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رسائل 1 من 1110 في الفقرة |
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Un brano di Raoul Follereau definito l'Apostolo dei lebbrosi:
Che strano traffico con il buon Dio! Signore, dammi questo! Signore, concedimi questo! Signore, guariscimi!
Come se Dio non conoscesse, molto più di noi, quello che ci abbisogna.
Un piccino suggerisce forse alla mamma: "Preparami quella pappa" ?
Un malato al suo dottore: "Mi prescriva quella medicina" ?
Chi può assicurarci se quel che ci manca non sia peggiore di quel che abbiamo ?
Allora, tentiamo soltanto questa preghiera:
"Signore, non cessare di amarci, mai"
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رسائل 856 من 1110 في الفقرة |
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III Domenica di Pasqua - Anno BMeditazione del giornoSant'Agostino (354-430), vescovo d'Ippona (Nord Africa) e dottore della Chiesa Discorso 238 (Nuova Biblioteca Agostiniana- riv.)
«Perché sorgono dubbi nel vostro cuore?»
Questo passaggio del Vangelo ... ci mostra veramente chi è Cristo e veramente chi è la Chiesa ..., affinché capiamo bene quale Sposa questo divino Sposo ha scelto e chi è lo Sposo di questa santa Sposa... In questa pagina si può leggere il loro atto di matrimonio...
Tu hai appreso che Cristo è il Verbo, la Parola di Dio, unito ad un'anima umana e ad un corpo umano. ... I discepoli hanno creduto di vedere uno spirito; non pensavano che il Signore avesse un corpo vero e proprio. Ma poiché il Signore sapeva il pericolo di certe idee, si affretta a sradicarle dal loro cuore...: «Perché questi pensieri si levano nel vostro cuore? Osservate le mie mani e i miei piedi: toccatemi e persuadetevi che uno spirito non ha né carne né ossa come vedete che io ho». E tu, a tali pensieri folli, opponi fermamente la regola di fede che hai ricevuto .... Cristo è veramente il Verbo, l'Unigenito uguale al Padre, unito ad una vera anima umana e ad una vera carne esente da peccato. E' questo corpo che morì e risorse, che fu sospeso alla croce, giacque nel sepolcro e ora siede nel cielo. Cristo Signore voleva persuadere i suoi discepoli che quello che essi vedevano erano veramente ossa e carne... E perché, poi, Cristo ha voluto suscitare in me una tale convinzione? Perché egli sapeva quanto mi arreca vantaggio se lo credo e quanto mi reca danno se non lo credo. Credete dunque così! Egli è lo Sposo.
Ma ascoltiamo anche quel che ci viene detto della Sposa... «Bisognava che Cristo patisse e il terzo giorno risuscitasse dai morti. E che nel suo nome fossero predicati la conversione e il perdono dei peccati. A tutte le genti, cominciando da Gerusalemme». Ecco la Sposa... : la Chiesa è diffusa per l'universo intero, tutte le nazioni rientrano nell'ambito della Chiesa. ...Gli Apostoli vedevano Cristo e credevano nella Chiesa, che non vedevano. Noi vediamo la Chiesa e crediamo in Cristo, che non vediamo, e aderendo saldamente a ciò che vediamo, giungeremo a vedere colui che ancora non vediamo. |
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رسائل 857 من 1110 في الفقرة |
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Lunedì della III settimana di PasquaMeditazione del giornoSanta Faustina Kowalska (1905-1938), religiosa Diario, Quaderno 5, § 1323 (gesu.altervista.org - riv.)
"Questa è l'opera di Dio: credere in colui che egli ha mandato"
Mi inchino davanti a te, Pane degli angeli (Sal 78,25), con profonda fede, speranza, amore, e dal più profondo dell'anima, ti adoro benché io sia nulla.
Mi inchino davanti a te, Dio nascosto, e ti amo con tutto il cuore. Non mi sono di ostacolo i veli del mistero; ti amo come gli eletti in cielo.
