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Messaggio 1 di 1110 di questo argomento |
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| Da: Enzo Claudio (Messaggio originale) |
Inviato: 30/11/2009 17:03 |
Un brano di Raoul Follereau definito l'Apostolo dei lebbrosi:
Che strano traffico con il buon Dio! Signore, dammi questo! Signore, concedimi questo! Signore, guariscimi!
Come se Dio non conoscesse, molto più di noi, quello che ci abbisogna.
Un piccino suggerisce forse alla mamma: "Preparami quella pappa" ?
Un malato al suo dottore: "Mi prescriva quella medicina" ?
Chi può assicurarci se quel che ci manca non sia peggiore di quel che abbiamo ?
Allora, tentiamo soltanto questa preghiera:
"Signore, non cessare di amarci, mai"
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Messaggio 751 di 1110 di questo argomento |
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Battesimo del Signore, festa - Anno BMeditazione del giornoBenedetto XVI, papa Omelia del 10/01/2010 (copyright© Libreria Editrice Vaticana)
"Tu sei il Figlio mio prediletto, in te mi sono compiaciuto"
Presso il Giordano, Gesù si manifesta con una straordinaria umiltà, che richiama la povertà e la semplicità del Bambino deposto nella mangiatoia, e anticipa i sentimenti con i quali, al termine dei suoi giorni terreni, giungerà a lavare i piedi dei discepoli e subirà l'umiliazione terribile della croce. Il Figlio di Dio, Colui che è senza peccato, si pone tra i peccatori, mostra la vicinanza di Dio al cammino di conversione dell'uomo. Gesù prende sulle sue spalle il peso della colpa dell'intera umanità, inizia la sua missione mettendosi al posto dei peccatori, nella prospettiva della croce.
Mentre, raccolto in preghiera, dopo il battesimo, esce dall'acqua, si aprono i cieli. È il momento atteso da schiere di profeti. «Se tu squarciassi i cieli e scendessi!», aveva invocato Isaia (63,19). In questo momento... tale preghiera viene esaudita. Infatti, «Il cielo si aprì e discese sopra di lui lo Spirito Santo» (3,21-22); si udirono parole mai ascoltate prima: «Tu sei il Figlio mio, l'amato, in te ho posto il mio compiacimento» (v. 22). ... Il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo scendono tra gli uomini e ci rivelano il loro amore che salva. Se sono gli angeli a recare ai pastori l'annuncio della nascita del Salvatore, e la stella ai Magi venuti dall'Oriente, ora è la voce stessa del Padre che indica agli uomini la presenza nel mondo del suo Figlio e che invita a guardare alla risurrezione, alla vittoria di Cristo sul peccato e sulla morte. |
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Messaggio 752 di 1110 di questo argomento |
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Lunedì della I settimana delle ferie del Tempo OrdinarioMeditazione del giornoSan Gregorio Magno (circa 540-604), papa, dottore della Chiesa da Kephas (Fayard, 1999) 1, Trad it.
«E subito, lasciate le reti, lo seguirono»
Dona molto chi non trattiene nulla per sé. Dona molto chi lascia il poco che possiede senza nulla tenersi. Noi, al contrario, ci attacchiamo a ciò che abbiamo e cerchiamo avidamente ciò che non abbiamo. Pietro e Andrea hanno lasciato molto quando hanno entrambi rinunciato al semplice desiderio di possedere. Hanno lasciato molto perché, rinunciando ai loro beni, hanno rinunciato anche ai loro desideri.
Seguendo il Signore hanno rinunciato a tutto quanto avrebbero potuto desiderare se non l'avessero seguito. Chi dunque, anche quando vede che certi hanno rinunciato a grandi ricchezze, non dice a se stesso: «Come vorrei imitarli nel disprezzo di questo mondo, ma non ho niente da lasciare». Fratelli, lasciate abbastanza rinunciando ai desideri terreni. Ed al Signore bastano i nostri beni materiali, per quanto piccoli siano. Ciò che egli guarda infatti è il cuore, non i beni; più che il valore dell'offerta che gli si fa, considera i sentimenti che l'accompagnano.
