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Respuesta  Mensaje 1 de 1110 en el tema 
De: Enzo Claudio  (Mensaje original) Enviado: 30/11/2009 17:03

Un brano di Raoul Follereau definito l'Apostolo dei lebbrosi:

Che strano traffico con il buon Dio! Signore, dammi questo! Signore, concedimi questo! Signore, guariscimi!

Come se Dio non conoscesse, molto più di noi, quello che ci abbisogna.

Un piccino suggerisce forse alla mamma: "Preparami quella pappa" ?

Un malato al suo dottore: "Mi prescriva quella medicina" ?

Chi può assicurarci se quel che ci manca non sia peggiore di quel che abbiamo ?

Allora, tentiamo soltanto questa preghiera:

"Signore, non cessare di amarci, mai"



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Respuesta  Mensaje 796 de 1110 en el tema 
De: lore luc Enviado: 22/02/2012 03:43


Mercoledì  22  Febbraio  2012


Mercoledì delle Ceneri
Meditazione del giorno
San Gregorio Magno (circa 540-604), papa, dottore della Chiesa
Omelia  sul Vangelo, n° 16, 5

Quaranta giorni per crescere nell'amore di Dio e del prossimo

        Cominciamo oggi i santi quaranta giorni di quaresima e conviene esaminare attentamente perché questa astinenza è osservata per quaranta giorni. Mosé, per ricevere la Legge la seconda volta, ha digiunato quaranta giorni (Gen 34,28). Elia, nel deserto, si è astenuto dal mangiare quaranta giorni (1Re 19,8). Il Creatore stesso, venendo tra gli uomini, non ha preso alcun cibo per quaranta giorni (Mt 4,2). Sforziamoci anche noi, per quanto possibile, di tenere a freno il nostro corpo con l'astinenza in questi santi quaranta giorni..., per divenire, secondo la parola di Paolo, «sacrificio vivente» (Rom 12,1). L'uomo è offerta vivente e al tempo stesso immolata (cfr Ap 5,6) quando, pur non lasciando questa vita, fa morire però in sé i desideri mondani.

        E' soddisfare la carne che ci ha trascinato al peccato (Gen 3,6); la carne mortificata ci conduca al perdono. L'autore della morte, Adamo, ha trasgredito i precetti della vita mangiando il frutto proibito dell'albero. Bisogna dunque che noi, privati delle gioie del paradiso a causa del cibo, ci sforziamo di riconquistarle con l'astinenza.

        Tuttavia nessuno creda che basti l'astinenza. Il Signore dice per bocca del profeta: «Non è piuttosto questo il digiuno che voglio? dividere il pane con l'affamato, introdurre in casa i miseri, senza tetto, vestire uno che vedi nudo, senza distogliere gli occhi da quelli della tua carne» (Is 58,7-8). Ecco il digiuno che Dio vuole...: digiuno attuato nell'amore del prossimo e impregnato di bontà. Dà quindi agli altri ciò di cui ti privi; così la penitenza del tuo corpo gioverà al benessere del corpo del prossimo che ne ha bisogno.



Respuesta  Mensaje 797 de 1110 en el tema 
De: lore luc Enviado: 23/02/2012 03:59

Giovedì  23  Febbraio  2012

Giovedì dopo le Ceneri
Meditazione del giorno
Beato Giovanni XXIII (1881-1963), papa
Giornale dell'anima, 1930, ritiro a Rusciuk

«Prenda la sua croce ogni giorno»

        L'amore della Croce del mio Signore mi attira in questi giorni sempre più. O Gesù benedetto, che questo non sia un fuoco vano che si spegnerà alla prima pioggia, ma un incendio che arda senza mai consumarsi! In questi giorni ho trovato un'altra bella preghiera che corrisponde benissimo alle situazioni spirituali mie. ... "O Gesù, mio amore crocifisso, ti adoro in tutte le tue pene. ... Abbraccio con tutto il cuore, per amore tuo, tutte le croci di corpo e di spirito che mi arriveranno. E faccio professione di mettere tutta la mia gloria, il mio tesoro e la mia letizia nella tua Croce, ossia nelle umiliazioni, nelle privazioni e sofferenze, dicendo con san Paolo: "Quanto a me, invece, non ci sia altro vanto che nella Croce del Signore nostro, Gesù Cristo» (Gal 6,14). Quanto a me, non voglio altro paradiso in questo mondo se non la Croce del mio Signore Gesù Cristo" . ... E su questa via, e non su altra, io lo voglio seguire. ...

