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رسائل 1 من 1110 في الفقرة |
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Un brano di Raoul Follereau definito l'Apostolo dei lebbrosi:
Che strano traffico con il buon Dio! Signore, dammi questo! Signore, concedimi questo! Signore, guariscimi!
Come se Dio non conoscesse, molto più di noi, quello che ci abbisogna.
Un piccino suggerisce forse alla mamma: "Preparami quella pappa" ?
Un malato al suo dottore: "Mi prescriva quella medicina" ?
Chi può assicurarci se quel che ci manca non sia peggiore di quel che abbiamo ?
Allora, tentiamo soltanto questa preghiera:
"Signore, non cessare di amarci, mai"
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رسائل 901 من 1110 في الفقرة |
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Martedì 5
Giugno 2012
Martedì della IX settimana delle ferie del Tempo Ordinario
Meditazione del giorno
Guglielmo di Saint-Thierry (circa 1085-1148), monaco benedettino poi cistercense
Orazioni meditative, 1, 1-5; SC 324
«E Dio disse: 'Facciamo l'uomo a nostra immagine, a nostra somiglianza'» (Gn 1,26)
«O profondità della ricchezza, della sapienza e della scienza di
Dio! Quanto sono imperscrutabili i suoi giudizi e inaccessibili le sue
vie! Infatti, chi mai ha potuto conoscere il pensiero del Signore? O
chi mai è stato suo consigliere?» Tu hai compassione, Signore, di chi
vuoi; hai pietà di chi vuoi. Non dipende dunque dalla volontà o dagli
sforzi dell'uomo, ma da te, nostro Dio, che usi misericordia (Rom 11,33
s; 9,15 s).
Ecco che il vaso di porcellana sfugge dalla mano di colui che
l'ha impastato...; sfugge dalla mano che lo tiene e lo porta. Se gli
succedesse di cadere dalla tua mano, sarebbe un disastro, perché si
romperebbe... in mille pezzi, si ridurrebbe a nulla. Egli lo sa, e per
tua grazia non cade. Abbi pietà, Signore, abbi pietà: tu ci hai
modellati, e noi siamo argilla (Ger 18,6; Gen 2,7). Fin qui... restiamo
fermi, fin qui la mano della tua forza ci porta; siamo sospesi alle tue
tre dita, la fede, la speranza e la carità, con le quali sostieni la
massa della terra, la solidità della tua santa Chiesa. Abbi compassione,
sostienici; la tua mano non ci lasci cadere. Raffinaci al fuoco dello
Spirito Santo il cuore e la mente (Sal 26,2); consolida ciò che in noi
hai modellato, affinché non ci disgreghiamo e non ci riduciamo
all'argilla che eravamo o al nulla.
Per te, da te, siamo stati creati, e verso te ci rivolgiamo. Tu
ci hai modellati e formati, lo riconosciamo; adoriamo e invochiamo la
tua sapienza nel decidere, la tua bontà e la tua misericordia nel
conservare. Compi l'opera che hai cominciato in noi; porta a pienezza in
noi quell'immagine e somiglianza secondo la quale ci hai creati.
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رسائل 902 من 1110 في الفقرة |
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Mercoledì 6
Giugno 2012
Mercoledì della IX settimana delle ferie del Tempo Ordinario
Meditazione del giorno
Cardinale Joseph Ratzinger [Papa Benedetto XVI]
Mitarbeiter der Wahrheit (Vivere la fede)
« Aspetto la risurrezione dei morti e la vita del mondo che verrà » (Credo)
Il cristianesimo non promette la semplice salvezza dell'anima, in un
aldilà qualsiasi in cui tutti i valori e le cose preziose di questo
mondo scomparirebbero come se si trattasse di una scena costruita un
tempo e ormai destinata a scomparire. Il cristianesimo promette
l'eternità di ciò che si è realizzato in questa terra.