Se consideriamo i beni materiali, vediamo che i nostri santi lavoratori hanno pagato con le loro reti e la loro barca la vita eterna, che è quella degli angeli. Il Regno di Dio non ha prezzo: quindi vale ciò che si ha. |
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Messaggio 753 di 1110 di questo argomento |
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Martedì della I settimana delle ferie del Tempo OrdinarioMeditazione del giornoCatechismo della Chiesa cattolica §391-395
« Sei venuto a rovinarci ? »
Dietro la scelta disobbediente dei nostri progenitori c'è una voce seduttrice, che si oppone a Dio, la quale, per invidia, li fa cadere nella morte. La Scrittura e la Tradizione della Chiesa vedono in questo essere un angelo caduto, chiamato Satana o diavolo. La Chiesa insegna che all'inizio era un angelo buono, creato da Dio. « Il diavolo infatti e gli altri demoni sono stati creati da Dio naturalmente buoni, ma per loro volere si sono trasformati in malvagi ».
La Scrittura parla di un peccato di questi angeli (2 Pt 2, 4). Tale « caduta » consiste nel fatto che questi spiriti creati, per libera scelta, radicalmente ed irrevocabilmente hanno rifiutato Dio e il suo Regno. Troviamo un riflesso di questa ribellione nelle parole rivolte dal tentatore ai nostri progenitori: « Diventerete come Dio » (Gn 3,5). « Il diavolo è peccatore fin dal principio » (1 Gv 3,8), « padre della menzogna » (Gv 8,44). A far sì che il peccato degli angeli non possa essere perdonato è il carattere irrevocabile della loro scelta, e non un difetto dell'infinita misericordia divina. « Non c'è possibilità di pentimento per loro dopo la caduta, come non c'è possibilità di pentimento per gli uomini dopo la morte » (S. Giovanni Damasceno).
La Scrittura attesta la nefasta influenza di colui che Gesù chiama « omicida fin dal principio » (Gv 8,44), e che ha perfino tentato di distogliere Gesù dalla missione affidatagli dal Padre. « Il Figlio di Dio è apparso per distruggere le opere del diavolo » (1 Gv 3,8). Di queste opere, la più grave nelle sue conseguenze è stata la seduzione menzognera che ha indotto l'uomo a disobbedire a Dio.
La potenza di Satana però non è infinita. Egli non è che una creatura, potente per il fatto di essere puro spirito, ma pur sempre una creatura: non può impedire l'edificazione del regno di Dio. |
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Messaggio 754 di 1110 di questo argomento |
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Mercoledì 11 Gennaio 2012
Mercoledì della I settimana delle ferie del Tempo OrdinarioMeditazione del giornoSan Vincenzo de Paoli (1581-1660), sacerdote, fondatore di comunità religiose Istruzione del 16/8/1656 a due suore inviate ad Arras
«Egli, accostatosi, la sollevò prendendola per mano»
E' bello leggere ciò che si dice nel Vangelo della suocera di Pietro. Questa donna buona, colpita da febbre alta, aveva sentito dire che il Signore era a Cafarnao e faceva grandi miracoli, guariva malati, cacciava demoni ed altre meraviglie. Ella sapeva che suo genero era col Figlio di Dio e poteva dire a san Pietro: «Figlio mio, il tuo maestro è potente e può liberarmi da questa malattia».
Poco tempo dopo, il Signore andò nella sua casa, ma ella non mostra alcun disappunto per il proprio male; non si lamenta, non prega suo genero, né il Signore, perché avrebbe potuto dirgli: «So che tu, o Signore, hai il potere di guarire ogni sorta di malattie: abbi pietà di me». Ella non disse nulla di simile, e il Signore, vedendo che lei non si curava di sé, comandò alla febbre di lasciarla ; e subito ella fu guarita.