        Una nota caratteristica di questo ritiro spirituale è stata una grande pace e letizia interiore, che mi rende coraggioso a esibirmi al Signore per ogni sacrificio Egli voglia chiedere al mio sentimento. Di questa calma e letizia voglio sia sempre più penetrata, dentro e fuori, tutta la mia persona e tutta la mia vita. ... Sarò ben vigilante per la custodia di questa gioia interiore ed esteriore. ... L'immagine di san Francesco di Sales che mi piace ripetere con altri: "Io sono come un uccello che canta in un bosco di spine", deve essere un perenne invito per me. Quindi, poche confidenze su ciò che può farmi soffrire. Molta discrezione e indulgenza nel giudizio degli uomini e delle situazioni; inclinazione a pregare specialmente per chi mi fosse motivo di sofferenza; e poi in tutto grande bontà, pazienza senza confini, ricordando che ogni altro sentimento ... non è conforme allo spirito del Vangelo e della perfezione evangelica. Pur di far trionfare la carità a tutti i costi, preferisco essere tenuto per un dappoco. Mi lascerò schiacciare, ma voglio essere paziente e buono fino all'eroismo.




Respuesta  Mensaje 798 de 1110 en el tema 
De: lore luc Enviado: 24/02/2012 04:43

Venerdì  24  Febbraio  2012

Venerdì dopo le Ceneri
Meditazione del giorno
San Romano il Melode (?-circa 560), compositore d'inni
Inno « Adamo ed Eva », 1-5; SC 99

«Allora digiuneranno»

        Pentiti, anima mia; col pensiero unisciti a Cristo; grida gemendo: «Concedimi il perdono dei peccati, affinché riceva da te, che solo sei buono (Mc 10,18), l'assoluzione e la vita eterna»...

        Mosé ed Elia, torri di fuoco, erano grandi nelle loro opere... Sono i primi fra i profeti, parlavano liberamente a Dio, gli si potevano avvicinare per pregarlo e stare con lui faccia a faccia (Es 34,5; 1Re 19,13) – cosa incredibile e impressionante. Eppure, ricorrevano volentieri al digiuno, che li portava a Dio (Es 34,28; 1Re 19,8). Il digiuno, con le opere, dona dunque la vita eterna.

        E' col digiuno che i demoni vengono scacciati, come con una spada, poiché essi non ne sopportano le gioie; amano il gaudente e l'ubriacone. Ma non reggono alla vista del digiuno; scappano lontano, come insegna il nostro Dio, Cristo, quando dice: «E' col digiuno e la preghiera che si scaccia questa specie di demoni» (cfr Mc 9,29). Ecco perché s'insegna che il digiuno dà agli uomini la vita eterna...

        Il digiuno restituisce a chi lo pratica la casa paterna da cui Adamo fu cacciato... E' Dio stesso, l'amico degli uomini (Sap 1,6), che all'inizio aveva affidato al digiuno l'uomo che aveva creato, come ad una madre amorevole, come ad un maestro. Gli aveva proibito di mangiare ad un solo albero (Gen 2,17). E se l'uomo avesse osservato questo digiuno, avrebbe abitato con gli angeli. Ma egli ha rifiutato ed ha trovato la sofferenza e la morte, l'asprezza delle spine e dei rovi, e l'angoscia di una vita soggetta al dolore (Gen 3,17s). Ora, se in Paradiso il digiuno è utile, quanto più lo sarà quaggiù, per procurarci la vita eterna!



