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IL CASTELLO DI ORSOSOGNANTE
 
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poesieatema: EROS E POESIA.... IL TEMA DI TONY KOSPAN QUESTA DOMENICA...
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Réponse  Message 1 de 1 de ce thème 
De: liberidivolare  (message original) Envoyé: 15/07/2010 19:32
 

 
 
 
 
L'EROS IN POESIA
a cura di Tony Kospan
 
 
Care amiche ed amici amanti come me della poesia
eccoci anche stavolta,
dopo una "vacanza" di 2 settimane,
 con questo tradizionale appuntamento...
 
 
  
 
Torniamo... come sempre una volta ogni stagione...
(e quale stagione ad esso è più vicina se non questa?)
ad un tema che spero non disturbi nessuno...
ma che è legato... legatissimo all'amore...
direi anzi che è l'altro aspetto della stessa medaglia...
l'EROS...
(che per gli antichi era proprio il dio dell'amore...)
 
 

 
Certo non l'EROS spinto...
ma quello elegante... fine... poetico...
che tuttavia ha comunque una sua grande forza espressiva...
 
Come sempre mi piacerebbe leggere sul tema le poesie....
vostre o di altri autori che amate...
 
 
      
 
 
 
 
 
ASSIEME A TE
Perin
 
Non ho sentito
il tuo corpo,
non ho vissuto
le tue mani
che mi accarezzavano,
non ho sentito
la tua bocca sfiorarmi,
non ho sentito
di possedere
o essere posseduto.
Ho solo vissuto
un mare d’emozioni,
in un solo,
unico, lampo
che mai terminava.
 
    
  
  
DUE CORPI
Octavio Paz

Due corpi, uno di fronte all'altro,
sono a volte due onde
e la notte è oceano.

Due corpi, uno di fronte all'altro,
sono a volte due pietre
e la notte deserto.

Due corpi, uno di fronte all'altro,
sono a volte radici
nella notte intrecciate.

Due corpi, uno di fronte all'altro,
sono a volte coltelli
e la notte lampo.
 
  
  
AMORES
Ovidio

Era l'ora di mezzo di un giorno torrido,
mi distesi sul letto per riposare.
La finestra era mezza chiusa e mezza aperta,
passava una luce come quella di un bosco
o quella del crepuscolo quando tramonta il sole,
o prima del giorno quando la notte svola.
La luce adatta a accogliere pudiche fanciulle,
dove il pudore, timido, si occulta.
Ecco, arriva Corinna, la tunica velata già slacciata,
la chioma spartita sul bianco collo,
come si dice entrasse nei letti Semiramide,
e la non meno bella Laide che da tanti fu amata.
Poi le strappai la tunica, docile alle mie dita,
ma lei lottava cercando di coprirsi.
Ma lottando come chi non cerca di vincere
fu presto vinta senza soffrirne troppo.
Quando mi apparve agli occhi nuda del tutto
vidi il suo corpo, del tutto perfettto.
Che spalle, che braccia vidi e toccai!
E le mammelle, fatte per palparle!
Che ventre sotto il seno perfetto!
Che fianchi ampi e ben fatti, che cosce da ragazza!
Inutili i dettagli, tutto perfetto.
Quel corpo che strinsi nudo al mio corpo.
Chi non sa il resto? Alla fine spossati ci
sciogliemmo.
Averne, di questi pomeriggi!
 
 
DENTRO L'AMORE
Alfonso Gatto
 
Al segno che ti dà la stanza sciogli
sulla parete l'ombra dei capelli,
le braccia alzate, la flessuosa voglia
d'avermi, e già dal ridere mi volti
nella raffica buia, mi cancelli
per affiorare dal lamento vano.
Smarrita, nel cercarmi con la mano,
nel distinguermi il volto, grata, piena
d'aperto e poi ripresa dalla lena
della dolcezza, calma a poco a poco
come in un lungo brivido. Dal gioco
degli occhi che balbettano mi ridi
sul petto a colpi di piccoli gridi.
 
 
 
 
L'INFINITA
Pablo Neruda
 
Vedi queste mani? Han misurato
la terra, han separato
i minerali e i cereali,
han fatto la pace e la guerra,
hanno abbattuto le distanze
di tutti i mari, di tutti i fiumi,
e tuttavia
quando percorrono
te, piccola,
grano di frumento, allodola,
non riescono a comprenderti,
si stancano raggiungendo
le colombe gemelle
che riposano o volano sul tuo petto,
percorrono le distanze delle tue gambe,
si avvolgono alla luce della tua cintura.
Per me sei un tesoro più colmo
d'immensità che non il mare e i grappoli,
e sei bianca e azzurra e vasta come
la terra nella vendemmia.
In questo territorio,
dai tuoi piedi alla tua fonte,
camminando, camminando, camminando,
passerò la mia vita."
 
 
 
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CIAO DA TONY KOSPAN
 
 



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