
The Word To Be Spoken, cap. 6

“Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà più fame”

        Nelle Scritture, si parla della tenerezza di Dio per il mondo, e leggiamo che “Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio” Gesù (Gv 3,16) perché sia come noi, e ci porti la buona novella che Dio è amore, Dio vi ama e mi ama. Dio vuole che ci amiamo gli uni gli altri come egli ama ognuno di noi. (cf Gv 13, 34).

        Noi tutti sappiamo, guardando la croce, fino a qual punto Gesù ci ha amati. Quando guardiamo l'eucaristia sappiamo quanto ci ama ora. Ecco perché si è fatto lui stesso “pane di vita”, per soddisfare la nostra fame col suo amore, e poi, come se non gli bastasse, si è fatto lui stesso l'affamato, l'indigente, il senza-casa, affinché voi ed io potessimo soddisfare la sua fame col nostro amore umano. Poiché è per questo che siamo stati creati, per amare ed essere amati.



Resposta  Missatge 964 de 1110 del tema 
De: lore luc Enviat: 06/08/2012 02:49

Lunedì  6  Agosto  2012

Trasfigurazione del Signore, festa
Meditazione del giorno
Pietro il Venerabile (1092-1156), abate di Cluny
Omelia 1 per la Trasfigurazione : PL 189, 959-960.

« Il suo volto brillò come il sole » (Mt 17,2)

        Perché stupirsi del fatto che il volto di Gesù sia divenuto come il sole, giacché era lui stesso il sole ? Era il sole, eppure restava dissimulato sotto la nube. Ora, la nube si apre, e lui risplende per un istante. Che cos'è questa nube che si apre ? Non è la carne, bensì la debolezza della carne che scompare un momento.

        è la nube della quale parla il profeta : « Ecco, il Signore cavalca una nube leggera » (Is 19, 1) ; nube della carne che copre la divinità, leggera perché non porta nessun peccato ; nube che dissimula lo splendore divino, leggera perché assunta nello splendore eterno ; nube della quale è detto nel Cantico dei Cantici: « Alla sua ombra, cui anelavo, mi siedo » (Ct 2, 3), leggera perché è la carne dell'Agnello che toglie i peccati del mondo, cosicché il mondo, alleggerito del peso di tutti i suoi peccati, è elevato in alto nei cieli.

        Il sole, velato di questa carne non è quello che sorge per i malvagi e per i buoni, bensì « il sole di giustizia » (Ml 3, 20) che sorge soltanto per coloro che temono Dio. Rivestito con questa nube di carne, oggi la luce che illumina ogni uomo risplende. Oggi glorifica questa stessa carne, la presenta deificata agli apostoli affinché gli apostoli la rivelino al mondo.




Resposta  Missatge 965 de 1110 del tema 
De: lore luc Enviat: 07/08/2012 03:21

Martedì  7  Agosto  2012

Martedì della XVIII settimana delle ferie del Tempo Ordinario
Meditazione del giorno
Beata Elisabetta della Trinità (1880-1906), carmelitana
Ultimo ritiro, 20-21

“Quelli che erano sulla barca gli si prostrarono davanti”

        “Si prostravano davanti a Colui che siede sul trono e adoravano Colui che vive nei secoli dei secoli e gettavano le loro corone davanti al trono, dicendo: 'Tu sei degno, o Signore e Dio nostro, di ricevere la gloria, l'onore e la potenza'” (Ap 4,10s). Come imitare nel cielo della mia anima questa presenza di beati nel cielo della gloria? Come raggiungere questa lode, questa adorazione senza fine? San Paolo mi dà una luce a questo proposito quando desidera per i suoi che “il Padre li rafforzi col suo Spirito, in modo che  il Cristo abiti per la fede nei loro cuori e siano radicati e fondati nella carità” (Ef 3,16s). Essere radicato e fondato nell'amore: questa, mi sembra, la condizione per riempire degnamente il proprio compito di “lode di gloria” (Ef 1,6.12.14). L'anima che penetra e dimora nelle profondità di Dio..., che di conseguenza fa tutto “in lui, con lui, per mezzo di lui e per  lui”..., quest'anima si radica più profondamente in Colui che ama, con ogni movimento, aspirazione, come con ogni atto, per quanto ordinario sia. In lei tutto rende omaggio a Dio tre volte santo: ella è per così dire un “Sanctus” perpetuo, una lode di gloria incessante!

