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Resposta  Missatge 1 de 1110 del tema 
De: Enzo Claudio  (Missatge original) Enviat: 30/11/2009 17:03

Un brano di Raoul Follereau definito l'Apostolo dei lebbrosi:

Che strano traffico con il buon Dio! Signore, dammi questo! Signore, concedimi questo! Signore, guariscimi!

Come se Dio non conoscesse, molto più di noi, quello che ci abbisogna.

Un piccino suggerisce forse alla mamma: "Preparami quella pappa" ?

Un malato al suo dottore: "Mi prescriva quella medicina" ?

Chi può assicurarci se quel che ci manca non sia peggiore di quel che abbiamo ?

Allora, tentiamo soltanto questa preghiera:

"Signore, non cessare di amarci, mai"



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Resposta  Missatge 946 de 1110 del tema 
De: lore luc Enviat: 19/07/2012 02:48

Giovedì  19 Luglio  2012

Giovedì della XV settimana delle ferie del Tempo Ordinario
Meditazione del giorno
Beata Teresa di Calcutta (1910-1997), fondatrice delle Suore Missionarie della Carità
No Greater Love, pag. 53

“Imparate da me, che sono mite e umile di cuore”

        Per diventare santi, ci vuole l'umiltà e la preghiera. Gesù ci ha insegnato come pregare, e ci ha detto anche di imparare, dal suo esempio, ad essere miti e umili di cuore. Non riusciremo ad essere né l'uno né l'altro se non sappiamo cos'è il silenzio. L'umiltà come la preghiera provengono da un orecchio, un'intelligenza, e una lingua che hanno gustato il silenzio vicino a Dio, poiché Dio parla nel silenzio del cuore. Diamoci veramente la pena di imparare la lezione di santità di Gesù, il cui cuore era mite ed umile. La prima lezione che ci dà quel cuore è l'esaminare la nostra coscienza, e il resto – amare, servire – viene subito dopo. Un tale esame non dipende solo da noi, ma richiede la collaborazione fra noi e Gesù. Non vale la pena perder tempo a contemplare inutilmente le proprie miserie; dobbiamo elevare il cuore a Dio e lascarci illuminare dalla sua luce.

        Se sei umile, nulla ti colpirà, né la lode, né la disgrazia, poiché saprai allora ciò che sei. Se ti rimproverano, non ne sarai scoraggiato; e se qualcuno ti dice santo, non ti metterai su un piedistallo. Se sei santo, ringrazia Dio; se sei peccatore, non rimanerlo. Cristo ti dice di mirare molto in alto: di essere non come Abramo o Davide o come un altro santo, ma di essere come il Padre celeste (Mt 5,48). “Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi” (Gv 15,16).




Resposta  Missatge 947 de 1110 del tema 
De: lore luc Enviat: 20/07/2012 02:44

Venerdì  20 Luglio  2012

Venerdì della XV settimana delle ferie del Tempo Ordinario
Meditazione del giorno
L'epistola detta di Barnaba (circa 130)
§ 15-16

“C'è qualcosa più grande del tempio”

        A proposito del sabato, è scritto: “Noviluni, sabati, assemblee sacre, non posso sopportare” (Is 1,13). Considerate questa parola. “Non sono i sabati attuali che mi piacciono, ma quello che ho fatto io, quando, terminato l'universo, farò sorgere un ottavo giorno, che sarà l'alba di un mondo nuovo”. Ecco perché celebriamo nella gioia l'ottavo giorno, quando Gesù è risuscitato dai morti, si è manifestato, poi è salito al cielo.

        A proposito del Tempio, ricorderò l'errore di quei poveretti che, col pretesto che era la casa di Dio, hanno messo la loro speranza in un edificio piuttosto che in Dio che li ha creati... Vediamo se esiste ancora un tempio per Dio. Sì, ce n'è uno ed è là dove lui stesso afferma di costruirlo e ornarlo. Poiché sta scritto: “Alla fine della settimana avverrà che un tempio sarà ricostruito, con magnificenza, al nome del Signore” (cf Tb 14,5). Posso constatare dunque che quel tempio esiste. Ma come costruirlo al nome del Signore? Ascoltate. Prima che avessimo la fede, il nostro cuore era dimora fragile e caduca, simile in verità a un tempio costruito da mano d'uomo. Era pieno di culti di idoli, serviva da rifugio ai demoni, tanto le nostre attività erano contro i disegni divini.