Dio
conosce e ama nella sua totalità l'uomo che siamo fin d'ora. è dunque
immortale ciò che cresce e si sviluppa nella nostra vita di ora. Nel
nostro corpo noi soffriamo e amiamo, speriamo, proviamo gioia e
tristezza, e progrediamo attraverso il tempo. Quanto cresce nella nostra
vita di oggi, è imperituro. è dunque imperituro ciò che siamo divenuti
nel nostro corpo, ciò che è cresciuto e maturato nel cuore della nostra
vita, relativamente alle cose di questo mondo. Proprio la "totalità
dell'uomo" tale e quale si è collocato in questo mondo, tale e quale vi
ha vissuto e sofferto, sarà un giorno portata nell'eternità di Dio e
participerà, in Dio stesso, all'eternità. Proprio questo deve colmarci
di una gioia profonda.
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رسائل 903 من 1110 في الفقرة |
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Giovedì 7
Giugno 2012
Giovedì della IX settimana delle ferie del Tempo Ordinario
Meditazione del giorno
San Francesco d'Assisi (1182-1226), fondatore dei Fratelli minori
Prima regola, 23 (Regola non bollata, Monastero virtuale)
«Amerai il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore»
Tutti amiamo con tutto il cuore, con tutta l'anima, con tutta la
mente, con tutta la capacità e la fortezza, con tutta l'intelligenza,
con tutte le forze , con tutto lo slancio, tutto l'affetto, tutti i
sentimenti più profondi, tutti i desideri e la volontà il Signore Iddio,
il quale a tutti noi ha dato e dà tutto il corpo, tutta l'anima e tutta
la vita; che ci ha creati, redenti, e ci salverà per sua sola
misericordia; Lui che ogni bene fece e fa a noi miserevoli e miseri,
putridi e fetidi, ingrati e cattivi.
Nient'altro dunque
dobbiamo desiderare, niente altro volere, nient'altro ci piaccia e
diletti, se non il Creatore e Redentore e Salvatore nostro, solo vero
Dio, il quale è il bene pieno, ogni bene, tutto il bene, vero e sommo
bene, che solo è buono, pio, mite, soave e dolce, che solo è santo,
giusto, vero, santo e retto, che solo è benigno, innocente, puro...
Niente
dunque ci ostacoli, niente ci separi, niente si frapponga. E ovunque,
noi tutti, in ogni luogo, in ogni ora e in ogni tempo, ogni giorno e
ininterrottamente crediamo veramente e umilmente e teniamo nel cuore e
amiamo, onoriamo adoriamo, serviamo, lodiamo e benediciamo,
glorifichiamo ed esaltiamo, magnifichiamo e rendiamo grazie
all'altissimo e sommo eterno Dio, Trinità e Unità, Padre e Figlio e
Spirito Santo, Creatore di tutte le cose e Salvatore di tutti coloro che
credono e sperano in lui, e amano lui che è senza inizio e senza fine,
immutabile, invisibile, ineffabile, ..., benedetto, degno di lode,
glorioso, esaltato, ..., soave, amabile, dilettevole e sopra tutte le
cose desiderabile nei secoli dei secoli. Amen.
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رسائل 904 من 1110 في الفقرة |
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Venerdì 8
Giugno 2012
Venerdì della IX settimana delle ferie del Tempo Ordinario
Meditazione del giorno
Santa Gertrude di Helfta (1256-1301), monaca cistercense
Esercizi, 3 ; SC 129
«Davide stesso lo chiama Signore»
Chi è simile a te, mio Signore Gesù Cristo, mio dolce amore,
eccelso ed infinito, e che ti chini a guardare le cose più umili? Chi è
come te fra i potenti, che scegli nel mondo ciò che è debole? Chi è come
te, che hai fondato cielo e terra..., e che vuoi riporre le tue delizie
fra i figli degli uomini? Quanto sei grande, o Re dei re e Signore dei
signori? Tu che comandi agli astri e rivolgi verso l'uomo il tuo cuore?
Chi sei tu, nella cui destra sono ricchezza e onore?... O amore, fin
dove abbassi la tua maestà? O amore, dove conduci la fonte della
sapienza? Di certo fino all'abisso della miseria....
«Venite, venite, venite»: vengo, vengo, vengo a te, Gesù che ami
infinitamente, che ho amato, cercato, desiderato. Grazie alla tua
dolcezza, alla tua pietà e alla tua carità, amandoti con tutto il cuore,
l'anima, le forze, seguo te che mi chiami.