In tutto quanto di sgradevole ci capita, non lasciamoci prendere dalla preoccupazione, affidiamo tutto alla Provvidenza, e ci basti sapere che il Signore ci vede e sa ciò che sopportiamo per amore suo e per imitare i luminosi esempi che ci ha dato, particolarmente nell'orto degli ulivi, quando accettò il calice... Perché, anche se ha chiesto che passasse, se fosse stato possibile, senza berlo, ha subito soggiunto che fosse fatta la volontà del Padre suo (Mt 26,42). |
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Messaggio 755 di 1110 di questo argomento |
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Giovedì della I settimana delle ferie del Tempo OrdinarioMeditazione del giornoBeata Teresa di Calcutta (1910-1997), fondatrice delle Suore Missionarie della Carità Lettera alle sue collaboratrici del 10/04/1974
«Mosso a compassione, Gesù stese la mano, lo toccò»
I poveri sono assetati di acqua, ma anche di pace, di verità e di giustizia. I poveri sono nudi ed hanno bisogno di vestiti, ma anche di umana dignità e di compassione per i loro peccati. I poveri non hanno casa ed hanno bisogno di un riparo fatto di mattoni, ma anche di un cuore gioioso, pieno di amore e misericordia. Sono malati ed hanno bisogno di cure mediche, ma anche di una mano che venga in loro aiuto e di un sorriso che li accolga.
Gli esclusi, i prigionieri, gli alcolisti, i moribondi, chi è scartato, non amato, chi è solo e abbandonato, gli emarginati, gli intoccabili, i lebbrosi..., coloro che sono nel dubbio e nella confusione, coloro che non hanno ricevuto la luce di Cristo, gli affamati della parola e della pace di Dio, le anime tristi e afflitte..., coloro che sono un peso per la società, che hanno perso ogni speranza e fiducia nella vita, hanno dimenticato come si sorride e non sanno più cosa significa ricevere un po' di calore umano, un gesto d'amore e d'amicizia – tutti, si rivolgono a noi per avere un conforto. Se noi voltiamo loro le spalle, voltiamo le spalle a Cristo. |
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Messaggio 756 di 1110 di questo argomento |
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Venerdì della I settimana delle ferie del Tempo OrdinarioMeditazione del giornoSant'Ambrogio (circa 340-397), vescovo di Milano e dottore della Chiesa Commento al Vangelo di San Luca 5, 11-13 ; SC 45 (trad. it)
Vedendo la loro fede, Gesù lo perdona
«Vedendo la loro fede, Gesù dice al paralitico 'I tuoi peccati sono perdonati'». Il Signore è grande: a causa degli uni, perdona agli altri; accetta la preghiera dei primi e perdona ai secondi i loro peccati. Perché allora oggi il tuo prossimo non può far nulla per te, se presso il Signore il suo servo ha diritto d'intervenire e ottenere?
Voi che giudicate, imparate a perdonare; e voi che siete malati, imparate a chiedere. Se non sperate il perdono direttamente per le vostre gravi colpe, ricorrete a chi può intercedere per voi, ricorrete alla Chiesa che pregherà per voi. Per riguardo a lei, il Signore vi accorderà il perdono che avrebbe potuto rifiutarvi. Non dimentichiamo la realtà storica della guarigione del paralitico; ma prima di tutto riconosciamo in lui la guarigione dell'uomo interiore, a cui sono stati perdonati i peccati...
Il Signore vuole salvare i peccatori; mostra la sua divinità attraverso la conoscenza dei segreti e le azioni prodigiose. «Che cosa è più facile, dire: Ti sono rimessi i tuoi peccati, o dire: Alzati e cammina?» In questo modo fa vedere un'immagine completa della resurrezione, poiché, guarendo la ferita dell'anima e del corpo..., l'uomo intero è guarito. |
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Messaggio 757 di 1110 di questo argomento |
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Sabato della I settimana delle ferie del Tempo OrdinarioMeditazione del giornoSant'Alfonso Maria de' Liguori, (1696-1787), vescovo e dottore della Chiesa Novena del Santo Natale, Discorso 6
Egli si alzò e lo seguì
Mio amato Redentore, ecco il mio cuore, te lo affido interamente; non è più mio, è tuo. Entrando nel mondo, hai offerto all'Eterno Padre, gli hai affidato interamente la tua volontà, come ci insegni per mezzo di Davide: «Sul rotolo del libro di me è scritto, che io faccia il tuo volere. Mio Dio, questo io desidero» (Sal 40, 8-9). Anch'io, mio amato Salvatore, ti offro oggi tutta la mia volontà. Un tempo è stata ribelle verso di te e a causa di essa ti offesi. Ora mi pento con tutto il cuore dell'uso che ne ho fatto, di tutti i peccati che mi hanno privato miseramente della tua amicizia. Me ne pento profondamente e ti consacro senza riserve questa mia volontà.