        Ma “sarà costruito al nome del Signore”. Vigilate che questo tempio sia costruito “con magnificenza”. Come? Ricevendo il perdono dei peccati, e riponendo la speranza nel suo nome, diventiamo uomini nuovi, ricreati come al principio. Allora Dio abita veramente nei nostri cuori, che formano la sua dimora.



Resposta  Missatge 948 de 1110 del tema 
De: lore luc Enviat: 21/07/2012 03:11

Sabato  21 Luglio  2012

Sabato della XV settimana delle ferie del Tempo Ordinario
Meditazione del giorno
Filosseno di Mabbug (  ?- circa 523), vescovo in Siria
Omelie, n° 5, 137-139

“Non contenderà, né griderà”

        Nostro Signore non è stato paragonato a un leone quando è stato condotto alla morte... Come un agnello, una pecora, restava in silenzio mentre veniva condotto alla Passione e alla morte: “Era come pecora muta di fronte ai suoi tosatori, e non aprì la sua bocca” nella sua umiliazione (Is 53,7)...

        In piedi davanti al giudice che lo interroga, lui, il Maestro e dottore di ogni sapienza, non risponde..., affinché si compia la parola: “Era come agnello condotto al macello” (Is 53,7). Lo guidano, lo conducono da un luogo all'altro, lo portano da un posto all'altro, trascinandolo da un giudice all'altro come se fosse muto. Davanti ad Anna, tace (Gv 18,13); finché questi non lo scongiura, non parla. Interrogato da Pilato, resta in silenzio; e finché non sente la domanda: “Sei tu il re dei Giudei?” (Gv 18,33)... non risponde. Allora l'hanno condotto da Erode che lo ha interrogato per vedere e sentire dalla sua bocca cose straordinarie e per tentarlo (Lc 23,8s): anche lì, è rimasto in silenzio, non ha gridato, non ha risposto al suo interlocutore. Lo vedevano come uno che non sa niente, uno senza senno che non ha risposte. I suoi nemici hanno pensato quanto hanno voluto, ma lui non ha perso l'innocenza dell'agnello.




Resposta  Missatge 949 de 1110 del tema 
De: lore luc Enviat: 22/07/2012 03:27
Domenica  22 Luglio  2012


XVI Domenica del Tempo Ordinario - Anno B
Meditazione del giorno
San Clemente d'Alessandria (150-circa 215), teologo
Il Pedagogo, I, 9 ; SC 70

“Si commosse per loro, perché erano come pecore senza pastore”

        Salvare è un atto di bontà. “La misericordia del Signore è per ogni essere vivente. Egli rimprovera, corregge, ammaestra e guida come un pastore il suo gregge. Ha pietà di quanti accettano la dottrina e di quanti sono zelanti per le sue decisioni” (Sir 18,13s)...

        Chi è in buona salute non ha bisogno del medico, finché sta bene; i malati al contrario ricorrono al suo aiuto. Allo stesso modo, in questa vita, siamo malati a causa dei nostri desideri riprovevoli, delle nostre intemperanze... e altre passioni: abbiamo bisogno di un Salvatore... Noi malati, abbiamo bisogno del Salvatore; smarriti, abbiamo bisogno di chi ci guiderà; ciechi, di chi ci darà la luce; assetati, della sorgente di acqua viva di cui “chi beve non avrà mai più sete” (Gv 4,14). Morti, abbiamo bisogno della vita; gregge, del pastore; bambini, di un maestro: sì, tutta l'umanità ha bisogno di Gesù...

        “Fascerò la pecora ferita e curerò quella malata; ricondurrò all'ovile quella smarrita; le farò pascolare sui monti d'Israele” (Ez 34,16). Questa è la promessa di un buon pastore. Facci pascolare come un gregge, noi piccoli; maestro, dacci con abbondanza il tuo pascolo, che è la giustizia! Sii nostro pastore fino alla santa montagna, fino alla Chiesa che si innalza, domina le nubi e arriva al cielo! “Sarò il loro pastore - egli dice – e sarò accanto a loro” (cf Ez 34)... E ancora: “Non sono venuto per essere servito, ma per servire”. Ecco perché il Vangelo ce lo mostra affaticato, lui che si spende per noi e promette “di dare la sua vita in riscatto per molti” (Mt 20,28; Gv 4,5).



