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Réponse  Message 1 de 1110 de ce thème 
De: Enzo Claudio  (message original) Envoyé: 30/11/2009 17:03

Un brano di Raoul Follereau definito l'Apostolo dei lebbrosi:

Che strano traffico con il buon Dio! Signore, dammi questo! Signore, concedimi questo! Signore, guariscimi!

Come se Dio non conoscesse, molto più di noi, quello che ci abbisogna.

Un piccino suggerisce forse alla mamma: "Preparami quella pappa" ?

Un malato al suo dottore: "Mi prescriva quella medicina" ?

Chi può assicurarci se quel che ci manca non sia peggiore di quel che abbiamo ?

Allora, tentiamo soltanto questa preghiera:

"Signore, non cessare di amarci, mai"



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Réponse  Message 766 de 1110 de ce thème 
De: lore luc Envoyé: 23/01/2012 04:39
 

Lunedì  23  Gennaio  2012

Lunedì della III settimana delle ferie del Tempo Ordinario
Meditazione del giorno
Isacco della Stella (? - circa 1171), monaco cistercense
Discorsi, 39,2-6 ; SC 207, 321

L'invidia : una bestemmia contro lo Spirito

« Scaccia i demoni per mezzo del principe dei demòni »... È una particolarità dei caratteri pervertiti e spinti dallo spirito di invidia chiudere gli occhi, per quanto sia possibile, sul merito altrui e quando, vinti dall'evidenza, non possono più, disprezzarlo o travisarlo. Così ogni volta che la folla esulta dalla devozione e si meraviglia alla vista delle opere di Cristo, gli scribi e i farisei chiudono gli occhi su quello che pur sanno vero o abbassano ciò che è grande, o travisano ciò che è buono. Una volta, per esempio, facendo finta di non conoscerlo, dicono all'autore di tanti segni meravigliosi: «Quale segno dunque tu fai perché vediamo e possiamo crederti?» (Gv 6,30). In questo, non potendo negare il fatto con impudenza, lo disprezzano con cattiveria, chiedendo un segno dal cielo, come se quel segno fosse terreno e basso, e lo travisano dicendo: «Scaccia i demoni per mezzo di Beelzebùl, il principe dei demoni».

Ecco, carissimi, la bestemmia contro lo Spirito che lega coloro che ha presi tra le catene di una colpevolezza eterna. Non è che sia rifiutato al penitente il perdono di tutto, se fa opere degne della conversione (Lc 3,8). Soltanto che, schiacciato sotto un tale peso di malizia, esso non ha la forza di aspirare a quella degna penitenza che attira il perdono. In virtù di un profondo e giusto giudizio di Dio, mentre percepisce con evidenza nel fratello la grazia e l'opera dello Spirito Santo, non potendo negarla e stimolato dall'invidia, costui non teme di travisare e di calunniare e di attribuire con impudenza allo spirito cattivo ciò che sa appartenere allo Spirito Santo; così viene abbandonato dallo Spirito di grazia, al quale fa questo affronto e, ormai oscurato e accecato dalla propria malizia, non accetta più la penitenza che gli otterebbe il perdono. Cosa potrebbe essere più grave, infatti, per invidia di un fratello che ci è stato ordinato di amare come noi stessi (Mt 19,19), del bestemmiare la bontà di Dio... e d'insultare la maestà divina, volendo discreditare un uomo?


Réponse  Message 767 de 1110 de ce thème 
De: lore luc Envoyé: 24/01/2012 03:59

Martedì  24  Gennaio  2012

 
Martedì della III settimana delle ferie del Tempo Ordinario
Meditazione del giorno
Sant'Agostino (354-430), vescovo d'Ippona (Nord Africa) e dottore della Chiesa
La Santa Verginità, cap. 5-6; (Nuova Biblioteca Agostiniana)

«Chi compie la volontà di Dio, costui è mio fratello, sorella e madre»

Le sante vergini non debbono rammaricarsi se, conservando la verginità, non possono diventar madri in senso fisico... Del resto, il parto di quella Vergine singolare e santa è una gloria di tutte le sante vergini: esse sono, in Maria, madri di Cristo, a condizione però che facciano la volontà del Padre. È infatti a questo titolo che Maria è madre di Cristo in senso più encomiabile e felice, secondo la parola evangelica sopra ricordata: Chi fa la volontà del Padre mio, che è nei cieli, costui mi è fratello e sorella e madre. Elenca tutti questi vincoli di parentela, ma, trattandosi del popolo dei redenti, li presenta elevati all'ordine soprannaturale, cioè riferiti a se stesso. Egli ritiene per fratelli e sorelle i santi e le sante con i quali condivide l'eredità celeste (Rom 8,17).