Respuesta  Mensaje 799 de 1110 en el tema 
De: lore luc Enviado: 25/02/2012 03:36

Sabato  25  Febbraio  2012

Sabato dopo le Ceneri
Meditazione del giorno
San Cirillo di Gerusalemme (313-350), vescovo di Gerusalemme e dottore della Chiesa
Catechesi battesimale 1

«Egli, lasciando tutto, si alzò e lo seguì»: la quaresima conduce al battesimo

        Voi siete catecumeni, in cammino verso il battesimo, discepoli della Nuova Alleanza e partecipi del mistero di Cristo, già per la chiamata e presto anche per la grazia. Vi siete formati «un cuore nuovo e uno spirito nuovo» (Ez 18,31), per la gioia degli abitanti celesti. Se infatti, secondo il Vangelo, la conversione di un solo peccatore porta questa gioia (Lc 15,7), quanto più la salvezza di tante anime colmerà di gioia gli abitanti dei cieli?

        Avete cominciato un viaggio buono e molto bello: impegnatevi a correre con fervore. Il Figlio di Dio è pronto a riscattarvi: «Venite a me, voi tutti, che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò» (Mt 11,28). Voi soggiogati dal peccato, incatenati dalle vostre colpe, udite la voce del profeta: «Lavatevi, purificatevi, togliete il male delle vostre azioni dalla mia vista» (Is 1,16), affinché il coro degli angeli gridi: «Beato l'uomo a cui è rimessa la colpa, e perdonato il peccato» (Sal 32,1). Voi che avete appena acceso la lampada della fede, le vostre mani custodiscano con cura la fiamma affinché colui che, sul santissimo colle del Golgota, ha aperto attraverso la fede il paradiso al ladrone (Lc 23,43), vi conceda di cantare il canto delle nozze.

        Se c'è ancora qualcuno schiavo del peccato, si prepari, con la fede battesimale, alla nuova nascita che farà di lui un uomo libero, un figlio d'adozione. Abbandoni la penosa schiavitù del peccato per ottenere la felice schiavitù del Signore... Abbiate per mezzo della fede «la caparra dello Spirito Santo» (2Cor 5,5) per poter essere accolti nelle dimore eterne; venite al sacramento che vi segnerà in vista di diventare familiari del Maestro.




Respuesta  Mensaje 800 de 1110 en el tema 
De: lore luc Enviado: 26/02/2012 04:48

Domenica  26  Febbraio  2012

I Domenica di Quaresima - Anno B
Meditazione del giorno
Origene (circa 185-253), sacerdote e teologo
Commento al Cantico dei Cantici, III,27-33 ; SC 376

«Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino»

        La vita umana è piena di tranelli che fanno inciampare, di 'reti' menzognere... E perché il nemico aveva teso ovunque queste reti, catturando quasi tutti, è stato necessario che venisse qualcuno più forte per vincerle, romperle, e aprire così la strada a coloro che lo seguivano. Perciò, prima di unirsi alla Chiesa come sua sposa, anche il Salvatore è stato tentato dal demonio... Insegnava così alla Chiesa che non con l'ozio e i piaceri, ma attraverso prove e tentazioni, ella avrebbe dovuto arrivare a Cristo.

        Non c'era nessun altro che potesse trionfare su quelle reti. «Poiché tutti hanno peccato», come è scritto (Rm 3,23)... Il nostro Signore e Salvatore, Gesù, è l'unico che «non commise mai peccato» (1Pt 2,22). Ma il Padre «lo trattò da peccato in nostro favore» (2Cor 5,21) affinché «nella nostra condizione umana di peccatori, a causa del peccato, distruggesse il peccato» (Rm 8,3). Gesù dunque è entrato in queste reti, ma solo lui non ne è stato catturato. Anzi, le ha spezzate e stracciate, dando così fiducia alla Chiesa tanto che ella può ormai mettere le trappole sotto i piedi, spezzare i lacci e dire con gioia: «Noi siamo stati liberati come un uccello dal laccio dei cacciatori: il laccio si è spezzato e noi siamo scampati» (Sal 124,7).