Resposta  Missatge 950 de 1110 del tema 
De: lore luc Enviat: 23/07/2012 03:33

Lunedì  23 Luglio  2012



Santa Brigida di Svezia, Religiosa, Compatrona d€™Europa, festa
Meditazione del giorno
Papa Benedetto XVI
Udienza generale del 27/10/2010 ( © Libreria Editrice Vaticana)

Santa Brigida e la chiesa domestica

        Il primo periodo nella vita di questa santa è caratterizzato dalla sua condizione di donna felicemente sposata. Il marito si chiamava Ulf ed era governatore di un importante distretto del regno di Svezia. Il matrimonio durò ventott'anni, fino alla morte di Ulf. Nacquero otto figli, di cui la secondogenita, Karin (Caterina), è venerata come santa. Ciò è un segno eloquente dell'impegno educativo di Brigida nei confronti dei propri figli. ...

        Brigida, spiritualmente guidata da un dotto religioso che la iniziò allo studio delle Scritture, esercitò un influsso molto positivo sulla propria famiglia che, grazie alla sua presenza, divenne una vera “chiesa domestica”. Insieme con il marito, adottò la Regola dei Terziari francescani. Praticava con generosità opere di carità verso gli indigenti; fondò anche un ospedale. Accanto alla sua sposa, Ulf imparò a migliorare il suo carattere e a progredire nella vita cristiana. Al ritorno da un lungo pellegrinaggio a Santiago di Compostela, effettuato nel 1341 insieme ad altri membri della famiglia, gli sposi maturarono il progetto di vivere in continenza; ma poco tempo dopo, nella pace di un monastero in cui si era ritirato, Ulf concluse la sua vita terrena.

        Questo primo periodo della vita di Brigida ci aiuta ad apprezzare quella che oggi potremmo definire un'autentica “spiritualità coniugale”: insieme, gli sposi cristiani possono percorrere un cammino di santità, sostenuti dalla grazia del Sacramento del Matrimonio. Non poche volte, proprio come è avvenuto nella vita di santa Brigida e di Ulf, è la donna che con la sua sensibilità religiosa, con la delicatezza e la dolcezza riesce a far percorrere al marito un cammino di fede. Penso con riconoscenza a tante donne che, giorno dopo giorno, ancor oggi illuminano le proprie famiglie con la loro testimonianza di vita cristiana. Possa lo Spirito del Signore suscitare anche oggi la santità degli sposi cristiani, per mostrare al mondo la bellezza del matrimonio vissuto secondo i valori del Vangelo: l'amore, la tenerezza, l'aiuto reciproco, la fecondità nella generazione e nell'educazione dei figli, l'apertura e la solidarietà verso il mondo, la partecipazione alla vita della Chiesa.



Resposta  Missatge 951 de 1110 del tema 
De: lore luc Enviat: 24/07/2012 02:21

Martedì  24 Luglio  2012

Martedì della XVI settimana delle ferie del Tempo Ordinario
Meditazione del giorno
San Rafael Arnaiz Baron (1911-1938), monaco trappista spagnolo
Scritti spirituali, 10/04/1938

“Chiunque fa la volontà del Padre mio che è nei cieli, questi è per me fratello, sorella e madre”

        Volere solo ciò che Dio vuole è logico per chi è veramente innamorato di lui. Al di fuori dei suoi desideri, i nostri non esistono, e se ne esistesse uno solo, esisterebbe  perché conforme alla sua volontà, qualora non lo fosse allora la nostra volontà non sarebbe unita alla sua. Ma se veramente siamo uniti per amore alla sua volontà, non desidereremo niente che egli non desideri, non ameremo niente che egli non ami, completamente abbandonati alla sua volontà, qualunque cosa ci mandi, o dovunque ci metta ci sarà indifferente. Tutto ciò che vorrà da noi ci sarà, non solo indifferente, ma anche, per di più, piacevole.

        Non so se mi sbaglio in quanto dico; mi sottometto in tutto a colui che ascolta queste cose; dico solo ciò che sento. Veramente, non desidero niente di più che amarlo, e tutto il resto lo rimetto tra le sue mani. Che la sua volontà si compia! Ogni giorno sono più felice, nel completo abbandono tra le sue mani.