«Che devo fare, Signore?» (At 22,10) Dimmi, Signore, ciò che vuoi da me: sono pronto a fare tutto quanto desideri. Fai di me e di quanto mi appartiene ciò che ti piacerà: accetto tutto, sono disposto a tutto. So che vuoi il mio bene più grande: «Mi affido alle tue mani» (Sal 31,6). Per la tua misericordia, aiutami, custodiscimi, fammi essere tuo sempre e completamente, poiché «tu mi riscatti, Signore, Dio fedele» al prezzo del tuo sangue (Sal 31,6). |
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Messaggio 758 di 1110 di questo argomento |
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II Domenica delle ferie del Tempo Ordinario - Anno BMeditazione del giornoSan Cirillo d'Alessandria (380-444), vescovo e dottore della Chiesa Commento al Vangelo di Giovanni, 2,Prol; PG 73, 192
«Ecco l'Agnello di Dio»
«Giovanni vedendo Gesù venire verso di lui disse: 'Ecco l'agnello di Dio, ecco colui che toglie il peccato del mondo!'» (Gv 1,29). Non è più il momento di dire: «Preparate le vie del Signore» (Mt 3,3), poiché colui del quale la venuta era stata preparata si lascia vedere: ormai non si nasconde più agli sguardi. La natura dell'evento richiede un altro discorso: bisogna far conoscere chi è venuto, spiegare perché è disceso dal cielo ed è venuto fino a noi. E' per questo che Giovanni esclama: «Ecco l'Agnello di Dio».
Il profeta Isaia ce lo ha annunciato dicendo che era «come agnello condotto al macello, come pecora muta di fronte ai suoi tosatori» (Is 53,7). La Legge di Mosé l'ha prefigurato, ma ... essa dava una salvezza incompleta e la sua misericordia non arrivava a tutti gli uomini. Oggi invece il vero Agnello, prima rappresentato con dei simboli, la vittima senza colpa, è condotta al macello.
E' per eliminare il peccato dal mondo, rovesciare il Maligno, distruggere la morte morendo per tutti, spezzare la maledizione che ci affliggeva e mettere fine alla parola: «Polvere tu sei e in polvere tornerai» (Gen 3,19). Divenuto così il secondo Adamo, di origine celeste e non terrestre (1Cor 15,47), è la fonte di ogni bene per l'umanità..., la via che porta al regno dei cieli. Poiché un solo Agnello è morto per tutti ed ha riportato a Dio Padre tutto il gregge di coloro che abitano sulla terra. «Uno solo è morto per tutti», per sottomettere tutti a Dio; «uno solo è morto per tutti» per guadagnare tutti, perché tutti ormai «non vivano più per se stessi, ma per colui che è morto e risuscitato per loro» (2Cor 5,14-15). |
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Messaggio 759 di 1110 di questo argomento |
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Lunedì della II settimana delle ferie del Tempo OrdinarioMeditazione del giornoOdi di Salomone (testo cristiano ebraico del 2° secolo) N° 2
«Lo Sposo è con loro»
(Col battesimo) mi sono rivestito dell'amore del Signore (Gal 3,27)..., egli mi stringe a sé. Non avrei saputo amare il Signore, se lui stesso non mi avesse amato per primo. Chi può capire l'amore, se non chi è amato? Abbraccio l'Amato e l'anima mia lo ama.
Dov'è il suo riposo, là io mi trovo (cf Ct 1,7). Non sarò più straniero; l'Altissimo è misericordioso. Io sono uno con lui, poiché lo Sposo ha trovato il suo amore.
Perché amo il Figlio, divento figlio. Sì, chi si unisce a Colui che non muore sarà pure lui immortale. Chi trova gaudio in Colui che è la Vita sarà vivo a sua volta .