Mi inchino davanti a te, Agnello di Dio, che cancelli le colpe della mia anima, che accolgo ogni mattina nel mio cuore, e mi sei guida per la salvezza. |
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رسائل 858 من 1110 في الفقرة |
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Martedì della III settimana di PasquaMeditazione del giornoSan Nerses Snorhali - (1102-1173), patriarca armeno Gesù, Figlio unigenito del Padre, § 150-161; SC 203
«Il Padre mio vi dà il pane dal cielo, quello vero»
Per gli Ebrei, hai diviso in due il mare, cosa ben visibile (Es 14); e per me,lo spessore delle tenebre. Allora hai sommerso il Faraone; ed ora, il Principe di questo mondo, autore della morte (Gv 12,31; 8,44).
Per loro, sei stato una nube che protegge di giorno e di notte, una colonna di fuoco (Es 13,21). Per me, la luce è la conoscenza di tuo Figlio, il Verbo, e la mia protezione, è lo Spirito Santo.
Allora, hai donato la manna deperibile, e coloro che l'hanno mangiata sono morti; ora, è il tuo corpo celeste che dona la vita a coloro che lo mangiano.
Loro hanno bevuto l'acqua scaturita dalla roccia (Es 17), ed io ho bevuto il sangue del tuo costato, tu mia Roccia (Gv 16,34; Sal 18,3). Loro hanno visto appeso il serpente di bronzo (Nm 21,9), io ti ho visto sulla croce, tu che sei la vita.
Per loro, tu hai dato la Legge di Mosé, scritta su tavole di pietra; e per me, la sapienza del tuo Spirito, il tuo Vangelo divino.
Ecco perché mi sarà richiesto, quanto al bene, molto più di quanto sarà richiesto a loro ... Ma tu che sei diventato loro capro espiatorio, o mio Signore, pieno di pietà, Figlio unigenito del Padre...
non impedirmi, come alla maggior parte tra loro, di entrare nella tua Terra Promessa, ma con i due che vi sono entrati (Dt 1,36; 31,3), introducimi nella tua patria celeste. |
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رسائل 859 من 1110 في الفقرة |
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San Marco, evangelista - FestaMeditazione del giornoBeato John Henry Newman (1801-1890), sacerdote, fondatore di una comunità religiosa, teologo PPS vol. 2, n°16
«Andate in tutto il mondo e predicate il Vangelo ad ogni creatura»
«Rinfrancate le mani cadenti e le ginocchia infiacchite» (Eb 12,12; Is 35,3)... Preso da Barnaba e Paolo per il loro primo viaggio apostolico, davanti al pericolo, Giovanni [Marco] si separò da loro e ritornò a Gerusalemme (At 13,13 ; 15,38)... Ora, in seguito, egli è stato l' aiutante di san Pietro a Roma (1Pt 5,13). E' là che ha scritto il suo vangelo, soprattutto con ciò che l'apostolo gli aveva raccontato. Infine, è stato inviato da Pietro ad Alessandria d'Egitto, dove ha fondato una Chiesa tra le più strutturate e potenti, in quei primi tempi... Colui che aveva abbandonato la causa del Vangelo di fronte ai primi pericoli si è dimostrato in seguito... un servitore molto determinato e fedele a Dio... Lo strumento di tale cambiamento sembra essere proprio san Pietro, che ha saputo rinfrancare quel discepolo timido e pavido in modo davvero ammirevole.
Ci viene dato un insegnamento attraverso questa storia: con la grazia di Dio, il più debole può diventare forte. Quindi, occorre non fidarsi di se stessi, né disprezzare mai un fratello che dà prova di debolezza, né disperare mai nei suoi confronti, ma invece aiutarlo a portare i propri pesi (Ga 6,2) e ad andare avanti... La storia di Mosè ci fornisce l'esempio di un temperamento fiero orgoglioso ed impulsivo che lo Spirito ha domato al punto da farne un uomo di una mitezza eccezionale: «molto più mansueto di ogni uomo che è sulla terra» (Nm 12,3). ... La storia di Marco offre il caso di un cambiamento ancora più raro: il passaggio dalla timidezza all'audacia. ... Ammiriamo dunque in san Marco una trasformazione più sorprendente di quella di Mosé: «Per fede ... trovarono forza dalla loro debolezza» (Eb 11,34). |
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رسائل 860 من 1110 في الفقرة |
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Giovedì della III settimana di PasquaMeditazione del giornoSanta Teresa d'Avila (1515-1582), carmelitana, dottore della Chiesa Il Cammino di perfezione, 33-34 (trad. da www.monasterovirtuale.it, riv.)