Sua madre è la Chiesa universale, in quanto, mediante la grazia divina, genera le sue membra, cioè i suoi fedeli. Inoltre, di ogni anima devota si può dire che essa è madre di Cristo, nel senso che, facendo la volontà del Padre, mediante la carità - che è virtù fecondissima - dà la vita a tutti coloro in cui imprime la forma di Cristo (Gal 4,19)...

Maria è stata l'unica donna ad essere insieme madre e vergine, tanto nello spirito come nel corpo. Spiritualmente è madre ... delle membra di Cristo, che siamo noi, nel senso che ha cooperato mediante l'amore a generare alla Chiesa dei fedeli, che formano le membra di quel capo (Ef 4,15-16), di cui è veramente madre secondo la carne. Era infatti necessario che il nostro capo, con un insigne miracolo, prendesse la carne da una vergine, per significare che nell'ordine soprannaturale le sue membra sarebbero dovute nascere da una vergine, cioè dalla Chiesa. Dunque, soltanto Maria fu madre e vergine nello spirito e nel corpo: madre di Cristo, vergine di Cristo. La Chiesa, nei santi cui è riservato il possesso del Regno dei cieli, è, tutta intera, madre di Cristo e vergine di Cristo, nell'ordine spirituale.


Réponse  Message 768 de 1110 de ce thème 
De: lore luc Envoyé: 25/01/2012 03:58
 

Mercoledì  25  Gennaio  2012

Conversione di San Paolo, apostolo, festa
Meditazione del giorno
San Fulgenzio di Ruspe (467-532), vescovo in Africa del Nord
Discorso attribuito, n° 59 appendice; PL 65,929 (trad. it.)

«Paolo era in viaggio e stava per avvicinarsi a Damasco, all'improvviso lo avvolse una luce dal cielo» (At 9,3)

Saulo è spinto sulla via di Damasco per diventare cieco, poiché non vedendo giunga a vedere la vera Via (Gv 14,6)... Egli perde la vista degli occhi, ma il suo cuore è illuminato affinché la vera luce appaia agli occhi del cuore e a quelli del corpo... E' spinto dentro se stesso, per 'cercarsi'. Vagabondava in compagnia di se stesso, viaggiatore inconsapevole, e non si ritrovava poiché interiormente aveva perduto la via.

Ecco perché ha udito una voce che gli diceva...: «Lascia la via di Saulo, per trovare la fede di Paolo. Togliti la tunica della cecità e rivestiti del Salvatore (Gal 3,27)... Ho voluto manifestare nella carne l'accecamento del tuo cuore, affinché tu potessi vedere ciò che non vedevi e non fossi simile a coloro che hanno occhi e non vedono, orecchie e non intendono (Sal 114,5-6). Saulo torni indietro con le sue lettere inutili (At 22,5), affinché Paolo scriva le sue lettere così importanti. Saulo, il cieco, scompaia... affinché Paolo divenga la luce dei credenti»...

Chi ti ha trasformato in tal modo, Paolo? «Volete sapere chi l'ha fatto? Quell'uomo che chiamano Cristo... Ha unto i miei occhi e mi ha detto: 'Và a Sìloe e lavati! Io sono andato e, dopo essermi lavato, ho acquistato la vista' (Gv 9,11). Perché vi meravigliate? Colui che mi ha creato, è lui che mi ha ricreato; con la stessa potenza con cui mi ha creato, ora mi ha guarito; avevo peccato, ma lui mi ha purificato».

Vieni, Paolo, lascia il vecchio Saulo, affrettati a vedere anche Pietro... Anania, tocca Saulo e donaci Paolo; allontana il persecutore, invia il predicatore alla sua missione: gli agnelli non avranno più paura, le pecore di Cristo saranno nella gioia. Tocca il lupo che perseguitava Cristo affinché ora, con Pietro, porti le pecore a pascolare.