        “Si prostrano, adorano, gettano le loro corone”. Dapprima l'anima deve prostrarsi, tuffarsi nell'abisso del suo nulla, immergervisi così profondamente da ... trovare la pace vera, immutabile e perfetta che nulla può turbare, poiché ella è precipitata così in basso che nessuno andrà a cercarla laggiù. Allora ella potrà adorare.




Resposta  Missatge 966 de 1110 del tema 
De: lore luc Enviat: 08/08/2012 03:06

Mercoledì  8  Agosto  2012

Mercoledì della XVIII settimana delle ferie del Tempo Ordinario
Meditazione del giorno
Sant'Ilario di Poitiers (circa 315-367), vescovo, dottore della Chiesa
Commento al Vangelo di Matteo, 15 ; SC 258

“Mia figlia è crudelmente tormentata da un demonio”

        La cananea pagana non ha più bisogno di guarigione per sé, poiché riconosce Cristo come Signore e Figlio di Davide, ma domanda aiuto per sua figlia, cioè per la gente pagana prigioniera del possesso degli spiriti immondi. Il Signore tace, custodendo col suo silenzio il privilegio della salvezza a Israele... Portando in sé il mistero della volontà del Padre, risponde che è stato inviato per le pecore perdute d'Israele, affinché sia ben chiaro che la figlia della cananea è il simbolo della Chiesa... Non è che la salvezza non sia data ai pagani, ma il Signore era venuto “per i suoi e fra la sua gente” (Gv 1,11), e aspettava le primizie della fede dal popolo da cui veniva, gli altri sarebbero stati salvati in seguito dalla predicazione degli apostoli...

        E affinché comprendiamo che il silenzio del Signore viene dal considerare il tempo e non da un ostacolo posto dalla sua volontà, egli aggiunge: “Donna, grande è la tua fede!” Voleva dire che questa donna, già certa della sua salvezza, aveva fede – e ciò vale ancor di più – nell'unificazione dei pagani, in un tempo prossimo in cui, per la loro fede, essi sarebbero stati liberati come la giovane figlia da ogni forma di possesso di spiriti immondi. Ed arriva la conferma: infatti, dopo la prefigurazione del popolo dei pagani nella figlia della cananea, uomini affetti da diversi tipi di malattie vengono portati al Signore dalla gente sulla montagna (Mt 15,30). Sono uomini non credenti, cioè malati, che sono portati da dei credenti all'adorazione e alla prostrazione ed ai quali la salvezza è donata in vista di possedere, studiare, lodare e seguire Dio.




Resposta  Missatge 967 de 1110 del tema 
De: lore luc Enviat: 09/08/2012 03:08

Giovedì  9  Agosto  2012

Santa Teresa Benedetta della Croce (Edith Stein) Martire, Compatrona dell'Europa, festa
Meditazione del giorno
Santa Teresa Benedetta della Croce [Edith Stein] (1891-1942), carmelitana, martire, compatrona d'Europa
La Preghiera della Chiesa, 61s

Sommo Sacerdote della nuova Alleanza

        Ogni anima umana è un Tempio di Dio : questo ci apre una prospettiva ampia e nuova. La vita di preghiera di Gesù è una chiave per capire la preghiera della Chiesa. Cristo ha partecipato al servizio divino del suo popolo, adempiuto [nel Tempio] pubblicamente, e secondo le prescrizioni della Legge... Ha stabilito la relazione più stretta fra questa liturgia e l'offerta della sua persona, donandole così il suo senso pieno e vero, quello cioè di un omaggio di azione di grazie della creazione verso il Creatore. In questo ha portato la liturgia dell'antica Alleanza a compiersi nella liturgia della nuova Alleanza.

        Gesù non ha soltanto partecipato al servizio divino pubblico prescritto dalla Legge. Più numerose ancora sono i riferimenti fatti dai vangeli alla sua preghiera solitaria, nel silenzio della notte, sulle cime selvatiche dei monti, nei luoghi deserti (Mt 14,23 ; Mc 1,35 ; ecc). Quaranta giorni e quaranta notti di preghiera hanno preceduto la vita pubblica di Gesù (Mc 4,15). Egli si è ritirato nella solitudine della montagna per pregare prima di scegliere i suoi dodici apostoli (Lc 6,12) e di mandarli in missione. Nell'ora del Monte degli Ulivi, si è preparato per andare fino al Gòlgota. Il grido che rivolge a suo Padre nell'ora più faticosa della sua vita ci è svelato in poche brevi parole. Queste parole... sono come un fulmine che rischiara per noi in un istante la vita più intima dell'anima di Gesù, il mistero insondabile del suo essere uomo-Dio e del suo dialogo col Padre.

