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Rispondi  Messaggio 1 di 25 di questo argomento 
Da: ORANGE1  (Messaggio originale) Inviato: 25/05/2012 15:08

(Era il posto sicuramente più pulito della cascina: nessuno c’entrava mai. Ognuno aveva la sua siepe, il suo fosso, il suo ponte.)

D’estate, con i campi di mais rigogliosi, c’era solo l’imbarazzo della scelta, e d’inverno negli stessi campi, i gambi del granoturco, legati in grossi fasci, larghi alla base e che si sostenevano in punta a mo’ di cono, offrivano all’interno tutta la privacy necessaria.

 

Magari c’era, per noi, il problema dell’abbigliamento e soprattutto dei calzoni, fedeli indumenti di varie generazioni che badavano più alla sostanza che all’estetica. E capitava in certi casi di starci un paio di volte; si rimediava con bretelle anch’esse di buona stagionatura ed adattate.

Esisteva la seccatura dei bottoni ai quali il succitato orpello veniva agganciato per sostenere le ‘braghe’, bottoni scelti da un sacchetto che ne conteneva di tutti i tipi, spesso non della misura dell’asola.

Troppo piccoli, cadevano i pantaloni, e troppo grandi non si riusciva a sganciarli.

E  l’eterogeneità dell’alimentazione, nonché la scarsa attenzione in fatto di igiene, causava spesso vibrate proteste intestinali, con rifiuto per decenza di tale apparato corporeo di adempiere fino in fondo al compito al quale la natura l’aveva preposto.

 

Le conseguenze erano veloci corse al più vicino posto di ristoro, sperando di non incappare nel bottone maledetto. E se la cosa succedeva, non si sarebbe interrotta l’operazione fisiologica, e sarebbe pure rimasto pulito pure il sito.

Il sollievo dei visceri era contrastato dal fastidioso senso di caldoumido che dalla cosce proseguiva fino all’estremità degli arti inferiori, e il camminare impacciato lasciava talvolta  vistose chiazze sul sentiero verso casa.

Dove qualcuno avrebbe provveduto, non senza moccoli e smorfie di disgusto.



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Rispondi  Messaggio 11 di 25 di questo argomento 
Da: Claretta Inviato: 27/05/2012 23:22

Rispondi  Messaggio 12 di 25 di questo argomento 
Da: Claretta Inviato: 27/05/2012 23:27
però in periferia ce ne sono ancora di quelle ...proletarie
 
 
 
ma i cessi adesso sono dentro non fuori

Rispondi  Messaggio 13 di 25 di questo argomento 
Da: Merendina Inviato: 27/05/2012 23:34
Non avrei mai detto che cacare in casa fosse sinonimo di ricchezza 
 
non si finisce mai di imparare

Rispondi  Messaggio 14 di 25 di questo argomento 
Da: Merendina Inviato: 27/05/2012 23:38
Però avevo la "munega" ... elettrica 
 
 

Rispondi  Messaggio 15 di 25 di questo argomento 
Da: Peterpan® Inviato: 28/05/2012 04:43
Le case di ringhiera di Milano mi danno, come dire, un'idea di intimità, di calore, calore umano, intendo. Sull'intimità qualcuno avrà da obiettare, soprattutto pensando ai sopra menzionati cessi, ma tant'è.
...La monega (in veneto si dice così) 'lètrica la me mancava, ciò. Da nialtri a se 'doparava 'e bronse (la brace)...

Rispondi  Messaggio 16 di 25 di questo argomento 
Da: Merendina Inviato: 28/05/2012 05:48
............. omissis...............<<<<‘mUnega’, con la ‘U’ è… lo scaldaletto. XD Quello antico, una pentola che si metteva sotto il materasso, piena di braci, per riscaldare le coperte.>>>>>..........omissis................
 
Impara e tasi qualche olta.