Questo è lo spirito del Signore che non mente, e insegna agli uomini a conoscere le sue vie. Siate saggi, comprendete e siate vigili. Alleluia! |
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Messaggio 760 di 1110 di questo argomento |
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Martedì della II settimana delle ferie del Tempo OrdinarioMeditazione del giornoLeone XIII, papa dal 1878 al 1903 Rerum novarum, 32
« Ricordati del giorno di sabato per santificarlo » (Es 20,8)
La vita del corpo, benché buona e desiderabile, non è il fine per cui siamo stati creati. Essa è una via e un mezzo per giungere alla perfezione dell'anima, attraverso la conoscenza del vero e l'amore per il bene. L'anima porta scolpita in sé l'immagine e la somiglianza divina (Gen 1,26); in essa risiede la sovranità di cui l'uomo è stato investito quando ricevette l'ordine di esercitare il proprio dominio sulla natura e di soggiogare il mare e la terra (Gen 1,28)...
Da questo punto di vista, tutti gli uomini sono uguali ; non esistono differenze tra ricchi e poveri, padroni e servi, principi e sudditi, « dato che lui stesso è il Signore di tutti» (Rm 10,12). A nessuno è lecito violare impunemente la dignità dell'uomo, che Dio stesso onora con grande rispetto, né ostacolare il cammino dell'uomo verso quella perfezione che corrisponde alla vita eterna e celeste...
Ne consegue la necessità del riposo, cioè di cessare le attività nel giorno del Signore. Del resto, non dobbiamo vedere nel riposo un incoraggiamento nei confronti dell'ozio sterile, e tanto meno un modo per diventare sfaccendati, fonte d'immoralità e occasione di spreco ; si tratta di un riposo santificato dalla religione... Questa è la caratteristica essenziale e la ragione d'essere di quel riposo del settimo giorno, che Dio aveva già iscritto tra i principali articoli della Legge : « Ricordati di santificare il giorno di sabato » (Es 20,8) e di cui egli stesso aveva dato esempio attraverso il misterioso riposo preso subito dopo la creazione dell'uomo: « Allora Dio, nel settimo giorno portò a termine il lavoro che aveva fatto e cessò nel settimo giorno da ogni suo lavoro » (Gen 2,2).
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Messaggio 761 di 1110 di questo argomento |
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Mercoledì 18 Gennaio 2012
Mercoledì della II settimana delle ferie del Tempo OrdinarioMeditazione del giornoSanta Gertrude di Helfta (1256-1301), monaca cistercense Esercizi, 7 ; SC 127
«Osservavano Gesù... per poi accusarlo»
Nell'ora della preghiera, disponiti alla presenza della pace e dell'amore...; pace di Dio che superi ogni intelligenza (Fil 4,7), deliziosa e piacevole, dolce e preferibile ad ogni cosa, dovunque [tu] penetri regna una sicurezza imperturbabile. Tu sola hai il potere di porre un freno alla collera del sovrano; ornamento del trono del re è la tua clemenza; luce del regno di gloria sono la tua pietà e misericordia. Ti prego, assumi tu la mia causa, poiché sono colpevole e bisognoso... Ecco, il creditore è già alla porta... non è prudente che io gli parli, poiché non ho nulla per saldare il debito. Dolcissimo Gesù, mia pace, per quanto tempo resterai ancora in silenzio?... Ti prego, parla ora per me, pronunciando questa parola per amor mio: «Sono io che lo riscatto». Tu sei certamente il rifugio di tutti i poveri. Tu non passi accanto ad alcuno senza donargli la salvezza. Mai hai lasciato andar via chi si è rifugiato presso di te, senza che fosse riconciliato...
Ti prego, amore mio, mio Gesù, a quest'ora del giorno sei stato flagellato per me, coronato di spine, 'consolato' miseramente con sofferenze. Sei tu il mio vero re, non conosco altri all'infuori di te. Ti sei fatto obbrobrio degli uomini, disprezzato e reietto come un lebbroso (Is 53,3) fino al punto che la Giudea rifiuta di riconoscerti suo re (Gv 19,14-15). Per tua grazia, possa io almeno riconoscerti mio re! Mio Dio, dammi quest'innocente, così teneramente amato, il mio Gesù, che per me «ha pagato» interamente «quanto non aveva rubato» (Sal 69,5); dammelo perché sia sostegno della mia anima. Possa io riceverlo nel mio cuore; l'amarezza dei suoi dolori e della sua Passione sia il conforto del mio spirito...