Resposta  Missatge 952 de 1110 del tema 
De: lore luc Enviat: 25/07/2012 02:49

Mercoledì  25 Luglio  2012

San Giacomo, detto il maggiore, apostolo, festa
Meditazione del giorno
San Gregorio Magno (circa 540-604), papa, dottore della Chiesa
Omelie  sul Vangelo, 35

“Il mio calice lo berrete”

        Fratelli, poiché oggi celebriamo la festa di un martire, dobbiamo sentirci interpellati dalla forma di pazienza che egli ha praticato. Perché, se ci sforziamo con l'aiuto del Signore di conservare questa virtù, non mancheremo di ottenere la palma del martirio, anche se viviamo in un tempo di pace per la Chiesa. Infatti ci sono due specie di martiri: l'una consiste in una disposizione dello spirito, l'altra aggiunge a questa disposizione dello spirito gli atti esteriori. Ecco perché possiamo essere martiri anche se non moriamo uccisi dalla spada del carnefice. Morire per mano dei persecutori è il martirio in atto, nella sua forma visibile; sopportare le ingiurie amando chi ci odia, è il martirio nello spirito, nella sua forma nascosta.

        Che ci siano due specie di martiri, l'uno nascosto, l'altro pubblico, lo attesta la Verità quando domanda ai figli di Zebedeo: “ Potete bere il calice che io berrò?” Avendo essi replicato: “Lo possiamo”, il Signore risponde subito: “Il mio calice, lo berrete”. Cosa dobbiamo intendere, attraverso questo calice, se non i dolori della Passione, di cui egli dice ancora: “Padre mio, se è possibile, allontana da me questo calice”? (Mt 26,39) I figli di Zebedeo, ovvero Giacomo e Giovanni, non sono morti tutti e due martiri, eppure a entrambi è stato detto che avrebbero bevuto il calice. Infatti, benché Giovanni non sia morto martire, lo è comunque stato, poiché i dolori che non ha subito nel corpo, li ha provati nello spirito. Dobbiamo dunque concludere da questo esempio che anche noi possiamo essere martiri senza passare per la spada, se conserviamo la pazienza nell'anima.




Resposta  Missatge 953 de 1110 del tema 
De: lore luc Enviat: 26/07/2012 03:22

Giovedì  26 Luglio  2012

Giovedì della XVI settimana delle ferie del Tempo Ordinario
Meditazione del giorno
Sant'Agostino (354-430), vescovo d'Ippona (Nord Africa) e dottore della Chiesa
Commento sul salmo 118, discorso 20, 1 : CCL 40, 1730-1731. (Nuova Biblioteca Agostiniana-riv.)

« Molti profeti e giusti hanno desiderato vedere ciò che vedete »

        Dice in un salmo il profeta: “Mi consumo nell'attesa della tua salvezza, spero nella tua parola” (Sal 119, 81) ... Chi esprime questo ardente desiderio se non “la stirpe eletta, il sacerdozio regale, la nazione santa, il popolo che Dio si è acquistato” (1Pt 2,9), ciascuno al proprio tempo, in tutti quelli che hanno vissuto, che vivono e vivranno, dall'origine dell'uomo alla fine del mondo? ... Ecco perché il Signore stesso ha detto ai discepoli: “Molti profeti e giusti hanno desiderato vedere ciò che voi vedete”. E' la loro voce che dobbiamo riconoscere nel salmo... Questo desiderio non è venuto mai meno nei santi e non manca, nemmeno ora, nel “Corpo di Cristo che è la Chiesa” (Col 1,18), fino a che venga colui che è desiderato da tutte le Nazioni (cf Ag 2,8)...

        Nei primi tempi della Chiesa, prima che la Vergine partorisse, ci furono dunque santi che desiderarono la venuta di Cristo nell'incarnazione, nei nostri tempi, a cominciare dalla sua Ascensione al cielo, ci sono santi che desiderano la manifestazione di Cristo quando verrà a giudicare i vivi e i morti. Questo desiderio della Chiesa, dagli inizi del mondo sino alla fine, non ha mai perso il suo fervore, ad esclusione del periodo che il Signore incarnato trascorse con i discepoli su questa terra.