«Questo è il pane che discende dal cielo, perché chi ne mangia non muoia»
Il buon Gesù, vista la necessità del suo aiuto, ricorse a un mezzo ammirevole con il quale ci mostrò il grandissimo amore che ci portava. Ecco perché ha rivolto al Padre, a nome suo e dei suoi fratelli, questa preghiera: «Dacci oggi, Signore, il nostro pane quotidiano» (Mt 6,11). ...Ha sentito che doveva risvegliare il nostro amore mettendo il suo davanti ai nostri occhi, e non una volta sola, ma ogni giorno. Così prese la decisione di restare con noi....
Mi ha colpito come solo in questa richiesta ripeta le stesse parole, perché anzitutto prega che ci venga dato questo pane ogni giorno e torna poi a dire: «Daccelo oggi». E' come se dicesse a suo Padre che, essendo già stato consegnato alla morte per noi, ed essendo divenuto il nostro bene, Egli non ce lo levi più e lasci che ci serva sino alla fine del mondo... Con l'espressione «ogni giorno», credo abbia voluto significare che lo possediamo qui, sulla terra, e che lo possederemo anche in cielo, se sapremo trarre profitto dalla sua compagnia....Con l'espressione «oggi», mi sembra che abbia voluto indicare «per un giorno», cioè finché durerà il mondo. Poiché il mondo dura proprio solo un giorno!...
Pertanto il Figlio dice al Padre eterno: «Poiché non si tratta che di un giorno, lascia che lo passi in schiavitù». Se infatti il Padre ce lo ha dato e lo ha mandato nel mondo solo per sua volontà, il Figlio ora dice, per volontà propria, di non volerci abbandonare, ma di star qui con noi per la maggior gloria dei suoi amici e per confondere i suoi nemici. Egli ripete questa richiesta solo per oggi, perché il Padre – come ho detto – ci aveva già dato per sempre questo pane sacratissimo, questo alimento dell'umanità del Salvatore, nostro sostegno, nostra vera manna. In questo santissimo sacramento la nostra anima troverà ogni gusto e consolazione che potrà desiderare (cf Sap 16,20). E se non è per colpa nostra, non moriremo di fame. |
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رسائل 861 من 1110 في الفقرة |
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Venerdì della III settimana di PasquaMeditazione del giornoBeata Teresa di Calcutta (1910-1997), fondatrice delle Suore Missionarie della Carità Jesus, the Word to Be Spoken, 6
«Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue dimora in me e io in lui»
Con quanta tenerezza Gesù ci parla quando si offre ai suoi nella santa comunione: «La mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda. Chi mangia la mia carne e beve il mo sangue dimora in me ed io in lui». Che cosa potrebbe darmi come cibo, il mio Gesù, di più della sua carne? No, Dio non potrebbe far di più, né mostrarmi un amore più grande.
La santa comunione, come dice la parola stessa, è l'unione intima di Gesù con la nostra anima e il nostro corpo. Se vogliamo avere la vita e possederla in modo più grande ancora, dobbiamo vivere della carne di nostro Signore. I santi l'hanno così ben capito che potevano passare ore in preparazione ed ancor più in rendimento di grazie. Chi potrebbe spiegarlo? «Quale profondità di ricchezza nella sapienza e scienza di Dio! Quanto sono imperscrutabili i suoi giudizi, esclamava Paolo, e inaccessibili le sue vie, poiché chi mai ha potuto conoscere il pensiero del Signore?» (Rm 11,33-34).