(Riferimenti biblici: Sal 113,5-6; Es 15,11; 1Cor 1,27; Pr 8,31; 1Tim 6,15 ; Gb 7,17; Pr 3,16; 18,4 ; Lc 10,27)
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رسائل 905 من 1110 في الفقرة |
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Sabato 9
Giugno 2012
Sabato della IX settimana delle ferie del Tempo Ordinario
Meditazione del giorno
Papa Benedetto XVI
Messaggio per la Quaresima 2008 (Libreria Editrice Vaticana)
«Ella ha messo tutto quello che aveva, tutto quanto aveva per vivere»
E' quanto mai significativo l'episodio evangelico della vedova
che, nella sua miseria, getta nel tesoro del tempio «tutto quanto aveva
per vivere» (Mc 12,44). La sua piccola e insignificante moneta diviene
un simbolo eloquente: questa vedova dona a Dio non del suo superfluo,
non tanto ciò che ha, ma quello che è. Tutta se stessa.
Questo
episodio commovente si trova inserito nella descrizione dei giorni che
precedono immediatamente la passione e morte di Gesù, il quale, come
nota san Paolo, si è fatto povero per arricchirci della sua povertà (cfr
2 Cor 8,9); ha dato tutto se stesso per noi. ... Alla sua scuola
possiamo imparare a fare della nostra vita un dono totale; imitandolo
riusciamo a renderci disponibili, non tanto a dare qualcosa di ciò che
possediamo, bensì noi stessi. L'intero Vangelo non si riassume forse
nell'unico comandamento della carità? La pratica ... dell'elemosina
diviene pertanto un mezzo per approfondire la nostra vocazione
cristiana. Quando gratuitamente offre se stesso, il cristiano testimonia
che non è la ricchezza materiale a dettare le leggi dell'esistenza, ma
l'amore. Ciò che dà valore all'elemosina è dunque l'amore, che ispira
forme diverse di dono, secondo le possibilità e le condizioni di
ciascuno.
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رسائل 906 من 1110 في الفقرة |
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Domenica
10 Giugno 2012
Santissimo Corpo e Sangue di Cristo, solennità
Meditazione del giorno
San Giovanni Crisostomo (c. 345-407), sacerdote ad Antiochia poi vescovo di Costantinopoli, dottore della Chiesa
24ma Omelia sulla prima lettera ai Corinti, 2 ; PG 61,199
«Questo è il mio sangue ... versato per molti»
Chi ama in questo mondo testimonia la sua generosità dando
denaro, vestiti, i regali più diversi; ma nessuno dà il suo sangue.
Cristo, lui, lo dà; prova in questo modo la tenerezza e l'ardore con cui
ci ama. Sotto la Legge antica... Dio accettava di ricevere il sangue
dei sacrifici, ma era per impedire al popolo di offrirlo agli idoli, ed
era già prova di grandissimo amore. Ma Cristo ha cambiato questo
rito...; la vittima non è più la stessa: è lui stesso che si offre in
sacrificio.
«Il pane che noi spezziamo, non è forse
comunione con il corpo di Cristo?» (1Cor 10,16)... Cos'è questo pane? Il
corpo di Cristo. Che cosa diventano coloro che si comunicano con lui?
Il corpo di Cristo: non molti corpi, ma un corpo solo. Come il pane,
composto di tanti semi di grano, è un solo pane dove i semi scompaiono, e
come i semi vi restano ma è impossibile distinguerli nella massa
compatta, così noi tutti, insieme e con Cristo, diventiamo una sola
realtà... Ora, se partecipiamo tutti allo stesso pane, e se tutti siamo
uniti allo stesso Cristo, perché non mostriamo lo stesso unico amore?
Perché non diventiamo una sola cosa anche in quello?