        Questo dialogo certamente è durato per tutta la sua vita senza mai interrompersi. Cristo pregava interiormente non solo quando si ritirava in disparte, a distanza dalla folla, ma anche quando dimorava fra gli uomini.



Resposta  Missatge 968 de 1110 del tema 
De: lore luc Enviat: 10/08/2012 03:29

Venerdì  10  Agosto  2012

San Lorenzo, Diacono e Martire, festa
Meditazione del giorno
Sant'Agostino (354-430), vescovo d'Ippona (Nord Africa) e dottore della Chiesa
Discorso 304; PL 38, 1385  (Nuova Biblioteca Agostiniana)

“Chi ama la sua vita la perde e chi odia la sua vita in questo mondo la conserverà per la vita eterna”

        Nella Chiesa di Roma, il beato Lorenzo esercitava l'ufficio di Diacono. Ivi fu ministro del sacro sangue di Cristo: ivi, per il nome di Cristo, versò il proprio.... Il santo apostolo Giovanni espose chiaramente il mistero di questa cena dicendo: “Come Cristo ha dato la vita per noi, così, anche noi, dobbiamo dare la vita per i fratelli” (1Gv 3,16). Fratelli, san Lorenzo lo comprese, lo comprese e mise in pratica; e proprio quanto prese a quella mensa, quello stesso preparò. Amò Cristo nella sua vita, lo imitò nella sua morte.

        Perciò, fratelli, se il nostro amore è sincero, imitiamolo anche noi. Non potremmo infatti rendere miglior frutto di amore di quello che è l'imitazione dell'esempio: “Cristo in realtà patì per noi lasciandoci un esempio perché ne seguiamo le orme” (1Pt 2,21) ... Quel giardino del Signore possiede ogni sorta di fiori, non solo le rose dei martiri, ma pure i gigli delle vergini e le edere dei coniugi e le viole delle vedove. In una parola, dilettissimi, in nessuno stato di vita gli uomini dubitino della propria chiamata: Cristo è morto per tutti.... Vediamo perciò di comprendere in che modo, oltre all'effusione del sangue, oltre la prova della passione, il cristiano debba imitare Cristo.

        Parlando di Cristo Signore, dice l'Apostolo Paolo: “Il quale, pur essendo di natura divina, non considerò un tesoro geloso la sua uguaglianza con Dio”. Suprema grandezza! “Ma spogliò se stesso assumendo la condizione di servo e divenendo simile agli uomini, e apparso in forma umana” (Fil 2,6s). Estremo abbassamento! Cristo volle umiliarsi: è a tua disposizione, o cristiano, quel che devi far tuo. “Cristo si fece obbediente” (v.8). Tu come puoi essere superbo? ... Quindi, superato tale stato di umiliazione, annientata la morte, Cristo ascese al cielo: seguiamolo.




Resposta  Missatge 969 de 1110 del tema 
De: lore luc Enviat: 11/08/2012 02:46

Sabato  11  Agosto  2012



Sabato della XVIII settimana delle ferie del Tempo Ordinario
Meditazione del giorno
San Cirillo di Gerusalemme (313-350), vescovo di Gerusalemme, dottore della Chiesa
Catechesi battesimale 5, 10-11: PG 33,518

"Aumenta la nostra fede!"

        La parola “fede” è un unico vocabolo, ma ha un doppio significato. C'è infatti un aspetto della fede che si rapporta ai dogmi; si tratta di assentire ad una data verità. Questo aspetto della fede è utile all'anima, secondo la parola del Signore: “Chi ascolta la mia parola e crede a colui che mi ha mandato, ha la vita eterna” (Gv 5,24)...