Quando accogliete Cristo nel vostro cuore dopo aver condiviso il Pane Vivo, pensate a quanto la Madonna debba aver provato allorché lo Spirito Santo la coprì della sua ombra ed ella, piena di grazia, ricevette il corpo di Cristo (Lc 1,26s). Lo Spirito era così forte in lei che subito «ella si alzò in fretta» (v.39) per andare e servire. |
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رسائل 862 من 1110 في الفقرة |
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Sabato della III settimana di PasquaMeditazione del giornoSan Giovanni Crisostomo (c. 345-407), sacerdote ad Antiochia poi vescovo di Costantinopoli, dottore della Chiesa Omelia sul Vangelo di San Matteo, 82 ; PG 58, 743
«Le parole che vi ho dette sono spirito e vita»
«Prendete e mangiate, dice Gesù, questo è il mio corpo, che è per voi» (cf 1 Cor 11,24). Perché i discepoli non sono stati turbati da queste parole? Perché Cristo aveva già detto loro molte cose in proposito (Gv 6)... Fidiamoci pienamente di Dio, anche noi. Non facciamogli obiezioni, anche se ciò che dice sembra contrario ai nostri ragionamenti e a ciò che vediamo. Piuttosto, la sua parola diventi guida e maestra della nostra ragione e del nostro stesso sguardo. Assumiamo questo atteggiamento di fronte ai misteri sacri: non guardiamo solo ciò che cade sotto i sensi, ma consideriamo soprattutto le parole del Signore. La sua parola non può ingannarci, mentre i sensi facilmente ci fanno sbagliare; essa non è mai errata, mentre quelli sbagliano molto spesso. Quando il Verbo dice: «Questo è il mio corpo», fidiamoci di lui, crediamo e contempliamolo con gli occhi dello spirito. ...
Quanti oggi dicono: «Come vorrei vedere Cristo in persona, il suo volto, i suoi vestiti, le sue scarpe». Ebbene, nell'Eucaristia è lui che vedi, tocchi, lui che ricevi! Desideravi vedere i suoi vestiti; ed è lui stesso che si dona a te non solo per farsi vedere, ma perché tu possa toccarlo, mangiarlo, accoglierlo nel tuo cuore. Pertanto nessuno si avvicini con indifferenza e trascuratezza; piuttosto, tutti gli si accostino animati d'amore ardente. |
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رسائل 863 من 1110 في الفقرة |
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Domenica
29 Aprile 2012
IV Domenica di Pasqua - Anno B
Meditazione del giorno
Basilio di Seleucia ( ?-circa 468), vescovo
Discorsi, 26 ; PG 44, 129
«Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me»
Guardiamo il nostro pastore, Cristo... Si rallegra delle pecore
che sono con lui e va a cercare quelle che si smarriscono. Montagne e
foreste non gli fanno paura; supera i burroni per arrivare fino alla
pecora perduta. Anche se la trova in un pessimo stato, non si arrabbia
ma, mosso a compassione, la prende sulle spalle e, con la sua fatica,
guarisce la pecora affaticata (Lc 15,4s). ...
A ragione
Cristo dichiara: «Io sono il Buon Pastore, andrò in cerca della pecora
perduta e ricondurrò all'ovile quella smarrita; fascerò quella ferita e
curerò quella malata (Ez 34,16). Ho visto il gregge degli uomini
colpito da malattia; ho visto i miei agnelli andarsene là dove stanno i
demoni; ho visto il mio gregge sbranato dai lupi. L'ho visto e non l'ho
guardato dall'alto. Per questo ho preso la mano inaridita, che il male,
come un lupo, teneva stretta; ho liberato chi era colpito dalla febbre;
ho dato la vista a chi aveva gli occhi chiusi fin dal grembo materno; ho
tirato fuori dal sepolcro Lazzaro che vi giaceva da quattro giorni (Mc
3,5; 1,31; Gv 9,11). Poiché io sono il buon pastore; il buon pastore dà
la vita per le sue pecore». ...