        Anche lui tuttavia ha subito la morte, ma volontariamente, e non, come noi, a causa del peccato. Poiché è l'unico ad essere stato «libero fra i morti» (Sal 87,6 LXX). E perché era libero fra i morti, ha vinto «colui che della morte ha il potere» (Eb 2,14) e gli «ha strappato i prigionieri» (Ef 4,8) che erano incatenati nella morte. Non solo ha risuscitato se stesso dai morti, ma contemporaneamente ha «risuscitato coloro che erano prigionieri della morte e li ha fatti sedere nei cieli» (Ef 2,5s); «Ascendendo in cielo ha portato con sé prigionieri» (Ef 4,8).




Respuesta  Mensaje 801 de 1110 en el tema 
De: lore luc Enviado: 27/02/2012 03:27

Lunedì  27  Febbraio  2012

Lunedì della I settimana di Quaresima
Meditazione del giorno
Beata Teresa di Calcutta (1910-1997), fondatrice delle Suore Missionarie della Carità
Jesus, the Word to Be Spoken, ch. 8

«L'avete fatto a me»

        Gesù dice «Qualunque cosa facciate all'ultimo dei vostri fratelli, la fate a me. Chi accoglie uno di questi bambini, accoglie me. E chi nel mio nome dà anche solo un bicchiere di acqua fresca, lo fa a me» (Mc 9,37; Mt 10,42). Per esser sicuro che avessimo ben capito ciò che diceva, ha affermato che così saremo giudicati nell'ora della nostra morte: «Avevo fame e mi avete dato da mangiare. Ero nudo e mi avete vestito. Ero senza casa e mi avete ospitato».

        Non si tratta di fame solo di pane; è fame d'amore. La nudità non riguarda solo il vestito; la nudità è anche mancanza di dignità umana e di quella magnifica virtù che è la purezza, come pure la mancanza di rispetto gli uni verso gli altri. Essere senza riparo, non è solo non avere una casa; essere senza riparo, è anche essere rigettato, escluso, non amato.



Respuesta  Mensaje 802 de 1110 en el tema 
De: lore luc Enviado: 28/02/2012 03:55

Martedì  28  Febbraio  2012

Martedì della I settimana di Quaresima
Meditazione del giorno
Santa Teresa del Bambin Gesù (1873-1897), carmelitana, dottore della Chiesa
Scritto autobiografico C, 25 ro-vo

«Voi dunque pregate così: Padre nostro»

        Oltre all'Ufficio divino, che sono veramente indegna di recitare, non ho il coraggio di sforzarmi a cercare nei libri di belle preghiere: mi viene mal di testa, ce ne sono così tante! E poi sono tutte belle, le une più delle altre....

        Non vorrei però, Madre cara, farle credere che io reciti senza devozione le preghiere fatte in coro, oppure in solitudine. Al contrario, amo molto le preghiere in comune, perché Gesù ha promesso di «trovarsi in mezzo a coloro che si riuniscono nel suo nome» (Mt 18,19-20). Sento allora che il fervore delle mie sorelle supplisce al mio. Ma da sola (ho vergogna di confessarlo), la recita del rosario mi costa più che mettermi uno strumento di penitenza. Sento che lo dico così male! Ho un bell'impegnarmi nel meditare i misteri del rosario, non riesco a fissare il mio spirito. Per lungo tempo mi sono dispiaciuta per questa mancanza di devozione, che mi stupiva, perché amo tanto la Vergine Santa, tanto che mi dovrebbe esser facile fare in suo onore le preghiere che le sono gradite. Ora mi dispiace meno, penso che la Regina dei Cieli è mia madre, vede certo la mia buona volontà e se ne accontenta.

