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General: Woody Allen
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Rispondi  Messaggio 1 di 4 di questo argomento 
Da: Ramarra  (Messaggio originale) Inviato: 20/03/2013 21:20
Se ricordo bene come si scrive è lui, il regista attore americano che piace a tantissimi, quasi tutti forse, meno che a me.
Ho visto qualche suo film ma per il ritmo e per tipo di comicità mi lascia in gran parte indifferente. Adesso mi sono combinata con un film che ha fatto insieme ad attori italiani, si intitola "To Rome with love".... una vera tristezza. Gli attori italiani non sono mediamente bravi, mediamente sono anzi ...sbravi, dire somari mi sembra proprio esagerato. Sempre uguali a se stessi, che facciano i poliziotti, i fidanzati, i camerieri. Cambiano solo battute e costumi. Sob.
Anche Benigni c'è, anche lui ...già visto, è un pò come il seguito di jonny stecchino.
Mi sembra incredibilmente noioso
 


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Rispondi  Messaggio 2 di 4 di questo argomento 
Da: ItPopeye Inviato: 21/03/2013 07:48
A me piaceva il "primo" Woody Allen, fino alla fine degli anni '70: "Il dormiglione", "Provaci ancora, Sam", "Il dittatore dello Stato libero di Bananas", "Prendi i soldi e scappa"... ecco, i film di quel periodo me li rivedrei volentieri.
Ieri sera, casualità, sono finito su un canale dove davano "Match point": ho spento dopo mezz'ora, non so se a causa sua o di Scarlett Johansson... opterei per un bel concorso di colpa.

Rispondi  Messaggio 3 di 4 di questo argomento 
Da: CL 1 Inviato: 21/03/2013 10:54
Il primo Allen era assolutamente irresistibile e perfino Match Point non mi dispiacque.
La cartolina romana è invece imbarazzantissima nella sua prevedibilità, una banalità complessiva che non ci si può lecitamente attendere dal regista che ha fatto i film che citi...
A meno che non abbia voluto 'graziare' una Roma conosciuta solo in cartolina o in ricordi assai lontani.

Rispondi  Messaggio 4 di 4 di questo argomento 
Da: Peterpan® Inviato: 21/03/2013 15:54
Ogni artista, non c'è nulla da fare, conosce una parabola ascendente, il cui apice di solito (e giustamente, direi) viene definito 'maturità', e una parabola discendente, che i critici addomesticati si ostinano a chiamare 'rinnovamento', 'nuovo ciclo', 'continuità del messaggio in una nuova chiave' e cazzate simili. Io lo chiamo 'sarebbe ora che te ne vada a goderti i quattrini'.


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