I profeti hanno conosciuto
quel pastore quando, molto prima della sua Passione, egli annunciava
quanto stava per accadere: «Era come agnello condotto al macello, come
pecora muta di fronte ai suoi tosatori, e non aprì la sua bocca» (Is
53,7). Come una pecora, il pastore ha offerto la vita per le sue
pecore... Con la sua morte, ha dato rimedio alla morte; con la sua
tomba, ha svuotato le tombe... Le tombe sono 'pesanti' e la prigione
chiusa finché il pastore, disceso dalla croce, non viene a portare alle
pecore rinchiuse la gioiosa notizia della liberazione. Lo vediamo negli
inferi dove «annuncia la salvezza» (1Pt 3,19); lo vediamo richiamare le
sue pecore, dalla dimora dei morti alla vita. «Il buon pastore dà la
vita per le sue pecore». Così egli vuole guadagnare l'affetto delle sue
pecore, e quelle che sanno ascoltare la sua voce amano Cristo.
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رسائل 864 من 1110 في الفقرة |
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Lunedì 30
Aprile 2012
Lunedì della IV settimana di Pasqua
Meditazione del giorno
Giovanni Taulero (circa 1300-1361), domenicano a Strasburgo
Omelia 27, terza per la Pentecoste
«Egli chiama le sue pecore una per una»
«Io sono la porta delle pecore»: il nostro Signore dice che è la
porta dell'ovile. Cos'è questo ovile, questo recinto di cui Cristo è la
porta? E' il cuore del Padre nel quale e del quale Cristo è veramente
una porta degna d'amore, lui che per noi ha tolto il sigillo e aperto
quel cuore fino ad allora chiuso a tutti gli uomini. In quest'ovile
tutti i santi sono riuniti. Il pastore è il Verbo eterno; la porta è
l'umanità di Cristo; pecore di questa casa, riteniamo le anime umane, ma
anche gli angeli appartengono a quest'ovile...; 'portinaio', è lo
Spirito Santo..., poiché viene da lui ogni verità compresa ed
espressa...
Con quale amore e bontà egli ci apre la porta
del cuore del Padre e ci dà senza sosta accesso al tesoro nascosto,
alle dimore segrete ed alla ricchezza di questa casa! Nessuno può
immaginare e capire quanto Dio è accogliente, pronto a ricevere,
desideroso, 'assetato' di farlo, e come viene a noi in ogni istante e ad
ogni ora... Figli miei, come restare così ostinatamente sordi a questo
invito amoroso....; rifiutiamo tanto spesso di rispondere a questo
invito. Quanti inviti e richiami dello Spirito Santo vengono respinti;
li rifiutiamo a causa di ogni sorta di cose di questo mondo! Vogliamo
spesso altre cose e non quell'unico luogo dove Dio ci vuole.
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رسائل 865 من 1110 في الفقرة |
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Martedì
1° Maggio 2012
Martedì della IV settimana di Pasqua
Meditazione del giorno
Simeone il Nuovo Teologo (circa 949-1022), monaco greco, santo delle Chiese ortodosse
Inno 21, 428s
«Io e il Padre siamo una cosa sola»
Inviato e uscito dal Padre, il Verbo è disceso
ed ha abitato tutto intero nel grembo della Vergine.
Tutto intero era nel Padre,
e tutto intero era nel seno verginale,
e tutto intero nel tutto, lui che nulla può contenere...
Restando ciò che era, ha preso la condizione di servo (Fil 2,7)
e dopo essere stato messo al mondo, è divenuto uomo in tutto...
Come dire ciò che è impossibile da spiegare
a tutti gli angeli, arcangeli e ad ogni essere creato?
Lo si pensa veramente,
ma non lo si può assolutamente esprimere,
ed il nostro spirito non può comprenderlo perfettamente.
Come dunque Dio e uomo, e uomo-Dio
è anche Figlio del Padre, tutto intero,
in modo da lui indivisibile;
come è diventato figlio della Vergine ed è venuto al mondo;
e come mai nessuno può comunque contenerlo? ...