E'
ciò che si vedeva all'inizio: «La moltitudine di coloro che erano venuti
alla fede aveva un cuore solo e un'anima sola» (At 4,32)... Cristo è
venuto a cercarti, tu che eri così lontano da lui, per unirsi a te; e
tu, non vuoi essere uno con tuo fratello? ... Ti dividi con violenza da
lui, dopo aver avuto dal Signore una così grande prova d'amore e la
vita! Infatti, egli non ha dato soltanto il suo corpo, ma, siccome la
nostra carne, presa dalla terra, aveva perduto la vita ed era morta a
causa del peccato, egli vi ha introdotto per così dire un'altra
sostanza, come un fermento: è la sua carne, la sua carne della stessa
natura nostra ma esente dal peccato e piena di vita. E ce l'ha data
affinché, nutriti al banchetto di questa nuova carne ..., potessimo
entrare nella vita immortale.
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رسائل 907 من 1110 في الفقرة |
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Lunedì 11
Giugno 2012
San Barnaba apostolo - Memoria
Meditazione del giorno
Concilio Vaticano II
Costituzione dogmatica sulla Chiesa « Lumen Gentium », 3-5
« Predicate che il Regno dei cieli è vicino »
Cristo, per adempiere la volontà del Padre, ha inaugurato in
terra il regno dei cieli e ci ha rivelato il mistero di lui, e con la
sua obbedienza ha operato la redenzione. La Chiesa, ossia il regno di
Cristo già presente in mistero, per la potenza di Dio cresce
visibilmente nel mondo. Questo inizio e questa crescita sono significati
dal sangue e dall'acqua, che uscirono dal costato aperto di Gesù
crocifisso, e sono preannunziati dalle parole del Signore circa la sua
morte in croce: « Ed io, quando sarò levato in alto da terra, tutti
attirerò a me »...
Il mistero della santa Chiesa si
manifesta nella sua stessa fondazione. Il Signore Gesù, infatti, diede
inizio ad essa predicando la buona novella, cioè l'avvento del regno di
Dio da secoli promesso nella Scrittura: « Poiché il tempo è compiuto, e
vicino è il Regno di Dio ». Questo Regno si manifesta chiaramente agli
uomini nelle parole, nelle opere e nella presenza di Cristo. La parola
del Signore è paragonata appunto al seme che viene seminato nel campo :
quelli che lo ascoltano con fede e appartengono al piccolo gregge di
Cristo, hanno accolto il Regno stesso di Dio; poi il seme per virtù
propria germoglia e cresce fino al tempo del raccolto. Anche i miracoli
di Gesù provano che il Regno è arrivato sulla terra: « Se con il dito di
Dio io scaccio i demoni, allora è già pervenuto tra voi il Regno di Dio
». Ma innanzi tutto il Regno si manifesta nella stessa persona di
Cristo, figlio di Dio e figlio dell'uomo, il quale è venuto « a servire,
e a dare la sua vita in riscatto per i molti ».
Quando
poi Gesù, dopo aver sofferto la morte in croce per gli uomini, risorse,
apparve quale Signore e messia e sacerdote in eterno, ed effuse sui suoi
discepoli lo Spirito promesso dal Padre. La Chiesa perciò, fornita dei
doni del suo fondatore e osservando fedelmente i suoi precetti di
carità, umiltà e abnegazione, riceve la missione di annunziare e
instaurare in tutte le genti il Regno di Cristo e di Dio, e di questo
Regno costituisce in terra il germe e l'inizio. Intanto, mentre va
lentamente crescendo, anela al Regno perfetto e con tutte le sue forze
spera e brama di unirsi col suo Re nella gloria.
(Riferimenti
biblici: Gv 19,34 ; Gv 12,32 ; Mc 1,15 ; Mt 4,17 ; Mc 4,14 ; Lc 12,32 ;
Mc 4,26-29 ; Lc 11,20 ; Mc 10,45 ; At 2,36 ; Eb 5,6 ; At 2,33)
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رسائل 908 من 1110 في الفقرة |
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Martedì 12
Giugno 2012
L'UMILE SOTTOMISSIONE Non
fare gran conto di chi ti sia favorevole o contrario; piuttosto
preoccupati assai che, in ogni cosa che tu faccia, Dio sia con te. Abbi
retta coscienza; Dio sicuramente ti difenderà. Non ci sarà cattiveria
che possa nuocere a colui che Dio vorrà aiutare. Se tu saprai tacere e
sopportare, constaterai senza dubbio l'aiuto del Signore. E' lui che
conosce il tempo e il modo di sollevarti; a lui perciò devi rimetterti: a
lui che può soccorrerci e liberarci da ogni smarrimento.