Réponse  Message 769 de 1110 de ce thème 
De: lore luc Envoyé: 26/01/2012 03:41

Giovedì  26  Gennaio  2012

 
Santi Timoteo e Tito, vescovi, memoria
Meditazione del giorno
San Cirillo di Gerusalemme (313-350), vescovo di Gerusalemme e dottore della Chiesa
Catechesi battesimale n° 18, § 23-25

Timoteo e Tito diffondono nel mondo la fede degli Apostoli

La Chiesa è chiamata cattolica (o universale) perché esiste nel mondo intero, da un'estremità all'altra della terra, e perché insegna in modo universale e senza errore ogni dottrina che gli uomini debbono conoscere sulle realtà visibili e invisibili, celesti e terrene. Inoltre è chiamata cattolica perché conduce alla vera religione l'intero genere umano, capi e sudditi, sapienti e ignoranti, perché cura e guarisce ogni sorta di peccato, commesso con l'anima o col corpo, e infine perché possiede in se stessa tutte le virtù, a parole e a fatti, di qualunque tipo, e tutti i doni spirituali.

Questo nome «Chiesa» – che vuol dire assemblea – è particolarmente esatto perché essa convoca e riunisce tutti gli uomini, come il Signore ordina nel Levitico: «Convoca tutta la comunità all'ingresso della tenda del convegno» (Lev 8,3)... E nel Deuteronomio Dio dice a Mosé: «Radunami il popolo e io farò loro udire le mie parole» (4,10)... E ancora il salmista dice: «Ti loderò nella grande assemblea, ti celebrerò in mezzo a un popolo numeroso» (35,18)...

In seguito il Salvatore ha istituito una seconda assemblea, con le nazioni che prima erano pagane: la nostra santa Chiesa, quella dei cristiani, per cui ha detto a Pietro: «E su questa pietra edificherò la mia chiesa e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa» (Mt 16,18)... Mentre la prima assemblea che era in Giudea è stata distrutta, le Chiese di Cristo si sono moltiplicate su tutta la terra. Di esse parlano i salmi quando dicono: «Cantate al Signore un canto nuovo; la sua lode nell'assemblea dei fedeli» (149,1)... E' di questa stessa Chiesa santa e cattolica che Paolo scrive a Timoteo: «Voglio che tu sappia come comportarti nella casa di Dio, che è la Chiesa del Dio vivente, colonna e sostegno della verità» (1Tm 3,15).


Réponse  Message 770 de 1110 de ce thème 
De: lore luc Envoyé: 27/01/2012 04:23

Venerdì  27  Gennaio  2012

 
Venerdì della III settimana delle ferie del Tempo Ordinario
Meditazione del giorno
Sant'Ambrogio (circa 340-397), vescovo di Milano e dottore della Chiesa
Commento al Vangelo di San Luca 7, 179-182 ; SC 52

Cristo seminato nella terra

In un orto Cristo fu catturato e poi seppellito; in un orto crebbe, e pure risorse... E così è diventato un albero... Dunque, anche voi seminate Cristo nel vostro orto... Con Cristo, macinate il granello di senapa, spremetelo e seminate la fede. La fede viene 'spremuta' quando crediamo a Cristo crocifisso. Era stata 'spremuta' la fede di Paolo quando diceva: «Non mi sono presentato ad annunziarvi la testimonianza di Dio con sublimità di parola o di sapienza. Io ritenni infatti di non sapere altro in mezzo a voi se non Gesù Cristo, e questi crocifisso» (1Cor 2,1-2)... Noi seminiamo la fede quando, secondo il Vangelo o le letture degli apostoli e dei profeti, crediamo alla Passione del Signore; seminiamo la fede quando la ricopriamo del terriccio arato e dissodato della carne del Signore ... Chi infatti ha creduto che il Figlio di Dio si è fatto uomo crede che è morto per noi e che è risuscitato per noi. Semino dunque la fede quando 'pianto' la tomba di Cristo nel mio giardino.

Volete sapere se Cristo è un granello ed è lui che viene seminato? «Se il chicco di grano caduto in terra non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto» (Gv 12,24)... E' Cristo stesso che lo dice. Dunque è chicco di grano, perché «sostiene il cuore dell'uomo» (Sal 104,15), ed anche granello di senape perché riscalda il cuore dell'uomo... E' chicco di grano quando si tratta della risurrezione, perché la parola di Dio e la prova della risurrezione nutrono le anime, aumentano la speranza, rafforzano l'amore – poiché Cristo è «il pane di Dio disceso dal Cielo» (Gv 6,33). Ed è granello di senape, perché parlando della Passione del Signore c'è più amarezza ed asprezza.