Ora rimarrai in silenzio
poiché anche se volessi parlare, il tuo spirito non troverà parole,
e la tua lingua ciarliera è ridotta al silenzio...
Gloria a te, Padre e Figlio e Spirito Santo,
divinità che non si può intendere, indivisibile nella sua natura.
Ti adoriamo nello Spirito Santo,
noi che possediamo il tuo Spirito, poiché da te l'abbiamo ricevuto.
E, vedendo la tua gloria, non cerchiamo con indiscrezione,
ma è in lui, tuo Spirito, che ti vediamo,
Padre non generato, ed il tuo Verbo generato che viene da te.
E adoriamo la Trinità indivisibile e senza mescolanza
attraverso la sua unica divinità e sovranità e potenza.
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رسائل 866 من 1110 في الفقرة |
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Mercoledì 2
Maggio 2012
Mercoledì della IV settimana di Pasqua
Meditazione del giorno
Lanspergo il Certosino (1489-1539), religioso, teologo
Discorsi, 5 ; Opera omnia, 3, 315
«Io come luce sono venuto nel mondo, perché chiunque crede in me non rimanga nelle tenebre»
L'umiltà con cui Cristo «spogliò se stesso assumendo la
condizione di servo» (Fil 2,7) è per noi luce. Luce per noi il suo
rifiuto della gloria del mondo, lui che ha voluto nascere in una stalla
piuttosto che in un palazzo e subire una morte vergognosa su una croce.
Grazie a questa umiltà possiamo capire quanto è detestabile il peccato
di un essere di fango (Gen 2,7), un pover uomo che vale nulla, quando si
inorgoglisce, si gloria e non vuole obbedire, mentre vediamo il Dio
infinito umiliato, disprezzato e consegnato agli uomini.
Anche
la mitezza con la quale ha sopportato la fame, la sete, il freddo, gli
insulti, le percosse, le ferite, è luce per noi, quando «era come
agnello condotto al macello, come pecora muta di fronte ai suoi
tosatori, e non aprì la sua bocca» (Is 53,7). Grazie a questa mitezza,
infatti, vediamo quanto inutile è la collera, come la minaccia; diciamo
sì allora al soffrire e non serviamo Cristo per abitudine. Grazie ad
essa, impariamo a conoscere quanto ci è richiesto: piangere i nostri
peccati nella sottomissione e nel silenzio, e sopportare la sofferenza
quando arriva. Poiché Cristo ha sopportato i tormenti con tanta mitezza e
pazienza, non per peccati da lui commessi, ma per quelli degli altri.
Fratelli
carissimi, riflettete dunque su tutte le virtù che Cristo ci ha
insegnate con l'esempio della sua vita, che Egli ci raccomanda con i
suoi insegnamenti e ci dà la forza di imitare con l'aiuto della grazia.
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رسائل 867 من 1110 في الفقرة |
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Giovedì 3
Maggio 2012
Santi Filippo e Giacomo (il Minore) apostoli, festa
Meditazione del giorno
San Bruno di Segni (circa 1045-1123), vescovo
Commento sul vangelo di Giovanni; PL 165, 562
«Credetemi: io sono nel Padre e il Padre è in me»
«Io sono la via». Perché? Perché «nessuno va al Padre se non per
mezzo di me». «Io sono la verità». Come? Perché nessuno conosce il
Padre, se non attraverso di me: «nessuno conosce il Padre se non il
Figlio e colui al quale il Figlio lo voglia rivelare» (Mt 11,27). ...
«Io sono la vita», perché nessuno ha la vita, se non per mezzo di me.
«Se voi mi conosceste, conoscereste anche mio Padre. Da ora lo
conoscete, e l'avete visto».