Perché ci possiamo mantenere in una più grande umiltà, è sovente assai
utile che altri conosca i nostri difetti, e che ce li rimproveri. Quando
uno si umilia per i propri difetti facilmente fa tacere gli altri, e
acquieta senza difficoltà coloro che si sono adirati contro di lui.
All'umile Dio dona protezione ed aiuto; all'umile Dio dona il suo amore
e il suo conforto; verso l'umile Dio si china; all'umile largisce tanta
grazia, innalzandolo alla gloria, perché si è fatto piccolo; all'umile
Dio rivela i suoi segreti, invitandolo e traendolo a sé con dolcezza.
Così colui che umilmente ammette la propria colpa si sente pienamente in
pace, avendo egli la sua dimora in Dio, e non nel mondo. Non credere di aver fatto alcun progresso spirituale, se non ti senti inferiore ad ogni altro.
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رسائل 909 من 1110 في الفقرة |
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Martedì 12 Giugno 2012
Martedì della X settimana delle ferie del Tempo Ordinario
Meditazione del giorno
Discorso attribuito a San Massimo di Torino ( ? - circa 420), vescovo
“Voi siete il sale della terra. Voi siete la luce del mondo”
Il Signore ha detto agli apostoli: “Voi siete la luce del
mondo”. Come sono vere le similitudini che il Signore usa per definire i
nostri padri nella fede! Li chiama “sale”, poiché ci insegnano la
sapienza di Dio, e “luce”, poiché tolgono dai nostri cuori l'accecamento
e le tenebre della nostra incredulità. E' dunque a giusto titolo che
gli apostoli ricevono il nome di luce: essi annunciano nell'oscurità del
mondo la chiarezza del cielo e lo splendore dell'eternità. Non è
diventato Pietro una luce per il mondo intero e per tutti i fedeli,
quando ha detto al Signore: “Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio
vivente” (Mt 16,16)? Quale illuminazione più grande avrebbe potuto
ricevere il genere umano, che quella di sapere attraverso Pietro che il
Figlio del Dio vivente era il creatore della sua luce?
E
san Paolo non è una luce meno grande per il mondo: quando tutta la terra
era accecata dalle tenebre della malvagità, egli è salito fino al cielo
(2Cor 12,2) e, al suo ritorno, ha rivelato i misteri dello splendore
eterno. Per questo non ha potuto né nascondersi, come la città sul
monte, né lasciarsi mettere sotto il lucernaio, poiché Cristo, con la
luce della sua maestà, l'aveva acceso come lampada eccezionale, riempita
dell'olio dello Spirito Santo. Ecco perché, miei amati, se ci sta a
cuore ricercare il sapore della sapienza di Dio, rinunciando alle
illusioni del mondo, gustiamo il sale degli apostoli.
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رسائل 910 من 1110 في الفقرة |
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Mercoledì 13
Giugno 2012
Mercoledì della X settimana delle ferie del Tempo Ordinario
Meditazione del giorno
Beato Giovanni Paolo II (1920-2005), papa
Discorso alla sinagoga di Roma 13.04.1986 (Libreria Editrice Vaticana)
“Non son venuto per abolire, ma per dare compimento”
L'odierna visita vuole recare un deciso contributo al
consolidamento dei buoni rapporti tra le nostre due comunità... Tra le
molte ricchezze di questo numero 4 della Nostra Aetate, ... il primo è
che la Chiesa di Cristo scopre il suo “legame” con l'Ebraismo “scrutando
il suo proprio mistero”. La religione ebraica non ci è “estrinseca”, ma
in un certo qual modo, è “intrinseca” alla nostra religione. Abbiamo
quindi verso di essa dei rapporti che non abbiamo con nessun'altra
religione. Siete i nostri fratelli prediletti e, in un certo modo, si
potrebbe dire i nostri fratelli maggiori. ...
