Pagina principale  |  Contatto  

Indirizzo e-mail

Password

Registrati ora!

Hai dimenticato la password?

PHALLABEN
Felice compleanno mimoly !
 
Novità
  Partecipa ora
  Bacheche di messaggi 
  Galleria di immagini 
 File e documenti 
 Sondaggi e test 
  Lista dei Partecipanti
 Bi-scussioni, tri-scussioni ecc. 
 BIBLIOGRAFIA 
 
 
  Strumenti
 
General: la poesia
Scegli un’altra bacheca
Argomento precedente  Argomento successivo
Rispondi  Messaggio 1 di 7 di questo argomento 
Da: Tebro  (Messaggio originale) Inviato: 23/06/2011 19:56

Dall’ombrellone a riva.

 

Incerti, so li passi

der pischello,                     

ma aranca già da solo e se stracina              

legati in fila come in carovana,                   

insieme a li vagoni d'un trenino,

la pala, cor secchiello,

e un po de rena.              

                                                                     

Ecchelo sbarellà, ecco che casca.                        

Ner mentre s'ariarza un occhiataccia

a misurà er deserto a la risacca.             

                                                                      

Er sole

é un lanciafoco                                  

c'abbrucia l'arenile!                                        

in più gni buca pare                                       

la fossa d'un cratere!

                                                                       

Ma er pupo nun demorde,                               

nun molla st'avventura.                                   

 

Riagguanta l'impiccetti,                                   

riaffronta st'offensiva                                        

e finarmente ariva

a tu-per-tu cor mare.                                     

                                                                      

D’acchitto è frastornato,

fors’anche impaurito,

ma  appett’a un cavallone

che sbarza e scapriola

tra no sguazzà de schiuma,                                       

 

lo vedo che strabija,                                        

che sgrana l'occhi da la meravija.                  

                                                                       

E mentre la calura                                          

penata in sur deserto                                                                     

se smorza ar bagnasciuga,                                                                            

un alito de brezza,

l’avvorge, l’arillegra,

e je imblusina addosso

un senso de frescura.

 

Mo scruta l’orizzonte,

mo l’acqua che l’incanta,

mo er monno c’a de fronte.

 

E mentre mamma tenta,

na sorte de manovra

pe riportallo a cuccia;

 

de grinta se ribbella,

riagguanta l’impiccetti,

riallunga la farcata,

rinazzica, sbarella,

e te ricasca a piombo

 

abbraccicato a un sogno

che ancora lo strabija,

e je imbrillanta l’occhi

de gioia e meravija.

 

Er mare l’ha incantato,

stupito e imbambolato,

 

e quanno in braccio a mamma

se ne ritorna a cuccia,

sto spicciolo de grinta,

sto po de cacio e fronna,

 

sereno e accoccolato;

s’è bello e addormentato.

 

Tebro

 



Primo  Precedente  2 a 7 di 7  Successivo   Ultimo  
Rispondi  Messaggio 2 di 7 di questo argomento 
Da: Merendina Inviato: 24/06/2011 09:04
O Tebro,
hai una piantagione di segale?
Curiosità più che giustificata dal fatto che, se avessi erroneamente ingerito un suo fungo parassita, ciò spiegherebbe molte cose!
O ancora: temporeggi nei simboli della cultura hippie?
O al posto dei Misteri della Fede ti inoltri nei "Misteri Eleusini" e hai visioni divine e  introspezioni "philosopheggianti"?
 
 

Rispondi  Messaggio 3 di 7 di questo argomento 
Da: ORANGE1 Inviato: 24/06/2011 09:10
La segale cornuta, cosiddetta in quanto attaccata da un fungo (claviceps purpurea) dai cui corpi fruttiferi, a forma appunto di cornetti,  si è elaborato l'acido lisergico.
 
Un tantino pesante da  assimilare, quest'ultimo!

Rispondi  Messaggio 4 di 7 di questo argomento 
Da: Peterpan® Inviato: 24/06/2011 10:22
To', sudditi dormienti ma non troppo...
 
Una domandina sulla metrica, Tebruccio: come mai spari otto endecasillabi con rimatura alla come viene per poi buttarti nei settenari?
Poi metti là un endecasillabo ('che sgrana l'occhi da la meravija') che sta lì depresso per la solitudine e riprendi a settenari in quartine, sestine 'settine' e chi più ne ha più ne metta.
Ti rivolgo questa domanda perché sei sempre così rigoroso negli schemi, anzi, sei solito dettar legge...

Rispondi  Messaggio 5 di 7 di questo argomento 
Da: Tebro Inviato: 24/06/2011 17:09
erieccome1
giornata stupenda! libero come l'aria, me ne so ito ar Kursaal,
piscina fronte mare con trampolino di dieci metri. da lassù,
è come se stassi a casa mia!
 
mo so rientrato, ho acceso er pc, e saltando a piedi pari
i primi due post me ritrovo puntuale come er cannone de mezzogiorno
il nostro peteruccio che forte di quello che gli ho insegnato io
 in quanto a metrica, mo si erge a maestrino e spara una cazzatella
tanto per sparare.
peteruccio un conto è la poesia a versi liberi e un conto è il sonetto.
quando io ti tiravo le orecchie, sempre a proposito di metrica, è perché
ti permettevi, sconsideratamente, di scrivere sotto forma di sonetto.   
peteruccio, peteruccio, te fai sempre trovà a coje l'uva.
 

Rispondi  Messaggio 6 di 7 di questo argomento 
Da: Peterpan® Inviato: 24/06/2011 17:15
...Eh, mi tocca proprio iscrivermi al CEPU. Dici che dopo sarò in grado di valutare le tue... ehm?

Rispondi  Messaggio 7 di 7 di questo argomento 
Da: Tebro Inviato: 24/06/2011 17:48
No, non credo che, dopo, saresti capace, ma almeno sapresti
distinguere una poesia a versi liberi da un sonetto!
 


Primo  Precedente  2 a 7 de 7  Successivo   Ultimo  
Argomento precedente  Argomento successivo
 
©2026 - Gabitos - Tutti i diritti riservati