        Ma c'è un secondo aspetto della fede: è la fede che ci è data da Cristo come un carisma, gratuitamente, come un dono spirituale. “A uno viene concesso dallo Spirito il linguaggio della sapienza; a un altro invece, per mezzo dello stesso Spirito, il linguaggio di scienza; a uno la fede per mezzo dello stesso Spirito; a un altro il dono di far guarigioni” (1Cor 12,8-9). Questa fede che ci è data come una grazia dallo Spirito Santo non è solo la fede dogmatica, ma ha la potenza di attuare ciò che supera le forze umane. Chi possiede questa fede “dirà a questa montagna: 'Spostati da qui a là', ed essa si sposterà”. Poiché quando qualcuno pronuncia questa parola con fede, “credendo che avverrà, e senza dubitare” (Mc 11,23) allora riceve la grazia della sua attuazione. E' di questa fede che si dice: “Se aveste fede quanto un granello di senape”. Infatti, il granello di senape è molto piccolo ma possiede un'energia di fuoco; seme minuscolo, si sviluppa al punto di dispiegare lunghe fronde dove si annidano pur gli uccelli (Mt 13,32). Così la fede compie in un'anima le più grandi imprese in un batter d'occhio.

        Quando è illuminata dalla fede, l'anima immagina Dio e lo contempla per quanto le è possibile. Abbraccia i limiti dell'universo e, prima della fine del tempo,  vede già il giudizio ed il compimento delle promesse. Tu dunque, fa' in modo di possedere questa fede che dipende da Dio e ti porta verso di lui; allora riceverai da lui la fede che agisce al di là delle forze umane.



Resposta  Missatge 970 de 1110 del tema 
De: lore luc Enviat: 12/08/2012 02:43

Domenica  12  Agosto  2012

XIX Domenica del Tempo Ordinario - Anno B
Meditazione del giorno
Santa Faustina Kowalska (1905-1938), religiosa
Diario, 1393

“Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno”

Gesù, delizia della mia anima, pane degli angeli (Sal 78,25),
tutto il mio essere si immerge in te;
e vivo della tua vita divina, come gli eletti in cielo,
e la verità di questa Vita non cesserà, nemmeno nel sepolcro.

Gesù-Eucaristia, Dio immortale,
che dimori continuamente nel mio cuore,
quando ti possiedo così, la morte stessa non può nuocermi.
Anzi l'amore mi dice che, alla fine della vita, ti vedrò.

Imbevuta della tua vita divina,
guardo tranquilla il cielo aperto per me,
e la morte se ne andrà, delusa, a mani vuote,
poiché la tua vita divina è contenuta nella mia anima.

Ed anche se, per la tua santa volontà, Signore,
la morte deve colpire il mio corpo,
desidero questa separazione  il più presto possibile,
poiché così entrerò nella vita eterna.

Gesù-Eucaristia, vita della mia anima, per la tua Passione...
mi hai innalzata fino ai cieli eterni.




Resposta  Missatge 971 de 1110 del tema 
De: lore luc Enviat: 13/08/2012 02:50
Lunedì  13  Agosto  2012


Lunedì della XIX settimana delle ferie del Tempo Ordinario
Meditazione del giorno
Sant'Ambrogio (circa 340-397), vescovo di Milano e dottore della Chiesa
Commento al Salmo 48, 14-15 ; CSEL 64, 368-370

« I figli sono liberi »

        Poiché Cristo riconciliò il mondo con Dio, non aveva certo bisogno di una riconciliazione per se stesso. Per quale suo peccato avrebbe dovuto placare Dio, lui che non ne aveva commesso nessuno ? Perciò, quando i giudei esigono da lui la tassa per il tempio, richiesta dalla Legge, Gesù dice a Pietro : « Simone, i re di questa terra da chi riscuotono le tasse e i tributi ? Dai propri figli o dagli altri ? » Pietro rispose : « Dagli estranei ». Gesù riprese : « Quindi i figli sono esenti. Ma perché non si scandalizzino, va' al mare, getta l'amo e il primo pesce che viene prendilo, aprigli la bocca e vi troverai una moneta d'argento. Prendila e consegnala a loro per me e per te ».

        Cristo ci mostra così che non aveva niente da espiare per peccati personali. Infatti, essendo Figlio di Dio, era libero da ogni colpa. Il figlio era libero, e lo schiavo in stato di peccato. Poiché è libero di tutto, Gesù, il cui sangue poteva pagare largamente la redenzione dei peccati del mondo intero, non paga niente per il riscatto della propria anima. è in grado di liberare gli altri, lui che è senza nessun debito per se stesso.