Réponse  Message 771 de 1110 de ce thème 
De: lore luc Envoyé: 28/01/2012 03:46
 

Sabato  28  Gennaio  2012

Sabato della III settimana delle ferie del Tempo Ordinario
Meditazione del giorno
Santa Teresa del Bambin Gesù (1873-1897), carmelitana, dottore della Chiesa
Scritto autobiografico A, 75 v°-76 r°

«Gesù se ne stava a poppa, sul cuscino, e dormiva»

Mia cara Madre, avrei dovuto parlarle del ritiro che precedette la mia pro¬fessione. Lungi dal portarmi consolazioni, mi recò l'aridità più assoluta e quasi l'abbandono. Gesù dormiva come sempre nella mia navicella; ah, vedo bene che di rado le anime lo lasciano dormire tranquillamente in loro stesse. Gesù è così stanco di sollecitare sempre con favori e di prendere le iniziative, che si affretta ad approfittare del riposo che gli offro. Non si sveglierà certamente prima del mio grande ritiro dell'eternità, ma, invece di addolorarmi, ciò mi fa un piacere immenso.

In verità, sono ben lungi da essere santa, già questo di per sé ne è prova. Invece di rallegrarmi per la mia aridità, dovrei attribuirla al mio poco fervore e alla mia scarsa fedeltà, dovrei sentirmi desolata perché dormo (da sette anni) durante le orazioni e i ringraziamenti; ebbene, non mi affanno per questo; penso che i bimbi piccoli piacciono ai loro genitori quando dormono come quando sono svegli, penso che per fare delle operazioni i medici addormentano i malati. Infine, penso che «il Signore vede la nostra fragilità, e si ricorda che noi siamo soltanto polvere» (Sal 103,14).

Il mio ritiro di professione fu, dunque, aridissimo, come tutti quelli successivi; tuttavia il buon Dio mi mostrava chiaramente, senza che me n'accorgessi, il mezzo per piacergli e praticare le virtù più sublimi. Ho notato varie volte che Gesù non vuole darmi provviste, mi sostiene minuto per minuto con un nutrimento nuovo, lo trovo in me senza sapere come ci sia. Credo semplicemente che sia Gesù stesso nascosto in fondo al mio povero cuore che mi fa la grazia di agire in me e mi fa pensare tutto quello che vuole ch'io faccia nel momento presente.




Réponse  Message 772 de 1110 de ce thème 
De: lore luc Envoyé: 29/01/2012 04:51

Domenica  29  Gennaio  2012

 
IV Domenica delle ferie del Tempo Ordinario - Anno B
Meditazione del giorno
San Girolamo (347-420), sacerdote, traduttore della Bibbia, dottore della Chiesa
Commento sul vangelo di Marco, 2 ; PLS 2, 125s

« Una dottrina nuova »

« Lo Spirito immondo, straziandolo e gridando forte, uscì da lui». Questo è il suo modo di esprimere il suo dolore: straziandolo. Poiché non poteva alterare l'anima dell'uomo, il demonio ha esercitato la sua violenza sul suo corpo. Queste manisfestazioni fisiche erano d'altronde l'unico mezzo in suo potere per significare che stava uscendo. Lo spirito immondo batte in ritirata...

«Tutti furono presi da timore tanto che si chiedevano a vicenda: 'Che è mai questo?' » Guardiamo gli Atti degli Apostoli e i segni dati dagli ultimi profeti. Cosa dicono i maghi del faraone di fronte ai prodigi di Mosè?: «È il dito di Dio!» (Es 8,15). Li compie Mosè, ma essi riconoscono la potenza di un altro. Dopo, gli apostoli hanno fatto gli stessi prodigi «nel nome di Gesù Cristo, cammina!» (At 3,6); «E Paolo disse allo spirito: 'In nome di Gesù Cristo ti ordino di partire da lei' » (At 16,18). Il nome di Gesù è sempre pronunciato. Ma qui, cosa dice Gesù ? «Esci da quell'uomo», senza altra precisione. In nome proprio ordina allo spirito di uscire. « Tutti furono presi da timore tanto che si chiedevano a vicenda: 'Che è mai questo? Una dottrina nuova' ». L'espulsione del demonio non aveva in sè nulla di nuovo: questo lo facevano spesso gli esorcisti degli Ebrei. Ma cosa dice Gesù? Quale è questa dottrina nuova? Dov'è dunque la novità? È nel fatto che Egli comanda con la propria autorità agli spiriti immondi. Non pronuncia altro nome: dona i suoi ordini in prima persona; non parla in nome di un altro, ma con l'autorità che è sua.


