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Reply  Message 1 of 4 on the subject 
From: Romano  (Original message) Sent: 03/03/2010 14:56

In Italia, verso la fine degli anni Sessanta, l’affermazione di un cantante o di un gruppo vocale-strumentale passava quasi sempre per la canzone d’evasione.
I complessi, formati da un numero variabile di elementi, avevano due caratteristiche fondamentali: un cantante di ruolo, abbastanza 'bello' da piacere al pubblico femminile, e un repertorio di canzoni orecchiabili. I brani erano per lo più cover di successi inglesi o americani, con testi lontani dal significato originale e, fino all’avvento di Battisti, la loro scelta era il momento più creativo dell’intera produzione. In questo panorama
"I Quelli", gruppo formato da Franz Di Cioccio, Franco Mussida, Flavio Premoli e Giorgio Piazza, rappresentavano un‘eccezione. Cantavano a turno un po’ tutti, ma il loro chiodo fisso era la cura con cui affrontavano le parti musicali e la loro esecuzione dal vivo. Scoperti ed utilizzati per questa dote dagli arrangiatori più in vista di allora, come Reverberi, Massara e Mariano, cominciarono a frequentare sempre più spesso le sale di registrazione, collaborando con artisti importanti quali Battisti, Mina, Celentano e
De André. Erano chiamati perfino a registrare le basi musicali per i dischi di altri gruppi di successo. I dischi di "I Quelli" avevano un discreto successo, ma non era questo ciò che faceva parlare di loro nell’ambiente musicale, ma il fatto che, in breve tempo, furono ritenuti il quartetto più quotato e richiesto nel giro dei session-men.

Fu la loro fortuna, perché il tramonto dei complessi più noti, salvo qualche raro caso di longevità artistica come i Nomadi e i Pooh, coincise con l’inarrestabile ascesa della musica progressiva. In questo filone, poi etichettato col termine di pop music, confluivano frammenti di musica classica, jazz, musica popolare e rock. Era un bel crogiolo di idee dove si poteva dare sfogo alla più totale creatività. Il destino volle che nel momento in cui "I Quelli" sentivano l’esigenza di essere qualcosa di più che semplici accompagnatori, la comunicazione più sentita dai giovani parlasse il linguaggio degli strumenti. Questi nuovi fermenti, insieme ad una grande voglia di riscatto discografico, li spinsero a cercare una nuova identità, con sonorità al di fuori del collaudatissimo schema da loro stessi chiamato "Chitabasbatorga" (chitarra, basso, batteria e organo). Le cose iniziarono a muoversi. Durante una serata al "Paradise", un locale nei pressi di Brescia, un amico parlò loro ( divenuti, nel frattempo, discograficamente "I Krel" ma per le serate ancora "I Quelli" )  di un musicista che suonava il flauto e il violino con un piglio più rock che classico. Era l’estate del ‘69. L'incontro con Mauro Pagani, che all’ epoca suonava con "I Dalton", fu feeling al primo udito, tanto che Mauro si unì subito al gruppo. Continuavano ad esibirsi nelle balere, ma sentivano crescere in loro l’esigenza di cambiare repertorio e genere musicale, anche per integrare meglio Mauro nella formazione. Sentivano l'esigenza di nuovi stimoli e di nuovi modelli. Li trovarono nei Chicago, nei King Crimson, nei Jethro Tull, negli Excepsion e nei Flock, gruppi in cui la struttura convenzionale della canzone veniva ampliata, concedendo più spazio all’arrangiamento, al virtuosismo e all’improvvisazione. Cominciarono le prove per il nuovo repertorio con un ritmo di lavoro molto duro, quasi da naja. Con sedute di otto ore e multe salate per i ritardi, usate poi per finanziare l’acquisto di nuovi strumenti e della prima auto del gruppo, iniziò la metamorfosi.

Via Con Il Vento
Ora Piangi

Single Dischi Ricordi  SRL 10-409 .

 

Una Bambolina Che Fa No No No
Non Ci Saro' (I can let go)

Single Dischi Ricordi  SRL 10-443


 

Per Vivere Insieme (Happy tougeter)
La Ragazza Ta Ta Ta

Single Dischi Ricordi  SRL 10-459


Tornare Banbino (Hole in my shoe)
Questa Citta Senza Te (Even the bad times are good)

Single Dischi Ricordi  SRL 10-479


Mi Sentivo Strano
Dettato al Capello

Single Dischi Ricordi  SRL  10-502

  
 

Lacrime E Pioggia(Rain and tears)
Nuvole Gialle

Single Dischi Ricordi  SRL  10-525


Dietro al Sole
Quattro Pazzi

Single Dischi Ricordi  SRL  10-590


Quelli
LP  Dischi Ricordi  SMRP  9053 (Italy,  jul. 69)
LP  Dischi Ricordi  ORL  8185 (Italy, feb 78)

CD  Dischi Ricordi  OR 8185 (Italy, 9-)


Finche Le Braccia Diventino Ali
E il Mondo Cade Giu

Single Dischi Ricordi  SRL I Krel (ex Quelli).

