Oplonti e la Villa di Poppea
Tutti, penso, conosciamo le città sepolte dal Vesuvio nella mitica eruzione del 79 d. C. (Pompei, Stabiae ed Ercolano) e su come però l'immensa tragedia ci ha permesso di conoscere la reale vita delle città romane, ma cosa c'era poi lungo la costa tra queste città?
Non c'era nulla o c'erano piccole città?
Tabula Peutingeriana
In realtà lungo la costa c'era una realtà suburbana composta da ville e villaggi, ed a 3 km da Pompei, a 6 km da Ercolano e non lontana da Stabiae spicca un villaggio di cui poco si sa negli scritti degli antichi, ma che è ampiamente documentato dalla maestosità della Villa di Poppea, da un'altra villa scoperta di recente e dalle antiche Terme Vesuviane.
Questa realtà suburbana poco nota prese il nome di Oplonti nel Medio Evo grazie alla "Tabula Peutingeriana" che quasi certamente indicava un villaggio di pescatori da "opla" (luogo di pescatori).
Questa è l'ipotesi che ritengo più plausibile, conoscendo la tradizione della pesca di quella zona, che attualmente si chiama Torre Annunziata, ma ci sono anche altre ipotesi.
Antiche terme
Qui oltre alle ville suindicate sono state rinvenute, come accennavo su, anche le terme del Console romano Marcus Crassus Frugi che erano utilizzate dai cittadini Romani più abbienti, per le sue notevoli proprietà salutari.
Parlo delle Terme Vesuviane o Nunziante, dal nome del generale napoleonico che le scoprì e le valorizzò e che dall'800 sono ancora in funzione.
Antica foto di Capo d'Oncino
Il marchese Vito Nunziante il 18 giugno del 1831 individuò una bolla d’acqua mineralizzata, vicino al Capo d'Oncino e così le terme, dopo che per secoli se ne erano perse le tracce, ripresero vita dopo anche perchè nel 1833 furono dichiarate altamente terapeutiche.
Tornando all'area vesuviana domina in modo assoluto la maestosa Villa di Poppea, benché non sia stata esplorata del tutto in quanto una parte potrebbe ancora trovarsi seppellita sotto lo stabilimento militare dello Spolettificio.
Villa di Lucio Crasso Tertius
Infine alcuni decenni fa, nel 1974, è stata scoperta, non lontano da essa un'altra villa, però più rustica, denominata villa di Lucio Crasso Tertius.
OPLONTI - LA VILLA DI POPPEA
La Villa di Poppea, creata nel 1° secolo a C. ed ampliata in epoca imperiale, oggi inserita nel patrimonio mondiale Unesco, è una sontuosa villa con piscina, statue, affreschi e terrazze che rivela alcuni aspetti non presenti in altri scavi .
E' considerata la residenza di piacere di Poppea Sabina, celebre seconda moglie dell’imperatore romano Nerone, che secondo alcune fonti sarebbe poi morta proprio lì nella Villa.
L'attribuzione alla seconda moglie di Nerone si basa su un'iscrizione trovata su un'anfora.
Si sa che Poppea era amante del lusso sfrenato e della bellezza e che non si preoccupava degli eccessi.
Inoltre aveva l'ossessione per la cura del suo corpo ed amava fare il bagno nel latte di asina, ideale per idratare e purificare la pelle.
Nella zona est della villa è stato rinvenuto un piccolo complesso termale con un giardino ed affrescato con scene di Ercole nel giardino delle Esperidi.
La grande piscina
Un unicum è la stupefacente grandezza della piscina, paragonabile a quella delle moderne piscine olimpioniche.
L'Oecus, sala per banchetti, è uno degli ambienti più maestosi ed eleganti della Villa, decorato da affreschi e con una splendida vista sul mare (all'epoca visibile in quanto più vicino di quanto sia oggi).
Gli affreschi, di elegante esecuzione e con sobri colori consentono anche l'illusione di un allargamento delle reali dimensioni della stanza.
Non mancavano però zone, che possiamo definire di servizio in quanto destinate alla pigiatura dell'uva ed alla produzione del vino,
ma anche ambienti più semplici in quanto destinati alla residenza della servitù.
Di recente gli scavi hanno portato alla luce anche l'affresco di una pavonessa e parti di maschere teatrali legate alla commedia atellana.
Tony Kospan