Réponse  Message 773 de 1110 de ce thème 
De: lore luc Envoyé: 30/01/2012 03:51
 

Lunedì  30  Gennaio  2012

Lunedì della IV settimana delle ferie del Tempo Ordinario
Meditazione del giorno
Beato Charles de Foucauld (1858-1916), eremita e missionario nel Sahara
Meditazioni sul Vangelo, in Opere spirituali, (1958)

«Mentre Gesù risaliva sulla barca, colui che era stato indemoniato lo pregava di permettergli di stare con lui. Non glielo permise»

La vera, l'unica perfezione non sta nel condurre questo o quel genere di vita, ma nel fare la volontà di Dio; sta nel condurre il genere di vita che Dio vuole, dove egli vuole, e nel condurlo come l'avrebbe condotto lui stesso. Quando egli lascia la scelta a noi stessi, cerchiamo di seguirlo passo passo più perfettamente possibile, di condividere la sua vita come è stata, come hanno fatto gli apostoli durante la sua vita e dopo la morte: l'amore ci spinge a questa imitazione. Se Dio ci lascia questa scelta, questa libertà, è proprio perché vuole che spieghiamo le vele al vento del puro amore e, spinti da lui, «corriamo dietro a lui alla fragranza dei suoi profumi» (Can 1,4 LXX) in una perfetta imitazione, come San Pietro e San Paolo...

E se un giorno Dio vuole portarci via, per un po' o per sempre, da questa strada così bella e perfetta, non siamo turbati né meravigliati. I suoi disegni sono imperscrutabili: può fare per noi, a metà o alla fine del percorso, ciò che ha fatto per il Geraseno all'inizio. Obbediamo, facciamo la sua volontà..., andiamo dove vorrà, conduciamo il genere di vita che la sua volontà ci indicherà. Ma ovunque avviciniamoci a lui con tutte le nostre forze e siamo in qualsiasi stato, in qualsiasi condizione, come lui stesso sarebbe stato, si sarebbe comportato, se la volontà del Padre lo avesse messo là dove mette noi.



Réponse  Message 774 de 1110 de ce thème 
De: lore luc Envoyé: 31/01/2012 04:06
 

Martedì  31  Gennaio  2012

Martedì della IV settimana delle ferie del Tempo Ordinario
Meditazione del giorno
Beato Giovanni Paolo II (1920-2005), papa
Discorso ai giovani cileni, 2 aprile 1987 - Copyright © Libreria Editrice Vaticana

«La bambina non è morta, ma dorme»

Cari giovani, da voi dipende il futuro, da voi dipende il termine di questo Millennio e l'inizio del nuovo. Non siate, dunque, passivi; assumetevi le vostre responsabilità in tutti i campi a voi aperti nel nostro mondo!... Assumetevi le vostre responsabilità! Siate disposti, animati dalla fede nel Signore, a dare ragione della vostra speranza (cf. 1 Pt 3, 15). ... Qual è il motivo della vostra fiducia? La vostra fede, il riconoscimento e l'accettazione dell'immenso amore che Dio continuamente manifesta agli uomini...Gesù Cristo, «è lo stesso ieri, oggi e sempre» (Eb 13, 8), continua a mostrare per i giovani lo stesso amore che descrive il Vangelo quando si incontra con un giovane e una giovane.

Così possiamo contemplarlo nella lettura biblica che abbiamo ascoltato: la resurrezione della figlia di Giairo, la quale - puntualizza San Marco - «aveva dodici anni» (Mc 5, 42)....Giairo con franchezza espone al Maestro la sua pena, l'infermità di sua figlia e con insistenza supplica la sua guarigione: «La mia figlioletta è agli estremi: vieni a imporle le mani perché sia guarita e viva» (Mc 5, 23). «Gesù andò con lui» (Mc 5, 24). Il cuore di Cristo, che si commuove di fronte al dolore umano di quest'uomo e della sua giovane figlia, non resta indifferente di fronte alle nostre sofferenze. Cristo ci ascolta sempre, ma ci chiede che ricorriamo a lui con fede. ... Tutti i gesti e le parole del Signore esprimono questo amore.