 

 

 

 

 

Per sopravvivere "I Krel" - "I Quelli" proseguivano la loro attività di session man. Tra un disco di Battisti e uno di De André, Di Cioccio fu "prestato" all’Equipe 84. Il fatto, inusuale per l'epoca, avvenne nel 1970, in occasione del rilancio dell’ Equipe, che era in gara al festival di San Remo, in coppia con Lucio Dalla. Loro avevano bisogno di un batterista fisso per otto mesi, "I Krel"- "I Quelli"  di cambiare casa discografica. Dal momento che ambedue i gruppi appartenevano alla stessa etichetta, la Ricordi, era l'occasione giusta per chiedere uno scambio di cortesie. In questo modo "I Krel"- "I Quelli"  riuscirono a liberarsi dal vecchio contratto: lasciarono la Ricordi e seguirono altri dissidenti - tra cui Lucio Battisti, Alessandro Colombini e Mogol - che, essendo in aperto contrasto con la linea artistica della casa milanese, si apprestavano a fondare una nuova etichetta discografica, la Numero Uno.
L’opportunità di debuttare in versione progressiva, arrivò proprio dal Festival di San Remo di quell’anno. Furono scritturati dal "Whisky Club", un locale adiacente al Teatro Ariston, per suonare come attrazione alternativa in una città invasa dalle canzonette. "Niente cose commerciali" era stata la richiesta, "ma solo la trasgressiva energia della pop music". In quella trasferta il ruolo di Di Cioccio come musicista in prestito assunse aspetti davvero curiosi. Dalle venti alle ventitré, vestito di tutto punto, si esibiva educatamente in diretta televisiva sul palco del salone delle feste del Casinò. Più tardi raggiungeva gli amici al locale, cambiava abito, genere musicale e tornava ad essere un'istintiva, sudata macchina da ritmo. Il loro repertorio era perfetto, arrangiato ad arte per catturare l’attenzione degli ascoltatori e consisteva principalmente in cover di brani, particolarmente difficili, delle band più all’avanguardia del momento. Il pubblico, che ogni sera gremiva il piccolo club per vedere il gruppo che faceva 'cose turche' - come si diceva allora - confermò che quella era la strada giusta. Dopo la fase sanremese e la firma del contratto con la Numero Uno, venne il momento di pensare al cambiamento del nome. Ci voleva un taglio deciso con il passato, anche se erano ben consci che in quel modo avrebbero perso tutte le piazze dove si esibivano come "I Quelli" e "I Krel"- "I Quelli" . Il nuovo nome doveva essere diverso da tutto ciò che si era gia sentito, come per esempio i soliti nomi di animali tanto in voga negli anni Sessanta. La cosa non si dimostrò facile e dopo interi pomeriggi passati a immaginare ipotesi, la scelta si restrinse a due soli nomi:
Isotta Fraschini e Forneria Marconi. Scelsero il secondo, con l'aggiunta di Premiata. Alla Numero Uno qualcuno obbiettò che "Premiata Forneria Marconi" era un nome troppo lungo, ma la filosofia del gruppo era chiara: più il nome era difficile da ricordare, più sarebbe stato difficile da dimenticare. Questa linea ebbe la meglio. La scelta, molto originale, si rivelò giusta, tanto da creare una moda che contagiò l’Italia musicale degli anni Settanta. Insomma, a quel punto c'erano tutti gli ingredienti per iniziare la nuova avventura: la voglia, la grinta, un repertorio funambolico e anche il nome. Mancava solo la buona occasione per farsi conoscere dal grande pubblico. Franco Mamone, già impresario di "I Quelli", intuì, insieme a Francesco Sanavio, la fine della stagione delle balere. Da impresari di provincia, i due si trasformarono in promoters dei gruppi internazionali più importanti del momento. Mamone si propose come manager della Premiata e, in cambio, li fece esibire come supporter nei concerti da lui organizzati. Iniziarono con i Procol Harum, poi con gli Yes, approdando subito dopo all’avvenimento della stagione: fare da supporter ai Deep Purple la più grande rock band del momento. L’idea era un po’ azzardata, ma il coraggio e una bella dose di faccia tosta hanno sempre accompagnato le scelte della Premiata. Il tam tam del popolo del rock incominciò a farsi sentire e portò lontano l’eco di quella bellissima serata. I tempi stavano proprio cambiando e ovunque si organizzavano i cosidetti festival pop. Fu proprio in uno di questi raduni che si presentò un’altra grande occasione, che permise al gruppo di crescere artisticamente. Accadde nell’ estate 1971, alla pineta di Viareggio, dove c’era in programma il primo "Festival di Avanguardia e nuove tendenze". Era il raduno pop più importante dell’anno e vi si erano date appuntamento tutte le realtà emergenti della nuova musica italiana. La manifestazione richiedeva l’esecuzione di un brano inedito e Franco Mussida, che già in passato con "I Quelli" aveva composto canzoni, durante un viaggio in camioncino da Torino a Milano scrisse mentalmente La carrozza di Hans . Nei giorni seguenti il brano fu arrangiato e preparato per l’occasione. A Viareggio la Premiata sorprese tutti con un'esibizione memorabile: dopo un inizio elettrico e travolgente, tra lo stupore generale, Mussida prese la chitarra classica e, con i suoi dolci arpeggi, fece volare il pubblico nella favola di Hans, il mercante di sogni. Fu un trionfo e la PFM vinse il festival, a pari merito con Mia Martini e gli Osanna.
Le registrazioni di Storia di un minuto seguirono di poco l’uscita del loro primo 45 giri (Impressioni di Settembre e La Carrozza di Hans ). La realizzazione dell'LP fu il frutto di una scelta ben precisa: suonare in studio tutto dal vivo, per imprimere al disco l'inconfondibile marchio di energia e immediatezza che li distingueva.