La strada intrapresa è ancora agli inizi, e quindi ci vorrà
ancora parecchio, ... per sopprimere ogni forma seppur subdola di
pregiudizio, ... e quindi per presentare ... il vero volto degli ebrei e
dell'Ebraismo, come anche dei cristiani e del Cristianesimo... A
nessuno sfugge che la divergenza fondamentale fin dalle origini è
l'adesione di noi cristiani alla persona e all'insegnamento di Gesù di
Nazaret, figlio del vostro popolo, dal quale sono nati anche Maria
Vergine, gli apostoli, “fondamento e colonne della Chiesa”, e la
maggioranza dei membri della prima comunità cristiana. ... Occorre dire,
poi, che le vie aperte alla nostra collaborazione, alla luce della
comune eredità tratta dalla Legge e dai profeti, sono varie e
importanti: ... anzitutto una collaborazione in favore dell'uomo
..., della sua dignità, della sua libertà, dei suoi diritti, del suo
svilupparsi in una società ... dove regni la giustizia e dove... sia la
pace a imperare, lo “shalom” auspicato dai legislatori, dai profeti e
dai saggi d'Israele. ...
Che da questa mia visita e da questa nostra raggiunta concordia e
serenità sgorghi, come il fiume che Ezechiele vide sgorgare dalla porta
orientale del Tempio di Gerusalemme (cf. Ez 47, 1 ss.), una sorgente
fresca e benefica che aiuti a sanare le piaghe di cui Roma soffre. Nel
far ciò, mi permetto di dire, saremo fedeli ai nostri rispettivi impegni
più sacri, ma anche a quel che più profondamente ci unisce e ci raduna:
la fede in un solo Dio che “ama gli stranieri” e “rende giustizia
all'orfano e alla vedova” (cf. Dt 10, 18), impegnando anche noi ad
amarli e a soccorrerli (cf. Lv 19, 18. 34). I cristiani hanno imparato
questa volontà del Signore dalla Torah, che voi qui venerate, e da Gesù
che ha portato fino alle estreme conseguenze l'amore domandato dalla
Torah.
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رسائل 911 من 1110 في الفقرة |
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Giovedì 14
Giugno 2012
Giovedì della X settimana delle ferie del Tempo Ordinario
Meditazione del giorno
San Francesco d'Assisi (1182-1226), fondatore dei Fratelli minori
Prima regola, 11(Regola non bollata, Monastero virtuale)
“Non amiamo a parole né con la lingua, ma coi fatti e nella verità”
Tutti i frati si guardino dal calunniare alcuno, e evitino le
dispute di parole. Anzi cerchino di conservare il silenzio, se Dio darà
loro questa grazia. E non litighino tra loro, né con gli altri, ma
procurino di rispondere con umiltà, dicendo: “Sono servo inutile” (Cfr.
Lc 17,10). Non si adirino, “perché chiunque si adira col suo fratello,
sarà condannato al giudizio; chi avrà detto al suo fratello "raca", sarà
condannato nel Sinedrio; chi gli avrà detto "pazzo", sarà condannato al
fuoco della Geenna”. Si amino scambievolmente, come dice il Signore:
"Questo è il mio comandamento: che vi amiate scambievolmente come io ho
amato voi" (Gv 15,12). Mostrino con le opere l'amore che hanno fra di
loro, come dice l'apostolo Giovanni: "Non amiamo a parola né con la
lingua, ma con le opere e in verità" (1Gv 3,18).
“Non
oltraggino nessuno”; non mormorino, non calunnino gli altri, poiché è
scritto: "i sussurroni e i detrattori sono in odio a Dio". Siano
modesti, “mostrando ogni mansuetudine verso tutti gli uomini” (Tt 3,2;
Rm 1,29 -30). Non giudichino, non condannino, come dice il Signore (Lc
6,37). Non guardino ai più piccoli peccati degli altri, ma pensino
piuttosto ai loro nell'amarezza della loro anima (Cfr. Is 38,15). Si
sforzino di entrare per la porta stretta, poiché dice il Signore:
"Angusta è la porta e stretta la via che conduce alla vita; e sono pochi
quelli che la trovano" (Lc 13,24; Mt 7, 13-14).