Vorrei soffermarmi particolarmente sulle testuali parole uscite dalla bocca di Gesù: «La bambina non è morta, ma dorme». Queste parole, profondamente rivelatrici, mi inducono a pensare alla misteriosa presenza del Signore della vita in un mondo che sembra soccombere all'impulso distruttore dell'odio, della violenza e dell'ingiustizia; ma no. Questo mondo, che è vostro, non è morto, ma dorme. Nel vostro cuore, cari giovani si avverte il forte palpito della vita, dell'amore di Dio. La gioventù non è morta quando è vicina al Maestro. Sì, quando è vicina a Gesù: voi tutti siete vicini a Gesù. Ascoltate tutte le sue parole, tutte le parole, tutto. Giovane, ama Gesù, cerca Gesù. Incontrati con Gesù.




Réponse  Message 775 de 1110 de ce thème 
De: lore luc Envoyé: 01/02/2012 03:58
 

Mercoledì  1° Febbraio  2012

Mercoledì della IV settimana delle ferie del Tempo Ordinario
Meditazione del giorno
San Josemaría Escrivá de Balaguer (1902-1975), sacerdote, fondatore
Omelia del 19/03/1963 in Es Cristo que pasa

«Non è costui il carpentiere?»

Giuseppe amò Gesù come un padre ama suo figlio e gli si dedicò dandogli il meglio che poteva.Giuseppe, prendendo cura di quel Bambino che gli era stato affidato, fece di Gesù un artigiano: gli trasmise il suo mestiere. Gli abitanti di Nazaret parleranno pertanto di Gesù chiamandolo a volte «carpentiere» o «il figlio del carpentiere» (Mt 13,55)....

Gesù dovette rassomigliare a Giuseppe in molti aspetti: nel modo di lavorare, nei lineamenti del suo carattere, nell'accento. Il realismo di Gesù, il suo spirito di osservazione, il modo di sedere a mensa e spezzare il pane, il gusto per il discorso concreto, prendendo spunto dalle cose della vita ordinaria: tutto ciò è il riflesso dell'infanzia e della giovinezza di Gesù, e quindi pure il riflesso della dimestichezza con Giuseppe. Non è possibile negare la grandezza del mistero: questo Gesù, che è uomo, che parla con l'inflessione di una determinata regione di Israele, che assomiglia a un artigiano di nome Giuseppe, costui è il Figlio di Dio. E chi può insegnare qualcosa a chi è Dio? Ma Gesù è realmente uomo e vive normalmente: prima come bambino, poi come ragazzo che comincia a dare una mano nella bottega di Giuseppe, finalmente come uomo maturo, nella pienezza dell'età: «E Gesù cresceva in sapienza, età e grazia davanti a Dio e agli uomini» (Lc 2,52).

Giuseppe è stato, nell'ordine naturale, maestro di Gesù: ha avuto con Lui rapporti quotidiani delicati e affettuosi, e se n'è preso cura con lieta abnegazione. Tutto ciò non è forse un buon motivo per considerare questo uomo giusto (Mt 1,19), questo santo Patriarca, in cui culmina la fede dell'Antica Alleanza, come Maestro di vita interiore?


Réponse  Message 776 de 1110 de ce thème 
De: lore luc Envoyé: 02/02/2012 04:05
 

Giovedì  2 Febbraio  2012

Presentazione del Signore, festa
Meditazione del giorno
Adamo di Perseigne ( ?-1221), abate cistercense
Discorso 4 per la Purificazione

«Ecco il Signore Dio, viene con potenza; viene a illuminare il nostro sguardo» (cfr Is, 35,4-5) antifona di apertura

Il Padre di ogni luce (Gc 1,17) invita i figli della luce (Lc 16,8) a celebrare questa festa di luce: «Guardate a lui e sarete raggianti» dice il Salmo (34,6). Infatti, «colui che abita una luce inaccessibile» (1Tm 6,16) si è degnato di rendersi accessibile; si è abbassato nel velo della carne affinché il debole e il povero possano salire fino a lui. Quale cascata di misericordia! «Abbassò i cieli» cioè le altezze della divinità, «e discese» incarnandosi e una «fosca caligine era sotto i suoi piedi» (Sal 18,10). ...