Resposta  Missatge 954 de 1110 del tema 
De: lore luc Enviat: 27/07/2012 02:39

Venerdì  27 Luglio  2012

Venerdì della XVI settimana delle ferie del Tempo Ordinario
Meditazione del giorno
San [Padre] Pio di Pietrelcina (1887-1968), cappuccino
Ep 3, 579 ; CE 54

Portare frutto, liberi dalle preoccupazioni del mondo

Va’ avanti con semplicità sulle vie del Signore, e non preoccuparti. Odia i tuoi difetti, sì, ma tranquillamente, senza agitazione, né inquietudine. Bisogna usare pazienza a loro riguardo e trarne profitto grazie ad una santa umiltà. Per mancanza di pazienza, le tue imperfezioni, anziché scomparire, non faranno che crescere. Perché non c'è niente che rinforza tanto i nostri difetti quanto l'inquietudine e l'ossessione di liberarsi di loro.

Coltiva la tua vite di comune accordo con Gesù. A te spetta togliere le pietre e strappare i rovi. A Gesù, spetta seminare, piantare, coltivare ed annaffiare. Ma anche nel tuo lavoro, agisce ancora lui. Senza Cristo infatti, non potresti fare nulla.



Resposta  Missatge 955 de 1110 del tema 
De: lore luc Enviat: 28/07/2012 03:38

Sabato  28 Luglio  2012

Sabato della XVI settimana delle ferie del Tempo Ordinario
Meditazione del giorno
Beato John Henry Newman (1801-1890), sacerdote, fondatore di una comunità religiosa, teologo
Omelie in varie occasioni, n° 9, 2.6

“Lasciate che l'una e l'altro crescano insieme fino alla mietitura”

        Ci sono scandali nella Chiesa, cose biasimevoli e vergognose; nessun cattolico potrà negarlo. Sempre la Chiesa è incorsa nel rimprovero e nella vergogna di essere la madre di figli indegni; ha figli buoni e molti di più cattivi. ... Dio avrebbe potuto istituire una Chiesa pura; ma ha predetto che la zizzania seminata dal nemico sarebbe stata insieme al grano fino alla mietitura, alla fine del mondo. Ha affermato che la sua Chiesa sarebbe stata simile ad una rete di pescatore “che raccoglie ogni genere di pesci” e solo la sera se ne fa la cernita (Mt 13,47s). Inoltre, ha dichiarato che i malvagi e i meno buoni avrebbero superato di molto i buoni. Ed ha aggiunto: “Molti sono chiamati, ma pochi eletti” (Mt 22,14), e l'apostolo dice: “c'è un resto, conforme a un'elezione per grazia” (Rom 11,5). C'è dunque senza posa, nella storia e nella vita dei cattolici, ampia materia per fare il gioco di chi è contro la Chiesa...

        Ma non abbassiamo la testa dalla vergogna, per nascondere il viso fra le mani: alziamo le mani e il viso al nostro Redentore. “Come gli occhi dei servi alla mano dei loro padroni ..., così i nostri occhi sono rivolti al Signore nostro Dio, finché abbia pietà di noi” (Sal 123,2)... Ci rivolgiamo a te, giusto giudice, poiché sei tu che ci guardi. Non facciamo alcun caso agli uomini, finché ti abbiamo, te..., finché abbiamo la tua presenza nelle nostre assemblee, la tua testimonianza e la tua approvazione in cuore.



Resposta  Missatge 956 de 1110 del tema 
De: lore luc Enviat: 29/07/2012 03:30

Domenica  29 Luglio  2012

XVII Domenica del Tempo Ordinario - Anno B
Meditazione del giorno
Sant'Efrem Siro (circa 306-373), diacono in Siria, dottore della Chiesa
Diatesseron, XII, 1-4

La moltiplicazione dei pani

        Nel deserto, Nostro Signore moltiplicò il pane, e a Cana, cambiò l'acqua in vino. Abituò così il palato dei suoi discepoli al suo pane e al suo vino, fino al tempo in cui avrebbe dato loro il suo corpo e il suo sangue. Fece loro assaggiare un pane e un vino materiali per eccitare in loro il desiderio del suo corpo e del suo sangue vivificanti. Diede loro liberalmente queste cose di poco conto perché sapessero che il suo dono supremo sarebbe stato gratuito. Gliele diede gratuitamente, anche se avrebbero potuto compragliele, affinché sapessero che non sarebbe stato domandato loro di pagare una cosa inestimabile ; perché anche se avessero potuto pagare il prezzo del pane e del vino, non avrebbero potuto pagare il suo corpo e il suo sangue.