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رسائل 912 من 1110 في الفقرة |
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Venerdì 15
Giugno 2012
Sacratissimo Cuore di Gesù B, solennita
Meditazione del giorno
San Colombano (563-615), monaco, fondatore di monasteri
Istruzioni spirituali, n° 13, 2-3
“Uno dei soldati gli colpì il fianco ... e subito ne uscì sangue e acqua”
Fratelli, seguiamo la nostra chiamata: siamo chiamati dalla Vita
alla fonte della vita; questa fonte non è solo fonte “dell'acqua viva”
(Gv 4,10), ma della vita eterna, fonte di luce e di chiarezza. Ogni cosa
infatti viene da lei: sapienza, vita e luce eterna... Signore, sei tu
stesso questa fonte che c'è sempre ed è sempre da desiderare, e alla
quale ci è sempre permesso e sempre necessario attingere. “Signore Gesù,
dacci sempre quest'acqua”, perché essa diventi anche in noi fonte di
acqua che “zampilla per la vita eterna” (Gv 4,15.14). E' vero: ti chiedo
molto, chi potrebbe negarlo? Ma tu, Re di gloria, sai dare cose grandi,
e le hai promesse. Nulla più grande che te, ed è te stesso che ci dai,
tu che ti sei offerto per noi.
Per questo è te che
chiediamo..., poiché non desideriamo ricevere altro che te. Sei il
nostro tutto: la nostra vita, luce e salvezza, cibo e bevanda, il nostro
Dio. Illumina i nostri cuori, ti prego, nostro Gesù; col soffio del tuo
Spirito, 'ferisci' le anime col tuo amore, così che ciascuno possa dire
in verità: “Avete visto l'amato del mio cuore?” (Ct 3,3), poiché sono
stato ferito dal tuo amore.
Spero di avere queste
'ferite', Signore. Felice l'anima che l'amore 'ferisce' in modo che
cerca la fonte, beve e non smette di avere ancora sete, pur
dissetandosi, né di continuare ad attingere per il desiderio, né di
continuare a bere nella sua sete. E' così che, amando, sempre cerca,
poiché trova guarigione alla sua ferita.
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رسائل 913 من 1110 في الفقرة |
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Sabato 16
Giugno 2012
Cuore Immacolato della Beata vergine Maria, memoria
Meditazione del giorno
San Giovanni Eudes (1601-1680), sacerdote, predicatore, fondatore di istituti religiosi
L'ammirabile cuore di Gesù, libro 9 ; cap. 4
“Sua madre serbava tutte queste cose nel suo cuore”
Tra le feste della Vergine Maria, quella del suo cuore è come il
cuore e la regina delle altre, perché il cuore è la sede dell'amore e
della carità. Quale il soggetto di questa solennità? Il cuore della
Figlia unica e prediletta dell'eterno Padre; il cuore della Madre di
Dio; il cuore della Sposa dello Spirito Santo; il cuore della Madre più
buona di tutti i fedeli. E' un cuore totalmente ardente d'amore per Dio,
e totalmente infiammato di carità per noi.
E' tutto
amore per Dio, poiché non ha mai amato niente altro che Dio solo, e ciò
che Dio voleva che amasse in lui e per lui. E' tutto amore, perché la
beata Vergine ha sempre amato Dio con tutto il cuore, l'anima e le forze
(Mc 12,30). E' tutto amore perché non solo ha sempre voluto ciò che Dio
voleva e non ha mai voluto nulla che Egli non volesse, ma anche perché
ha sempre riposto la sua gioia nell'amatissima volontà di Dio.
E'
tutto amore per noi. Ella ci ama con lo stesso amore con cui ama Dio,
poiché è Dio che vede e ama in noi. E ci ama con lo stesso amore con cui
ama l'Uomo Dio, suo Figlio Gesù. Poiché ella sa che è nostro capo,
nostra testa, che noi siamo sue membra (Col 2,19) e di conseguenza siamo
uno con lui.