Oscurità necessaria per ridarci la luce! La luce vera si è nascosta sotto la nube della carne (cf Es 13,21), nube oscura per la somiglianza con «la nostra condizione umana di peccatori» (Rm 8,3)... Poiché la vera Luce si è nascosto nella carne noi, esseri di carne, avviciniamoci al Verbo fatto carne... per imparare a passare poco a poco dalla carne allo spirito. Avviciniamoci ora, dato che oggi un nuovo sole brilla più del solito. Finora era rinchiuso a Betlemme in un'angusta mangiatoia e conosciuto da ben pochi, ma ora a Gerusalemme è presentato a tanta gente nel Tempio del Signore... Oggi il Sole si espande ad irradiare il mondo intero...

Se solo l'anima mia potesse bruciare del desiderio che infiammava Simeone, affinché io meriti d'essere portatore di una così grande luce! Tuttavia, se prima l'anima non è stata purificata dai suoi peccati, non potrà andare «incontro al Signore tra le nuvole» della vera libertà (1 Ts 4,17)... Solo allora potrà rallegrarsi con Simeone della vera luce e, come lui, andarsene in pace.




Réponse  Message 777 de 1110 de ce thème 
De: lore luc Envoyé: 03/02/2012 03:58
 

Venerdì  3  Febbraio  2012

Venerdì della IV settimana delle ferie del Tempo Ordinario
Meditazione del giorno
San Cipriano (circa 200-258), vescovo di Cartagine e martire
Esortazione al martirio, 13

Giovanni Battista, martire per la verità

«Le sofferenze del momento presente non sono paragonabili alla gloria futura che dovrà essere rivelata in noi» (Rom 8,18). Chi non farebbe di tutto per ottenere una tale gloria diventando amico di Dio, per rallegrarsi al più presto in compagnia di Gesù e ricevere la ricompensa divina dopo le pene e i tormenti di questa terra?

E' una gloria per i soldati di questo mondo rientrare trionfanti in patria, dopo la vittoria sui nemici. Ma non è forse una gloria maggiore aver vinto il demonio e ritornare trionfanti in quel paradiso da cui Adamo era stato espulso a causa del suo peccato? E, dopo aver sconfitto colui che l'aveva ingannato, riportarvi il trofeo della vittoria? Offrire a Dio come un magnifico bottino una fede integra, un coraggio spirituale ineccepibile, una lodevole dedizione? ... Diventare coerede di Cristo, eguale agli angeli, gioire felicemente del regno celeste coi patriarchi, gli apostoli, i profeti? Quale persecuzione può vincere tali pensieri, che possono aiutarci a superare le torture? ...

La terra ci chiude in prigione con le persecuzioni, ma il cielo resta aperto.... Quale onore, quale certezza andarsene da qui nella gioia, trionfando in mezzo ai tormenti e alle prove! Socchiudere gli occhi che vedevano gli uomini e il mondo, e riaprirli immediatamente sulla gloria di Dio e di Cristo! ... Se la persecuzione si abbatte su un soldato così preparato, non potrà sconfiggere il suo coraggio. E anche se siamo chiamati in cielo prima della lotta, una fede così preparata non resterà senza ricompensa. ... Nella persecuzione, Dio ricompensa i suoi soldati; nella pace premia la buona coscienza.


Réponse  Message 778 de 1110 de ce thème 
De: lore luc Envoyé: 04/02/2012 03:59
 

Sabato  4  Febbraio  2012

Sabato della IV settimana delle ferie del Tempo Ordinario
Meditazione del giorno
Isacco di Siria (VII secolo), monaco nella regione di Mossul, santo delle Chiese ortodosse
Discorsi ascetici, 1a parte, n° 60

«Ed ebbe compassione per loro»

Non chiamare Dio semplicemente giusto. Poiché non è in rapporto a quanto fai tu che egli rivela la sua giustizia. Se Davide lo definisce giusto e retto (Sal 33,5), il Figlio ci ha rivelato che egli è buono e misericordioso: «benevolo verso gl'ingrati e i malvagi» (Lc 6,35). ... Dov'è la giustizia di Dio? Non è forse nel fatto che «mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi»? (Rm 5,8) E se Dio si mostra compassionevole in questo mondo, possiamo ben credere che lo è da tutta l'eternità.