        Qualche volta, se il mio spirito è in un'aridità così grande che mi è impossibile trarne un pensiero per unirmi al buon Dio, recito molto lentamente un Padre nostro e poi il saluto dell'angelo (Ave, Maria; Lc 1,28). Allora queste preghiere mi rapiscono, nutrono l'anima mia ben più che se le avessi recitate precipitatamente un centinaio di volte.




Respuesta  Mensaje 803 de 1110 en el tema 
De: lore luc Enviado: 29/02/2012 04:08

Mercoledì  29  Febbraio  2012

Mercoledì della I settimana di Quaresima
Meditazione del giorno
San Pietro Crisologo (circa 406-450), vescovo di Ravenna, dottore della Chiesa
Discorso 37 ; PL 52, 304-306

Il segno di Giona

        Tutta la storia di Giona lo mostra come una perfetta prefigurazione del Salvatore... Giona è sceso a Jaffa per salire su una nave diretta a Tarsis...; il Signore è sceso dal cielo sulla terra, la divinità verso l'umanità, la sovrana potenza è scesa fino alla nostra miseria..., per imbarcarsi sulla nave della sua Chiesa...

        E' Giona stesso che prende l'iniziativa di farsi buttare a mare: «Prendetemi, disse, buttatemi a mare»; annuncia così la Passione volontaria del Signore. Quando la salvezza di molti dipende dalla morte di uno solo, la morte è nelle mani di quell'uomo che liberamente può ritardarla, o al contrario anticiparla per affrontare il pericolo. E' qui prefigurato tutto il mistero di Cristo. La morte non è per lui una necessità; è una sua libera scelta. Ascoltatelo: «Ho il potere di offrire la mia vita e il potere di riprenderla di nuovo: nessuno me la toglie» (Gv 10,18) ...

        Guardate l'enorme pesce, immagine orribile e crudele dell'inferno. Divorando il profeta, sente la forza del Creatore ... e offre con timore l'ospitalità delle sue viscere al viaggiatore venuto dall'alto... E dopo tre giorni... lo restituisce alla luce, per darlo ai pagani ... Questo il segno, l'unico segno, che Cristo ha voluto dare agli scribi ed ai Farisei (Mt 12,39), per far loro comprendere che la gloria che essi speravano da Cristo stava per rivolgersi anche ai pagani: i Niniviti sono il simbolo delle nazioni che hanno creduto in lui... Fratelli, che gioia per noi! Ciò che simbolicamente  è stato annunciato e promesso, ora noi faccia a faccia, in tutta verità, lo veneriamo, lo vediamo, lo possediamo.




Respuesta  Mensaje 804 de 1110 en el tema 
De: lore luc Enviado: 01/03/2012 03:28

Giovedì  1° Marzo  2012

Giovedì della I settimana di Quaresima
Meditazione del giorno
San Giovanni Crisostomo (c. 345-407), sacerdote ad Antiochia poi vescovo di Costantinopoli, dottore della Chiesa
Omelie sull'incomprensibilità di Dio, n° 5

«Chiunque chiede riceve»

        E' un'arma potente la preghiera, un tesoro indefettibile, una ricchezza inesauribile, un porto al riparo delle tempeste, un serbatoio di pace; la preghiera è radice, fonte e madre di innumerevoli beni... Ma la preghiera di cui parlo non è mediocre, né incurante; è una preghiera ardente, scaturita dalla sofferenza dell'anima e dallo sforzo dello spirito. Ecco la preghiera che sale fino al cielo... Senti ciò che dice l'autore sacro: «Nella mia angoscia ho gridato al Signore ed egli mi ha risposto» (Sal 120,1). Chi prega così nel dolore, gusterà nella sua anima, dopo la preghiera, una grande gioia...