        Dirò anche di più. Non è solo Cristo a non dover pagare niente per la redenzione o l'espiazione di peccati personali. Se consideri ogni uomo credente, puoi dire che nessuno deve pagare per la propria espiazione. Perché Cristo ha espiato per la redenzione di tutti.




Resposta  Missatge 972 de 1110 del tema 
De: lore luc Enviat: 14/08/2012 02:35

Martedì  14  Agosto  2012

Martedì della XIX settimana delle ferie del Tempo Ordinario
Meditazione del giorno
San Clemente d'Alessandria (150-circa 215), teologo
Il Pedagogo, I, 53-56 ; SC 70

“Il Padre vostro celeste non vuole che si perda neanche uno solo di questi piccoli”

        La Scrittura ci chiama tutti “bambini”; quando ci mettiamo a seguire Cristo, riceviamo il nome di “piccoli” (Mt 18,3; 19,13; Gv 21,5)... Chi è dunque il nostro educatore, pedagogo, per noi, i piccoli? Si chiama Gesù. Si dà lui stesso il nome di pastore; si definisce “il buon pastore” (Gv 10,11). Stabilisce un paragone tra i pastori che guidano le pecore e lui stesso, il maestro che dirige i bambini, il pastore pieno di sollecitudine per i piccoli che, nella loro semplicità, sono paragonati a delle pecore. “E diventeranno – egli dice - un solo gregge e un solo pastore” (Gv 10,16). Il nostro maestro è dunque naturalmente il Verbo, la Parola di Dio, poiché ci conduce verso la salvezza. E' ciò che ha detto chiaramente per bocca del profeta Osea: “Sono il vostro educatore” (5,2 LXX).

        Quanto alla sua pedagogia, è la religione: essa ci insegna il servizio di Dio, ci forma alla conoscenza della verità, ci conduce dritto in cielo... Il navigatore dirige la barca con l'intenzione di condurre i passeggeri a buon porto; così, il nostro maestro indica ai figli di Dio il modo di vivere che conduce alla salvezza, in ragione della sollecitudine per noi... Colui che ci conduce dunque, è Dio santo, Gesù, la Parola di Dio, guida dell'intera umanità; Dio stesso ci conduce, nel suo amore per noi... Nell'Esodo, lo Spirito Santo dice di lui: “Egli trovò il suo popolo in terra deserta, in una landa di ululati solitari. Lo circondò, lo allevò, lo custodì come pupilla del suo occhio. Come un'aquila che veglia la sua nidiata, che vola sopra i suoi nati, egli spiegò le ali e lo prese, lo sollevò sulle sue ali. Il Signore lo guidò da solo” (Dt 32,10-12).




Resposta  Missatge 973 de 1110 del tema 
De: lore luc Enviat: 15/08/2012 02:35

Mercoledì  15  Agosto  2012

Assunzione della B.V. Maria, solennità
Meditazione del giorno
Liturgia latina
Sequenza dei secoli XIV e XV

“Il mio spirito esulta in Dio mio salvatore”

O Vergine, Tempio della Trinità, il Dio di bontà ha visto la tua umiltà; ti invia un messaggero per dirti che vuol nascere da te. L'angelo ti porta il saluto della grazia..., ti spiega, e tu acconsenti, e subito il Re di gloria si fa carne in te. Per questa gioia, ti preghiamo, fa' che il gran Re sia a noi favorevole...

La tua seconda gioia: quando hai messo al mondo il Sole, tu la stella..., questo parto non ha prodotto in te né trasformazione né dolore. Come il fiore non perde lo splendore emanando il profumo, la tua verginità non perde nulla quando il Creatore si degna di nascere da te. Maria, madre di bontà, sii per noi la via diritta che conduce a tuo Figlio...

Una stella ti annuncia la terza gioia: quella che vedi fermarsi sopra tuo figlio, perché i magi lo adorino e gli offrano le ricchezze diverse della terra... Maria, stella del mondo, purificaci dal peccato!

La quarta gioia ti è stata data quando Cristo risuscita dai morti...: la speranza rinasce, la morte è vinta. O piena di grazia, quale parte hai in queste meraviglie! (Lc 1,28) Il nemico è vinto..., l'uomo è liberato e si innalza fino al cielo. Madre del Creatore, degnati di pregare con costanza: per questa gioia pasquale, dopo il travaglio di questa vita, possiamo noi essere ammessi nei cori del cielo!