        Non solo ci ha colmati gratuitamente dei suoi doni, ma ci ha anche coccolati con affetto. Perché ci ha dato gratuitamente queste cose di poco conto per attirarci, affinché venissimo a lui e ricevessimo gratuitamente quel bene così grande che è l'Eucarestia. Quei pezzetti di pane e il vino che ha dato erano dolci al palato, però il dono del suo corpo e del suo sangue è utile allo spirito. Egli ci ha attirati con questo cibo gradevole al palato per trascinarci verso ciò che vivifica la nostra anima...

        L'opera del Signore raggiunge ogni cosa : in un batter d'occhio ha moltiplicato un po' di pane. Ciò che gli uomini fanno e trasformano in dieci mesi di lavoro, le sue dieci dita l'hanno fatto in un attimo... Dalla poca quantita di pane, è nata una moltitudine di pani. Fu come al momento della prima benedizione : « Siate fecondi e moltiplicatevi, riempite la terra » (Gen 1, 28).




Resposta  Missatge 957 de 1110 del tema 
De: lore luc Enviat: 30/07/2012 02:55

Lunedì  30 Luglio  2012

Lunedì della XVII settimana delle ferie del Tempo Ordinario
Meditazione del giorno
San Josemaría Escrivá de Balaguer (1902-1975), sacerdote, fondatore
Omelie in Amigos de Dios (trad. dal sito http://it.escrivaworks.org)

“Perché tutta la pasta fermenti"

        Vi ricordo che la grandezza consiste nel sostenere in modo divino il compimento fedele dei doveri abituali di ogni giorno, le lotte quotidiane che riempiono di gioia il Signore e che soltanto Lui e ciascuno di noi conosciamo. Convincetevi che, d'ordinario, non ci sarà posto per gesta abbaglianti, fra l'altro perché non ne avrete l'occasione. Invece, non vi mancano le occasioni per dimostrare nelle cose piccole, normali, il vostro amore a Cristo. ...

        Nel meditare queste parole di Cristo: Pro eis ego sanctifico me ipsum, ut sint et ipsi sanctificati in veritate, per loro io consacro me stesso, perché siano anch'essi consacrati nella verità [Gv 17, 19], percepiamo con chiarezza il nostro unico fine: la santificazione, cioè il dovere di essere santi per santificare. Nel contempo, come una sottile tentazione, può venirci in mente che solo in pochi siamo decisi a rispondere alla chiamata divina, e per di più ci riconosciamo strumenti con ben scarse attitudini. E' vero, siamo in pochi in confronto al resto dell'umanità, e personalmente non valiamo nulla; ma l'affermazione del Maestro risuona con tutta la sua autorità: il cristiano è luce, sale, lievito del mondo, e un po' di lievito fa fermentare tutta la pasta [Mt 5,13-14; Gal 5,9].



Resposta  Missatge 958 de 1110 del tema 
De: lore luc Enviat: 31/07/2012 03:32

Martedì  31 Luglio  2012

Martedì della XVII settimana delle ferie del Tempo Ordinario
Meditazione del giorno
Sant'Ilario di Poitiers (circa 315-367), vescovo, dottore della Chiesa
Trattato sulla Trinità, XI, 39-40

“Allora i giusti splenderanno come il sole nel regno del Padre loro”

        “Cristo consegnerà il regno a Dio Padre”, dice San Paolo (1Cor 15,24), non nel senso che rinuncerà al potere consegnandogli il Regno, ma perché noi saremo il Regno di Dio, quando saremo stati resi conformi alla gloria del suo corpo..., costituiti Regno di Dio dalla glorificazione del suo corpo. Siamo noi che egli consegnerà al Padre, come Regno, secondo quanto dice il Vangelo: “Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla fondazione del mondo” (Mt 25,34).

        "I giusti brilleranno come il sole nel Regno del loro Padre”. Poiché il Figlio consegnerà a Dio, come suo Regno, coloro che ha invitati al suo Regno, coloro a cui ha promesso la beatitudine propria di questo mistero con le parole: “Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio” (Mt 5,8)... Ecco che coloro che consegna al Padre come suo Regno vedono Dio.