Gesù dice: «Volete venire al
Padre? Volete conoscerlo? Conoscete prima me, me che vedete, e così
dopo conoscerete colui che non vedete ancora. Già l'avete visto, ma non
in se stesso; l'avete visto in me. L'avete visto, ma in spirito e per
fede. E' lui che parla in me, poiché io non parlo da me stesso. Quando
mi ascoltate, lo vedete; poiché, quando si tratta di realtà spirituali,
non c'è differenza tra vedere e ascoltare: chi ascolta, vede ciò che
ascolta. Così, vedete il Padre quando lo ascoltate parlare in me. E fin
da ora lo conoscete, perché dimora in voi, ed è in voi».
«Filippo gli dice: Signore, mostraci il Padre; e ci basta». Filippo
desiderava vedere il Padre non solo in spirito, con gli occhi della
fede, ma anche con gli occhi della carne. Mosé, anche lui, aveva detto:
«Se ho trovato grazia ai tuoi occhi, mostrami il tuo volto perché ti
possa conoscere». E il Signore aveva risposto: «Nessun uomo può vedermi e
restare vivo» (Es 33,18-20). Qui Gesù dice a Filippo: «Da tanto tempo
sono con voi e voi non mi conoscete! Filippo, chi ha visto me ha visto
il Padre». Filippo parlava della visione dei sensi; Cristo lo richiama
alla visione interiore, lo invita a comprendere con gli occhi
dell'anima. «Da tanto tempo sono con voi; da tanto tempo vivo con voi;
da tanto tempo vi ho rivelato la mia divinità e la mia potenza con le
parole, i segni ed i miracoli, e tu non mi conosci? Filippo, chi mi
vede, non con gli occhi della carne, come credi, ma con gli occhi del
cuore, come ti dico, costui vede il Padre».
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رسائل 868 من 1110 في الفقرة |
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Venerdì 4
Maggio 2012
Venerdì della IV settimana di Pasqua
Meditazione del giorno
San Rafael Arnaiz Baron (1911-1938), monaco trappista spagnolo
Scritti spirituali, 12/04/1938
«Là dove io sono sarete anche voi»
Se il mondo sapesse cos'è amare Dio, anche pochissimo, amerebbe
anche il prossimo. Quando si ama Gesù, quando si ama Cristo, si ama pure
ciò che egli ama. Egli non è forse morto per amore degli uomini?
Poiché, trasformando il nostro cuore nel cuore di Cristo, noi ne
sentiamo e percepiamo gli effetti, tra i quali il più grande è l'amore,
l'amore della volontà del Padre, l'amore verso tutti coloro che
soffrono, coloro che faticano, il fratello lontano, che sia inglese,
giapponese o monaco, l'amore verso Maria. Insomma, chi potrà comprendere
l'amore di Cristo? Nessuno; ma c'è chi possiede qualche piccola
scintilla, molto nascosta, molto in silenzio, senza che il mondo lo
sappia.
Mio Gesù, come sei buono! Tu fai tutto
meravigliosamente bene. Mi mostri la via, mi mostri il fine. La via è la
dolce croce, il sacrificio, la rinuncia a se stessi, qualche volta la
lotta sanguinosa che si conclude, in lacrime, sul Calvario o nell'orto
degli Ulivi. La via è, Signore, nel fatto di essere l'ultimo, il malato,
il povero... Ma poco importa, anzi!... Queste rinunce sono piacevoli
quando suscitano nell'anima la carità, la fede e la speranza; così tu
trasformi le spine in rose.
E il fine? Il fine sei tu, e
niente altro che tu. Il fine è l'eterno possesso di te in cielo, con
Maria, con tutti gli angeli e tutti i santi. Ma sarà lassù, in cielo. E
per incoraggiare i poveri, i deboli, i paurosi come me, ti manifesti
qualche volta nel cuore, e gli dici: «Cosa cerchi? Cosa vuoi? Chi
chiami? Ecco, guarda chi sono. Io sono la Verità e la Vita»... Allora,
Signore, tu riempi l'anima dei tuoi servi di dolcezze ineffabili che si
continuano a gustare nel silenzio, che l'uomo osa appena spiegare. Mio
Gesù come ti amo, malgrado ciò che sono. E più sono povero e miserabile,
più ti amo. Ti amerò sempre; mi aggrapperò a te e non ti lascerò: non
so più come dire.