        Per preghiera non intendo quella che affiora solo sulle labbra, ma quella che scaturisce dal profondo del cuore. Come gli alberi dalle radici profonde, anche quando i venti scatenano mille assalti, non vengono schiantati, né divelti, perché sono radicati saldamente ben dentro al terreno, ugualmente le preghiere che emergono dal profondo del cuore, così radicate, si elevano sicure e nessun pensiero di mancanza di certezza o di merito può deviarne il corso. Ecco perché il salmista esclama: «Dal profondo a te grido, o Signore» (Sal 130,1) ...

        Se raccontare agli uomini le tue sventure e descrivere le prove che ti hanno colpito porta qualche sollievo alle tue sofferenze, come se attraverso le parole si sprigionasse una brezza rinfrescante, a maggior ragione se dici al Signore le sofferenze della tua anima troverai consolazione e conforto in abbondanza! Succede spesso che la gente sopporti difficilmente chi viene a gemere o a lamentarsi; lo si respinge e lo si allontana. Dio, invece, non agisce così: ti fa avvicinare, anzi ti attira a sé; e anche se per l'intera giornata gli esponi i tuoi mali, sarà ancor più disposto ad amarti e ad esaudire le tue suppliche.  




Respuesta  Mensaje 805 de 1110 en el tema 
De: lore luc Enviado: 02/03/2012 04:21

Venerdì  2  Marzo  2012

Venerdì della I settimana di Quaresima
Meditazione del giorno
San Cirillo di Gerusalemme (313-350), vescovo di Gerusalemme, dottore della Chiesa
Prima catechesi battesimale, 5

La quaresima : « tempo favorevole » per la confessione e il perdono prima di avvicinarsi all'altare del Signore

        Quello di oggi è il tempo della confessione. Disponiti dunque in questo tempo propizio a confessare i peccati che hai commesso in parole ed opere, sia di notte che di giorno, e ne godrai in cielo nel giorno della salvezza (Is 49,8; 2 Cor 6,2) il frutto prezioso... Metti da parte il presente e abbi fede nel futuro! Hai percorso tanti anni senza darti tregua tra i vani affari del mondo, e non vorrai concederti una tregua di quaranta giorni per pensare alla finalità della tua vita? Lo dice la Scrittura: «Fermatevi e sappiate che io sono Dio» (Sal 45,11). Evita di parlare di tante cose inutili, non mormorare né ascoltare quelli che sparlano, ma sii sempre disponibile per la preghiera. Dimostra nell'ascesi un cuore fervente. Purifica questo ricettacolo perché tu possa ricevere una grazia più abbondante; poiché la remissione dei peccati è data in misura uguale a tutti, ma la comunione dello Spirito Santo viene accordata a ciascuno nella misura della sua fede. Se poco è il tuo impegno, scarso sarà il raccolto; se molto è il lavoro, abbondante sarà la ricompensa: è la tua vita che è in gioco, proteggi i tuoi interessi.

        Se hai qualcosa contro qualcuno, perdonagli. Se vieni a ricevere il perdono delle tue colpe, vada da sé che anche tu debba perdonare chi ti ha offeso. Come potresti dire al Signore: «Perdonami le molte mie colpe», se tu stesso non hai perdonato le poche del tuo confratello ? (cfr. Mt 18,23)




Respuesta  Mensaje 806 de 1110 en el tema 
De: lore luc Enviado: 03/03/2012 04:03

Sabato  3  Marzo  2012

 Sabato della I settimana di Quaresima Meditazione del giorno

Beato Tito Brandsma, martire, carmelitano olandese (1881-1942)
Invito all'eroismo nella fede e nell'amore

«Ma io vi dico: ... pregate per i vostri persecutori»

        Sentite spesso dire che viviamo un tempo meraviglioso, tempo di grandi uomini... E' facile comprendere perché si desidera che arrivi un capo forte e capace... Questa specie di neo-paganesimo (il nazismo) considera la natura come un'emanazione divina...; stima una razza più nobile e pura di un'altra... Da ciò viene il culto della razza e del sangue, il culto degli eroi del proprio popolo.