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رسائل 914 من 1110 في الفقرة |
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Domenica
17 Giugno 2012
XI Domenica del Tempo Ordinario - Anno B
Meditazione del giorno
San Pietro Crisologo (circa 406-450), vescovo di Ravenna, dottore della Chiesa
Omelia 98 ; CCL 24A, 602
“Ma appena seminato cresce e diviene più grande di tutti gli ortaggi”
Fratelli, avete imparato come il Regno dei cieli, in tutta la
sua grandezza, è paragonato ad un granello di senape... E' questo ciò
che sperano i credenti? E' questo ciò che i fedeli attendono? ... E'
questo “ciò che occhio non vide, orecchio udì, ciò che non è mai entrato
nel cuore dell'uomo”? E' questo ciò che l'apostolo Paolo promette e che
è tenuto in serbo nel mistero ineffabile della salvezza, per quelli che
lo amano? (1Cor 2,9) Non lasciamoci sconcertare dalle parole del
Signore. Se, infatti, “la stoltezza di Dio è più sapiente degli uomini, e
la debolezza di Dio è più forte degli uomini” (1Cor 1,25), questa cosa
così piccola, che è il bene di Dio, è più splendida di tutta l'immensità
del mondo.
Potessimo solo seminare nel nostro cuore
questo granello di senape, in modo che diventi il grande albero della
conoscenza (Gen 2,9), si innalzi in tutta la sua altezza per elevare il
nostro pensiero fino al cielo, e spieghi tutti i rami
dell'intelligenza...
Cristo è il Regno. Come un granello
di senape, è stato gettato in un giardino, il corpo della Vergine. E'
cresciuto ed è diventato l'albero della croce che copre la terra intera.
Dopo essere stato macinato dalla Passione, il suo frutto ha prodotto
abbastanza sapore da dare buon gusto ed aroma a tutti gli esseri viventi
che lo toccano. Poiché, finché il granello di senape resta intatto, le
sue virtù restano nascoste, ma esse dispiegano tutta la loro potenza
quando il granello viene macinato. Così Cristo ha voluto che il suo
corpo fosse macinato perché la sua forza non restasse nascosta... Cristo
è re, poiché è il principio di ogni autorità. Cristo è il Regno, poiché
in lui si trova tutta la gloria del suo regno.
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Lunedì 18
Giugno 2012
Lunedì della XI settimana delle ferie del Tempo Ordinario
Meditazione del giorno
San Cipriano (circa 200-258), vescovo di Cartagine e martire
Il bene della pazienza, 15 ; SC 291
« Io vi dico di non opporvi al malvagio »
« Sopportatevi a vicenda con amore, cercando di conservare
l'unità dello spirito per mezzo del vincolo della pace » (Ef 4, 2-3).
Non si può conservare né l'unità né la pace se i fratelli non si
sostengono vicendevolmente con la mutua sopportazione e non serbano il
vincolo della concordia con l'aiuto della pazienza...
Perdonare a tuo fratello che commette colpe verso di te non solo
settanta volte sette, ma assolutamente tutte le sue colpe, amare il
nemico, pregare per i tuoi nemici e i tuoi persecutori (Mt 5,39.44;
18,22). Come riuscire ad adempiere tutto ciò senza essere fermi nella
pazienza e tolleranti ? Questo ha fatto santo Stefano quando, lungi dal
gridare vendetta, ha chiesto grazia per i suoi carnefici dicendo : «
Signore, non imputar loro questo peccato » (Ac 7,60). Così si è
comportato il primo martire di Cristo..., che si è fatto non soltanto
predicatore della Passione del Signore, ma anche imitatore della sua
estrema mitezza.
Cosa dire dell'ira, della discordia, dell'ipocrisia ? Non hanno
posto in un cristiano. Nel cuore deve essere la pazienza ; quindi non vi
si può trovare nessuno di questi vizi. L'apostolo Paolo ci avverte : «
Non vogliate rattristare lo Spirito Santo di Dio... ; scompaia da voi
ogni asprezza, ira e maldicenza » (Ef 4,30-31). Se il cristiano sfuggirà
agli smarrimenti e agli attacchi della nostra natura decaduta, come ad
un mare in tempesta, stabilirà se stesso nella pace, nel porto di
Cristo, non ammetterà nel suo cuore né ira né discordia ; non gli è
permesso di rendere il male ricevuto(Rom 12,17), né di concepire l'odio.
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