La tua quinta gioia: quando hai visto tuo figlio salire al cielo, la gloria di cui era circondato ti rivelava più che mai colui di cui eri madre, il tuo stesso Creatore. Salendo al cielo, mostrava la via attraverso cui l'uomo si eleva alle dimore celesti... Per questa nuova gioia, Maria, facci salire al cielo per gioire con te e tuo figlio dell'eterna felicità!...

E' il divino Paraclito che, sotto forma di lingue di fuoco, fortificando ... e infiammando gli apostoli, ti porta ancora la sesta gioia: per guarire l'uomo che a causa della lingua si era perso e purificare la sua anima dal peccato. Per la gioia di questa visita, prega tuo figlio, Vergine Maria, di cancellare in noi ogni macchia per il giorno del giudizio.

Cristo ti ha invitato alla settima gioia quando ti ha chiamata da questo mondo al soggiorno celeste, quando ti ha innalzata sul trono dove ricevi onori incomparabili. Ti corona una gloria  più grande di qualsiasi altro abitante del cielo... Vergine, madre di bontà, facci sentire gli effetti della tua tenerezza... Per la tua gioia, purificaci, portaci alla felicità eterna! Portaci con te nella gioia del paradiso. Amen




Resposta  Missatge 974 de 1110 del tema 
De: lore luc Enviat: 16/08/2012 02:48

Giovedì  16  Agosto  2012

Giovedì della XIX settimana delle ferie del Tempo Ordinario
Meditazione del giorno
Beato Giovanni Paolo II (1920-2005), papa
Lettera enciclica « Dives in  misericordia », n° 14 © Libreria Editrice Vaticana

“Non ti dico fino a sette, ma fino a settanta volte sette”

        Cristo sottolinea con tanta insistenza la necessità di perdonare gli altri che a Pietro, il quale gli aveva chiesto quante volte avrebbe dovuto perdonare il prossimo, indicò la cifra simbolica di «settanta volte sette», volendo dire con questo che avrebbe dovuto saper perdonare a ciascuno ed ogni volta.

        è ovvio che una cosi generosa esigenza di perdonare non annulla le oggettive esigenze della giustizia. La giustizia propriamente intesa costituisce per cosi dire lo scopo del perdono. In nessun passo del messaggio evangelico il perdono, e neanche la misericordia come sua fonte, significano indulgenza verso il male, verso lo scandalo, verso il torto o l'oltraggio arrecato. ...La riparazione del male e dello scandalo, il risarcimento del torto, la soddisfazione dell'oltraggio sono condizione del perdono...

        La misericordia però ha la forza di conferire alla giustizia un contenuto nuovo, che si esprime nel modo più semplice e pieno nel perdono. Esso infatti manifesta che, oltre al processo ..., che è specifico della giustizia, è necessario l'amore, perché l'uomo si affermi come tale. L'adempimento delle condizioni della giustizia è indispensabile, soprattutto affinché l'amore possa rivelare il proprio volto. ... La Chiesa ritiene giustamente come proprio dovere, come scopo della propria missione, quello di custodire l'autenticità del perdono.




Resposta  Missatge 975 de 1110 del tema 
De: lore luc Enviat: 17/08/2012 02:48

Venerdì  17  Agosto  2012



Venerdì della XIX settimana delle ferie del Tempo Ordinario
Meditazione del giorno
Messale romano
Rito del matrimonio- Prefazio

“I due formeranno una carne sola. Questo mistero è grande; lo dico in riferimento a Cristo e alla Chiesa” (Ef 5,31-32)

        E' veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie sempre e in ogni luogo a te, Signore, Padre Santo, Dio onnipotente ed eterno.

        Tu hai dato all'uomo il dono dell'esistenza e lo hai innalzato a una dignità incomparabile; nell'unione tra l'uomo e la donna hai impresso un'immagine del tuo amore.
Così la tua bontà che all'inizio ha creato l'umana famiglia, incessantemente la sospinge a una vocazione di amore, verso la gioia di una comunione senza fine.
E in questo disegno stupendo il sacramento che consacra l'amore umano ci dona un segno e una primizia della tua carità: per Cristo nostro Signore.
Per questo mistero di salvezza uniti agli angeli e ai santi, cantiamo l'inno della tua gloria:
Santo! Santo! Santo !




Primer  Anterior  961 a 975 de 1110  Següent   Darrer 
Tema anterior  Tema següent
 
©2026 - Gabitos - Tots els drets reservats