E tu, pace di Dio, sii il legame che m'incatena per sempre a Gesù. Sii il sostegno della mia forza .., affinché io possa essere con Gesù «un cuore solo e un'anima sola» (At 4,32)... Per te, sarò legata per sempre al mio Gesù. |
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Messaggio 762 di 1110 di questo argomento |
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Giovedì della II settimana delle ferie del Tempo OrdinarioMeditazione del giornoSan Bernardo (1091-1153), monaco cistercense e dottore della Chiesa I gradi dell'umiltà e della superbia, cap. 3, §6.12
«Quanti avevano qualche male gli si gettavano addosso per toccarlo»
Seguite l'esempio del nostro Salvatore che ha voluto subire la Passione per imparare la compassione, sottomettersi alla povertà per comprendere i poveri. Come «imparò l'obbedienza dalle cose che patì» (Eb 5,8), così ha voluto 'imparare' la misericordia... Forse vi sembrerà strano quanto ho appena detto di Gesù: egli che è la sapienza di Dio (1Cor 1,24), che cosa ha potuto imparare?...
Voi riconoscete che egli è Dio e uomo in una sola persona. In quanto Dio eterno, ha sempre avuto la conoscenza di tutto; in quanto uomo, nato nel tempo, ha imparato molte cose nel corso del tempo. Cominciando ad essere nella nostra carne, ha anche cominciato a conoscere per esperienza le miserie della carne. Sarebbe stato meglio e più saggio per i nostri progenitori non aver fatto questa esperienza, ma il loro creatore è «venuto a cercare ciò che era perduto» (Lc 19,10). Egli ha avuto pietà della sua opera ed è venuto a trovarla, scendendo con la sua misericordia là dove ella era miseramente caduta...
Non era solo per condividere la loro disgrazia, ma per liberarli dopo aver patito le loro stesse pene: per diventare misericordioso, non come un Dio nella sua beatitudine eterna, ma come un uomo che condivide la situazione degli uomini... Meravigliosa logica dell'amore! Come avremmo potuto conoscere l'ammirevole compassione di Dio se essa non si fosse interessata alla miseria esistente? Come avremmo potuto capire la compassione di Dio se essa fosse rimasta umanamente estranea alla sofferenza?... Alla misericordia di Dio, dunque, Cristo ha unito quella dell'uomo, senza cambiarla, ma moltiplicandola, come è scritto: «Uomini e bestie tu salvi, Signore. Quanto è abbondante la tua misericordia, o Dio!» (Sal 35, 7-8 Vulg). |
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Messaggio 763 di 1110 di questo argomento |
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Venerdì della II settimana delle ferie del Tempo OrdinarioMeditazione del giornoConcilio Vaticano II Costituzione sulla Chiesa « Lumen Gentium », § 26 (Copyright © Libreria Editrice Vaticana)
«Ne costituì Dodici che stessero con lui»: i vescovi, successori degli apostoli
Il vescovo, insignito della pienezza del sacramento dell'ordine, è « l'economo della grazia del supremo sacerdozio» specialmente nell'eucaristia, che offre egli stesso o fa offrire e della quale la Chiesa continuamente vive e cresce. Questa Chiesa di Cristo è veramente presente nelle legittime comunità locali di fedeli, le quali, unite ai loro pastori, sono anch'esse chiamate Chiese nel Nuovo Testamento (At 8,1; 14,22). Esse infatti sono, ciascuna nel proprio territorio, il popolo nuovo chiamato da Dio nello Spirito Santo e in una grande fiducia (cfr. 1 Ts 1,5). In esse con la predicazione del Vangelo di Cristo vengono radunati i fedeli e si celebra il mistero della Cena del Signore, « affinché per mezzo della carne e del sangue del Signore siano strettamente uniti tutti i fratelli della comunità».