Lungi da noi il pensiero errato che Dio non mostra compassione. L'essere di Dio non cambia come cambiano gli esseri mortali...; nulla manca o si aggiunge a ciò che gli è [proprio] come succede invece alle creature. Dio avrà sempre, per l'eternità, la compassione che ha avuto fin dalle origini... Come dice il beato Cirillo nel commento alla Genesi, venera Dio per amore, e non a causa del duro nome di giustizia attribuitogli. Amalo come si dovrebbe amare: non per la ricompensa che ti darà, ma per ciò che abbiamo ricevuto, per l'universo che ha creato per farcene dono. Chi potrebbe restituirgli una cosa qualsiasi di ciò che egli ha fatto per noi? E di quanto noi facciamo, cosa potremmo restituirgli? In origine, chi lo ha persuaso a crearci? E chi lo prega per noi, quando [gli] manchiamo di gratitudine? Quanto è ammirevole la compassione di Dio! Che meraviglia la grazia di Dio nostro creatore! ... Chi può dire la sua gloria?




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De: lore luc Envoyé: 05/02/2012 03:58
 

Domenica  5 Febbraio  2012

V Domenica delle ferie del Tempo Ordinario - Anno B
Meditazione del giorno
Giovanni Taulero (circa 1300-1361), domenicano a Strasburgo
Omelia 15, per la veglia delle Palme

«Gesù si ritirò in un luogo deserto e là pregava»

Quando il Figlio di Dio «alzati gli occhi al cielo, disse: 'Padre, glorifica il Figlio tuo'» (Gv 17,1), ci ha insegnato con questa azione che dobbiamo elevare [molto] in alto i nostri sensi, le mani, le facoltà, l'anima, e pregare in lui, con lui e per lui. Ecco l'opera più bella e più santa che il Figlio di Dio ha fatto quaggiù: adorare il Padre prediletto. Ma ciò supera di molto ogni ragionamento, e non possiamo in alcun modo arrivarci e comprenderlo, se non con lo Spirito Santo. Sant'Agostino e Sant'Anselmo dicono che la preghiera è «l'elevazione dell'anima a Dio». ...

Io ti dico solo questo: distaccati, veramente, da te stesso e da tutte le cose create, ed eleva interamente l'anima a Dio al di sopra di tutte le creature, nell'abisso più profondo. Là, immergi il tuo spirito in quello di Dio, in un totale abbandono..., nella vera unione con Dio.... Chiedi a Dio ciò che vuole gli si chieda, ciò che desideri e ciò che gli uomini desiderano da te. E sappi per certo: come una povera piccola moneta di fronte a cento monete d'oro, tale è qualsiasi preghiera esteriore di fronte a quella che è vera unione con Dio, immersione e fusione dello spirito creato in quello increato di Dio...

Se ti hanno chiesto una preghiera, è bene che tu la faccia esteriormente come sei stato pregato di fare e come hai promesso. Tuttavia, mentre così fai, orienta l'anima tua verso l'alto e nel deserto interiore; spingi là, come Mosé, tutto il tuo gregge (Es 3,1) ... «I veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità» (Gv 4,23). E' in questa preghiera interiore che culminano tutte le pratiche, le formule e le preghiere che da Adamo in poi sono state offerte e lo saranno fino all'ultimo giorno. Tutto diventa perfetto in un istante, in questo raccoglimento vero e sostanziale.


Réponse  Message 780 de 1110 de ce thème 
De: lore luc Envoyé: 06/02/2012 04:06
 

Lunedì  6 Febbraio  2012

Lunedì della V settimana delle ferie del Tempo Ordinario
Meditazione del giorno
Santa Teresa d'Avila (1515-1582), carmelitana, dottore della Chiesa

« Quanti lo toccavano guarivano »

Quando Gesù era in questo mondo, il solo contatto coi suoi vestiti guariva i malati. Come dubitare, se abbiamo la fede, che egli non faccia ancora dei miracoli, quando ci è così intimamente unito nella comunione eucaristica ? Come non ci darebbe ciò che gli chiediamo, dato che egli è proprio nella sua casa ? Sua Maestà non è solita mal ricompensare la buona ospitalità che gli viene offerta. Se siete afflitti di non vederlo con gli occhi del corpo, considerate che questo non vi si addice...

Invece, appena il Nostro Signore ha visto che un'anima sta per prender profitto dalla sua presenza, si rivela ad essa. Certo questa non lo vedrà con gli occhi del corpo, ma egli si manifesterà mediante grandi sentimenti interiori, o altri mezzi. State dunque con lui di buon cuore. Non perdete occasione tanto favorevole per trattare dei vostri interessi, quanto l'ora che segue la comunione.





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