Sull’onda del grande entusiasmo per il successo del primo disco, la Premiata tornò in sala d’incisione per registrare il secondo LP. Volevano tentare il grande salto verso l’Europa. Il secondo LP, Per un amico era volutamente diverso dal primo ed aveva un respiro più internazionale. I fatti che seguirono lo confermarono. Il 20 Dicembre del ‘72, al PalaEur di Roma, Greg Lake assistette al concerto di presentazione dell'album. Era fatta. Li portò a Londra, alla Manticore, l'etichetta di E.L.&P. dove li aspettava Pete Sinfield, poeta dei King Crimson.

 

Sinfield, allora produttore di successo dei Roxy Music, ascoltò il loro concerto di presentazione londinese riservato agli addetti ai lavori e disse: "Scriverò i testi e produrrò i ragazzi perché voglio continuare con loro il discorso che ho interrotto coi Crimson della prima formazione. Mi piace molto la calda mediterraneità della loro musica progressiva". Nel Gennaio del ‘73 la Premiata tornò di nuovo a Londra per registrare il loro primo LP internazionale al Command Studio. Per ironia della sorte la nuova formazione dei K. C., guidata da Robert Fripp, stava registrando Larks tongue in aspic nella sala accanto alla loro: evidentemente era destino che le due strade si incrociassero. La nascita di Photos of Ghosts , versione in inglese di Per un amico , coincise con il ritocco al loro nome perché in Gran Bretagna non centravano affatto la pronuncia, al punto che ogni intervista era uno spasso a base di storpiature linguistiche a dir poco grottesche.



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Reply  Message 2 of 4 on the subject 
From: Lelina Sent: 03/03/2010 17:12
 
I QUELLI
 
I Quelli sono un gruppo musicale italiano beat. Nascono nel 1964 come Black Devils, e diventano presto il gruppo di accompagnamento di Gian Pieretti, mutando il nome in I Grifoni.

La formazione iniziale dei Black Devils e poi de I Grifoni comprendeva Franz Di Cioccio, Franco Mussida, Pino Favaloro e Tony Gesualdi. è proprio il cantautore Gian Pieretti che li presenta alla casa discografica per cui incide anche lui, la Dischi Ricordi.


Il gruppo ingaggia un cantante proveniente dai Demoniaci, Nino Teocoli, soprannominato Teo, (che ha appena inciso un 45 giri come solista, «Mi son svegliato»; pubblicato dalla Ricordi) cambia il nome in I Quelli, ed inizia una carriera come complesso beat,  incidendo il primo 45 giri, «Via con il tempo», nel 1966; la canzone è scritta da Franco Mussida, che però non è ancora iscritto alla Siae, per cui viene firmata da Ricky Gianco e Gian Pieretti..
Il secondo disco, «Una Bambolina Che Fa No No No» (cover di una canzone del cantautore francese Michel Polnareff), riscuote un buon successo, ma alla fine dell’anno Tony Gesualdi abbandona il gruppo, sostituito da Giorgio Piazza, mentre Franco Mussida è sostituito a causa del servizio militare in marina da Alberto Radius (proveniente dai Simon & Penny, e che prima ancora aveva suonato nei Big Ben’s) per due anni.
 

Reply  Message 3 of 4 on the subject 
From: Lelina Sent: 03/03/2010 17:24

 
Una Bambolina Che Fa No No No
 
 
E' una bambolina
che fa no no no no
e' cosi' carina
ma fa no no no no
e gia' un tipo come lei
non l'ho incontrato mai
e' una bambolina
si difende come puo'
dietro una vetrina
dei suoi no no no no
hello! imparera' da me
un bacio che cos'e'
hello! imparera' da me
un bacio che cos'e
la mia bambolina
si difende come puo'
dietro alla vetrina
dei suoi no no no no
hello!se lei mi bacera'
io so che cambiera'
la mia bambolina
non vuol dire no no no no
so che una mattina
la convincero'
no no no no
no no no no
no no no

Reply  Message 4 of 4 on the subject 
From: ○●MAX●○ Sent: 26/03/2010 17:13



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