In ogni comunità che partecipa all'altare, sotto la sacra presidenza del Vescovo viene offerto il simbolo di quella carità e « unità del corpo mistico, senza la quale non può esserci salvezza». In queste comunità, sebbene spesso piccole e povere e disperse, è presente Cristo, per virtù del quale si costituisce la Chiesa una, santa, cattolica e apostolica. Infatti « la partecipazione del corpo e del sangue di Cristo altro non fa, se non che ci mutiamo in ciò che riceviamo »...
In questo modo i vescovi, con la preghiera e il lavoro per il popolo, in varie forme effondono abbondantemente la pienezza della santità di Cristo. Col ministero della parola comunicano la forza di Dio per la salvezza dei credenti (cfr. Rm 1,16), e con i sacramenti, dei quali con la loro autorità organizzano la regolare e fruttuosa distribuzione, santificano i fedeli. |
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Messaggio 764 di 1110 di questo argomento |
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Sabato della II settimana delle ferie del Tempo OrdinarioMeditazione del giornoBeato Giovanni XXIII (1881-1963), papa Preghiera a Gesù nel Santissimo, in Discorsi, Messaggi, Colloqui.
Gesù dà se stesso sino alla fine (Gv 13,1)
O Gesù, cibo delle anime che supera ogni realtà naturale, questo popolo immenso grida a te. Si sforza di dare alla sua vocazione umana e cristiana uno slancio nuovo, di abbellirla con virtù interiori, sempre pronto al sacrificio di cui sei in prima persona l’immagine con la parola e con l’esempio. Sei il primo tra i nostri fratelli; hai preceduto i passi di ognuno di noi; hai perdonato le colpe di tutti. E li chiami tutti a una testimonianza di vita più nobile, più attiva, più comprensiva.
Gesù, “pane della vita” (Gv 6,35), unico e solo alimento essenziale dell’anima, accogli tutti i popoli alla tua mensa. Essa è già la realtà divina sulla terra, il pegno delle bontà celesti; la certezza di una beata concordia tra i popoli e di una lotta pacifica in vista del vero progresso e della civilizzazione. Nutriti da te e di te, gli uomini saranno forti nella fede, allegri nella speranza, attivi nella carità. Le buone volontà trionferanno sulle trappole tese dal male; trionferanno sull’egoismo e sulla pigrizia. E gli uomini retti temendo Dio sentiranno alzarsi dalla terra di cui la Chiesa quaggiù vuole essere l’immagine, i primi echi misteriosi e dolci della città di Dio. Ci conduci verso i pascoli erbosi; ci proteggi. Mostraci, Gesù, i beni della terra dei viventi (Sal 26,13).
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Messaggio 765 di 1110 di questo argomento |
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III Domenica delle ferie del Tempo Ordinario - Anno BMeditazione del giornoSan Leone Magno (? - ca 461), papa e dottore della Chiesa Sermone I per la Natività del Signore, 1-3; PL 54,190 (trad. di Eleonora Bellini)
«Convertitevi e credete al vangelo»
Rendiamo dunque grazie a Dio Padre nello Spirito Santo per il dono di suo Figlio. Egli, a causa del grande amore con cui ci ha amati, ha sofferto per noi e, mentre eravamo morti a causa del peccato, ci ha fatti rivivere con Cristo (Ef 2,5), affinché fossimo in lui creature nuove, nuove opere delle sue mani. Deponiamo dunque l'uomo vecchio con le sue azioni (Col 3,9) e, resi partecipi della nascita di Cristo, rinunciamo alle opere della carne.
Riconosci, o cristiano, la tua dignità, e, divenuto partecipe della natura divina (2Pt 1,4), rifiuta di ritornare, a causa di pratiche indegne, alla primitiva viltà. Ricorda di quale capo e di quale corpo tu sei membro (Ef 4,15-16). Rammenta che, sottratto al potere delle tenebre, sei stato portato alla luce di Dio, al suo regno (Col 1,13). Attraverso il sacramento del battesimo sei divenuto tempio dello Spirito Santo (1Cor 6,19). Non scacciare da te con azioni indegne un così grande ospite, e non assoggettarti di nuovo alla schiavitù del demonio: perché il prezzo del tuo riscatto è il sangue di Cristo. |
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