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رسائل 869 من 1110 في الفقرة |
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Sabato 5
Maggio 2012
Sabato della IV settimana di Pasqua
Meditazione del giorno
Beato Giovanni Paolo II (1920-2005), papa
Enciclica «Dives in misericordia»§ 2 - Copyright © Libreria Editrice Vaticana
«Chi ha visto me ha visto il Padre»
In Cristo e mediante Cristo, diventa anche particolarmente
visibile Dio nella sua misericordia, cioè si mette in risalto
quell'attributo della divinità che già l'Antico Testamento, valendosi di
diversi concetti e termini, ha definito «misericordia». Cristo
conferisce a tutta la tradizione veterotestamentaria della misericordia
divina un significato definitivo. Non soltanto parla di essa e la spiega
con l'uso di similitudini e di parabole, ma soprattutto egli stesso la
incarna e la personifica. Egli stesso è, in un certo senso, la
misericordia. Per chi la vede in lui - e in lui la trova - Dio diventa
particolarmente «visibile» quale Padre «ricco di misericordia».
La
mentalità contemporanea, forse più di quella dell'uomo del passato,
sembra opporsi al Dio di misericordia e tende altresì ad emarginare
dalla vita e a distogliere dal cuore umano l'idea stessa della
misericordia. La parola e il concetto di misericordia sembrano porre a
disagio l'uomo, il quale, grazie all'enorme sviluppo della scienza e
della tecnica, non mai prima conosciuto nella storia, è diventato
padrone ed ha soggiogato e dominato la terra. Tale dominio sulla terra,
inteso talvolta unilateralmente e superfìcialmente, sembra che non lasci
spazio alla misericordia. ... La situazione del mondo contemporaneo
manifesta non soltanto trasformazioni tali da far sperare in un futuro
migliore dell'uomo sulla terra, ma rivela pure molteplici minacce che
oltrepassano di molto quelle finora conosciute....
Rivelata
in Cristo, la verità intorno a Dio «Padre delle misericordie» ci
consente di «vederlo» particolarmente vicino all'uomo, soprattutto
quando questi soffre, quando viene minacciato nel nucleo stesso della
sua esistenza e della sua dignità. Ed è per questo che, nell'odierna
situazione della Chiesa e del mondo, molti uomini e molti ambienti
guidati da un vivo senso di fede si rivolgono, direi, quasi
spontaneamente alla misericordia di Dio. Essi sono spinti certamente a
farlo da Cristo stesso, il quale mediante il suo Spirito opera
nell'intimo dei cuori umani.
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رسائل 870 من 1110 في الفقرة |
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Domenica
6 Maggio 2012
V Domenica di Pasqua - Anno B
Meditazione del giorno
Beata Teresa di Calcutta (1910-1997), fondatrice delle Suore Missionarie della Carità
A simple path
«Rimanete in me e io in voi»
Amate pregare! Spesso durante la giornata, cercate di sentire il
bisogno di pregare, e allora mettetevi a pregare. La preghiera allarga
il cuore al punto che esso potrà contenere il dono che Dio ci fa di se
stesso. «Chiedete, cercate» (Lc 11,9) ed il vostro cuore si allargherà
abbastanza da riceverlo.
La seguente preghiera, tratta
dal libro di preghiere della nostra comunità, è scelta fra quelle che
recitiamo ogni giorno. Che essa possa aiutarvi...
« Diventiamo
tutti tralci autentici e ricchi di grappoli della vigna di Gesù,
accogliendolo nella nostra vita come gli piacerà venire:
come Verità – per dirla; come Vita – per viverla; come Luce – per illuminare; come Amore – per essere amato; come Via – per percorrerla; come Gioia – per donarla; come Pace – per diffonderla; come Sacrificio – per offrirlo, nelle nostre famiglie e dovunque intorno a noi».
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856 a 870 de 1110
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