        Partendo da un'idea così sbagliata, questo modo di vedere può condurre ad errori capitali. E' triste vedere quanto entusiasmo, quanti sforzi sono messi al servizio di un tale ideale, falso e infondato! Tuttavia, possiamo imparare qualcosa dal nemico. Dalla sua filosofia menzognera, possiamo imparare come purificare il nostro ideale e migliorarlo; possiamo imparare come sviluppare un grande amore per esso; come suscitare un enorme entusiasmo ed anche la disponibilità a vivere e morire per esso; come rafforzare il coraggio per incarnarlo in noi e negli altri...

        Quando parliamo dell'avvento del Regno e preghiamo perché venga, noi non pensiamo ad una discriminazione in base alla razza o al sangue, ma alla fraternità universale, perché tutti gli uomini sono nostri fratelli – compreso chi ci odia e ci attacca – in stretta relazione con colui che fa sorgere il sole sui buoni come sui malvagi (Mt 5,45).




Respuesta  Mensaje 807 de 1110 en el tema 
De: lore luc Enviado: 04/03/2012 03:59

Domenica  4  Marzo  2012

II Domenica di Quaresima - Anno B
Meditazione del giorno
Anastasio Sinaita, (? - dopo 700), monaco
Omelia per la festa della Trasfigurazione

«Si domandavano che cosa volesse dire risuscitare dai morti»

        Sul monte Tabor Gesù ha fatto vedere ai discepoli una meravigliosa manifestazione divina, come una prefigurazione del regno dei cieli. E' proprio come se dicesse loro: «Perché l'attesa non generi in voi incredulità, fin da ora, subito, in verità vi dico, vi sono alcuni tra i presenti che non morranno prima di aver visto il Figlio dell'uomo venire nella gloria del padre» (Mt 16,28) ... Ecco le meraviglie divine di questa festa... Poiché siamo uniti dalla morte e al contempo dalla festa di Cristo. Per penetrare in quei misteri insieme a coloro che sono stati scelti fra i discepoli, ascoltiamo la voce divina e santa che, come dall'alto..., ci convoca con insistenza: «Venite, gridate verso la montagna del Signore, nel giorno del Signore, verso il luogo del Signore e nella casa del vostro Dio». Ascoltiamo, affinché illuminati da quella visione, trasformati, trasportati ..., invochiamo quella luce dicendo: «Quanto è terribile questo luogo! Questa è proprio la casa di Dio, questa è la porta del cielo» (Gen 28,17).

        E' dunque verso la montagna che dobbiamo affrettarci, come ha fatto Gesù che, qui come in cielo, è nostra guida e avanguardia. Con lui risplenderemo per le visioni spirituali, saremo rinnovati e divinizzati nella sostanza della nostra anima; configurati a sua immagine, come lui, saremo trasfigurati – divinizzati per sempre e trasportati nell'alto dei cieli...

        Accorriamo dunque, con gioia e fiducia, e penetriamo nella nube, come Mosé ed Elia, come Giacomo e Giovanni. Come Pietro, sii rapito in quella contemplazione e manifestazione divine, sii splendidamente trasformato, portato fuori del mondo, elevato da questa terra. Lascia la carne, abbandona il creato e volgiti al Creatore a cui Pietro diceva, rapito fuori di sé: «Signore, è bello per noi stare qui!» Sì, Pietro, è veramente bello stare qui con Gesù, e restarvi per sempre.