Rispondi  Messaggio 17 di 25 di questo argomento 
Da: Peterpan® Inviato: 28/05/2012 06:04
...Me lo doveva dire lei cos'è la MONEGA... Quella 'u' comunque non ci sta: la metafonesi poteva avere una qualche giustificazione se alla 'o' fossero seguite una 'i' o una 'u', ma dato che c'è una 'e'...
Ah, un'altra cosa: a differenza del mantovano e del bresciano, in veneto la 'v' a inizio parola viene pronunciata trullallà e pereppepè.

Rispondi  Messaggio 18 di 25 di questo argomento 
Da: Merendina Inviato: 28/05/2012 06:23
mUnega e fala curta..... 
 

Te gà sercà da 'l vèneto:

mùnega - N.fem. sing. - warmer (bed w.), warming pan | scaldaletto
mùnega - N.fem. sing. - nun | monaca
 
 
http://www.linguaveneta.it/traduttore.asp

Rispondi  Messaggio 19 di 25 di questo argomento 
Da: Merendina Inviato: 28/05/2012 06:25
e inveze de studiar la metafonesi, studia na sc-ianta el pesse!!! 

Rispondi  Messaggio 20 di 25 di questo argomento 
Da: Peterpan® Inviato: 28/05/2012 07:19
Chéi dissionari de le mé baòte a i li compila chéi baùchi de Rovigoti che i se crède veneti e inveçe i xe mèxi mantoàni e mèxi mone (anzi, de pì).
Vien raxentare 'e to strase 'n tel Bachijone come che el ga fato Manxoni a Firense e po' parla.
 

Rispondi  Messaggio 21 di 25 di questo argomento 
Da: Merendina Inviato: 28/05/2012 09:13
Mi le me strasse je resento nel bussè ... 
ma ti te vol sempre averghe l'ultima paroa
bon tientela e va in stradelà de mona!!!

Rispondi  Messaggio 22 di 25 di questo argomento 
Da: Claretta Inviato: 28/05/2012 10:59
in Lombardia lo scaldaletto si chiamava "el pret" e conteneva braci
 
poi c'era la boule di ottone, riempita con l'acqua bollente della caldaietta
che stava dentro un fianco della cucina economica
 
 
poi venivano usati come scaldaletto anche i feri da stiro in ghisa,
che per quanto avvolti in pezze protettive riuscivano a provocare
scottature che lasciavano cicatrici a vita
 
io ne ho una a triangolo sul polpaccio destro
 
altro micidiale scaldaletto era il mattone che veniva riscaldato dal
fuoco del camino
 
con il mattone però le cicatrici non avevano forma triangolare e non
era così evidente quale fosse la loro origine, però erano più estese,
anche se meno profonde
 
d'altra parte mattoni e ferri da stiro era necessario tenerseli nel letto,
quando le coperte non bastavano o erano qualcosa di approssimativo 
 
 

Rispondi  Messaggio 23 di 25 di questo argomento 
Da: ORANGE1 Inviato: 28/05/2012 13:03
Non era solo questione di coperte: ben mi ricordo, talvolta, la crostina di ghiaccio che ricopriva la pipi del 'boccale'!
 
E devo averla ancora da qualche parte, sul solaio la 'mòniga', con la sua 'padella', e la 'moia', il bernàss
 

Rispondi  Messaggio 24 di 25 di questo argomento 
Da: Peterpan® Inviato: 28/05/2012 13:22
 
Mi le me strasse je resento nel bussè ... 
ma ti te vol sempre averghe l'ultima paroa
bon tientela e va in stradelà de mona!!!
 
Goj colpa mi se go reson?

Rispondi  Messaggio 25 di 25 di questo argomento 
Da: Ketty Frega? Inviato: 28/05/2012 17:15
Io il letto lo scaldo con le bottiglie dell acqua minerale piene di acqua caldissima: quattro o cinque due ore prima di infilarsi sotto le coperte e il calduccio è assicurato.
Sì, ce l'ho, ce l' ho il caldo sonno elettrico...ma  non mi dà affidamento


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