        Il Signore stesso ha dichiarato agli apostoli in cosa consiste il Regno: “Il regno di Dio è in mezzo a voi” (Lc 17,21). E se qualcuno cerca di sapere chi è colui che consegna il Regno, ascolti: “Cristo è risuscitato dai morti, primizia di coloro che sono morti. Poiché se a causa di un uomo venne la morte, a causa di un uomo verrà anche la risurrezione dei morti” (1Cor 15,20-21).  Tutto questo riguarda il mistero del Corpo, poiché Cristo è il primo resuscitato dai morti... E' dunque per il progresso dell'umanità assunta da Cristo che “Dio sarà tutto in tutti” (1Cor 15,28).




Resposta  Missatge 959 de 1110 del tema 
De: lore luc Enviat: 01/08/2012 02:43

Mercoledì  1° Agosto  2012

Mercoledì della XVII settimana delle ferie del Tempo Ordinario
Meditazione del giorno
Sant'Ireneo di Lione (circa130-circa 208), vescovo, teologo e martire
Contro le Eresie, IV, 26 ; SC 100, 711

Il tesoro nascosto nel campo delle Scritture

        Cristo era presente a tutti coloro ai quali, dal principio, Dio comunicava la sua Parola, il suo Verbo. E se qualcuno legge la Scrittura in questa prospettiva, troverà in essa un'espressione concernente Cristo e una prefigurazione della chiamata nuova. Infatti è lui « il tesoro nascosto nel campo » cioè nel mondo (Mt 13, 38). Tesoro nascosto nelle Scritture, perché veniva manifestato attraverso figure e parabole che, umanamente parlando, non potevano essere intese prima che le profezie fossero compiute, cioè prima della venuta del Signore. Perciò è stato detto al profeta Daniele : « Chiudi queste parole e sigilla questo libro, fino al tempo della fine » (Dn 12, 4)... Anche Geremia dice : « Alla fine dei giorni comprenderete tutto ! » (Ger 22, 20)...

        Letta dai cristiani, la legge è un tesoro, un tempo nascosto in un campo, ma rivelato e spiegato dalla croce di Cristo ; ... essa manifesta la sapienza di Dio, rivela i suoi disegni di salvezza per l'uomo, prefigura il Regno di Cristo, preannuncia la Buona Novella dell'eredità della Gerusalemme santa, predice che l'uomo che ama Dio progredirà fino a vederlo ed a udire la sua parola, e sarà glorificato da questa parola...

        In questo modo, dopo la sua risurrezione, il Signore ha spiegato le Scritture ai suoi discepoli, dimostrando loro con esse che « bisognava che il Cristo sopportasse queste sofferenze per entrare nella sua gloria » (Lc 24, 26). Quindi se qualcuno legge le Scritture in questo modo, sarà un discepolo perfetto, « simile a un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e antiche » (Mt 13, 52).




Resposta  Missatge 960 de 1110 del tema 
De: lore luc Enviat: 02/08/2012 03:17

Giovedì  2 Agosto  2012

Giovedì della XVII settimana delle ferie del Tempo Ordinario
Meditazione del giorno
Concilio Vaticano II
Gaudium et Spes, 39, 2-3

« Il Regno dei cieli è simile a una rete gettata nel mare »

        Certo, siamo avvertiti che niente giova all'uomo se guadagna il mondo intero ma perde se stesso (Lc 9, 25). Tuttavia l'attesa di una terra nuova non deve indebolire, bensì piuttosto stimolare la sollecitudine nel lavoro relativo alla terra presente, dove cresce quel corpo della umanità nuova che già riesce ad offrire una certa prefigurazione, che adombra il mondo nuovo. Pertanto, benché si debba accuratamente distinguere il progresso terreno dallo sviluppo del regno di Cristo, tuttavia, tale progresso, nella misura in cui può contribuire a meglio ordinare l'umana società, è di grande importanza per il regno di Dio.

        Ed infatti quei valori, quali la dignità dell'uomo, la comunione fraterna e la libertà, e cioè tutti i buoni frutti della natura e della nostra operosità, dopo che li avremo diffusi sulla terra nello Spirito del Signore e secondo il suo precetto, li ritroveremo poi di nuovo, ma purificati da ogni macchia, illuminati e trasfigurati, allorquando il Cristo rimetterà al Padre « il regno eterno ed universale: che è regno di verità e di vita, regno di santità e di grazia, regno di giustizia, di amore e di pace » (Rm 8, 19-21). Qui sulla terra il regno è già presente, in mistero; ma con la venuta del Signore, giungerà a perfezione.





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