Respuesta  Mensaje 808 de 1110 en el tema 
De: lore luc Enviado: 05/03/2012 04:43

Lunedì  5  Marzo  2012

Lunedì della II settimana di Quaresima
Meditazione del giorno
Giovanni Taulero (circa 1300-1361), domenicano a Strasburgo
Primo discorso  per la quarta domenica dopo la Trinità, 1

«Siate misericordiosi, come è misericordioso il Padre vostro»

        E' pericoloso e rischioso che un uomo giudichi un altro uomo; ognuno sia attento a pensare ai suoi peccati. Poiché colui che è la Verità ha detto: «Con la misura con cui misurate sarà misurato a voi». Se sei molto misericordioso, troverai grande misericordia; se lo sei poco, ne troverai poca; se non hai misericordia, non ne troverai per te. Occorre provare ed esercitare la misericordia interiormente, nella propria volontà profonda, in modo da provare compassione profonda e sincera per il proprio prossimo ovunque lo si veda soffrire e da chiedere a Dio con tutto il cuore di consolarlo.

        Se puoi soccorrerlo esteriormente, con qualche consiglio o dono, con parole o fatti, lo farai per quanto ti è possibile. Se non puoi fare molto, fa' comunque qualcosa, un'opera di misericordia interiore o esteriore: digli almeno una buona parola. In questo modo, adempi ciò che gli devi, e troverai un Dio misericordioso.



Respuesta  Mensaje 809 de 1110 en el tema 
De: lore luc Enviado: 06/03/2012 03:35

Martedì  6  Marzo  2012

Martedì della II settimana di Quaresima
Meditazione del giorno
San [Padre] Pio di Pietrelcina (1887-1968), cappuccino
T, 54

« Chi si abbasserà sarà innalzato »

Non smettere di fare atti di umiltà e di amore nei confronti di Dio e degli uomini: Dio, infatti, parla a chi si tiene con cuore umile davanti a lui, e lo arricchisce con i suoi doni.

Se Dio ti riserva le stesse sofferenze di suo Figlio e vuole farti toccare con mano la tua debolezza, è meglio fare atto di umiltà che perdere coraggio. Rivolgi a Dio una preghiera di abbandono e di speranza quando la tua fragilità causa la tua caduta, e ringrazia il Signore di tutte le grazie con cui egli ti arricchisce.



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De: lore luc Enviado: 07/03/2012 03:25

Mercoledì  7  Marzo  2012

Mercoledì della II settimana di Quaresima
Meditazione del giorno
Beato Tito Brandsma, martire, carmelitano olandese (1881-1942)
La mistica della sofferenza

«Ecco, noi stiamo salendo a Gerusalemme»

        Gesù stesso ha detto di essere il capo del Corpo mistico di cui noi siamo le membra. La vite è lui; noi, i tralci (Gv 15,5). Si è posto sotto il torchio e si è messo a spremere; ci ha dato così il vino perché, bevendolo, potessimo vivere della sua vita e condividere le sue sofferenze. «Se qualcuno vuol venire dietro a me, prenda la sua croce ogni giorno. Chi segue me, avrà la luce della vita. Io sono la via. Vi ho dato l'esempio, perché come ho fatto io, facciate anche voi» (Lc 9,23; Gv 8,12; 14,6; 13,15). E poiché i discepoli stessi non capivano che la sua via doveva essere una via di dolore, egli lo spiegava loro con queste parole: «Non bisognava che il Cristo sopportasse queste sofferenze per entrare nella sua gloria?» (Lc 24,26).

        Allora ardeva il cuore nel petto ai discepoli (v. 32). La Parola di Dio li infiammava. E quando lo Spirito Santo scese su di loro come fiamma divina per riempirli di fuoco (At 2), essi furono felici di patire oltraggi e persecuzione (At 5,41), poiché così assomigliavano a colui che li aveva preceduti sulla via del dolore. Già i profeti avevano annunciato quella via di dolore di Cristo, ed infine i discepoli comprendevano che egli non l'aveva evitata. Dalla mangiatoia al supplizio della croce, povertà ed assenza di comprensione erano stati la sua sorte. Aveva passato la sua vita ad insegnare agli uomini che lo sguardo di Dio sul dolore, la povertà, l'assenza di umana comprensione, è diverso dalla stolta sapienza del mondo (1Cor 1,20).... La salvezza è nella croce. La vittoria è nella croce. Dio ha voluto così.





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